C’è farmaco e farmaco….chiariamolo meglio

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di Alberto Aiuto

C’è farmaco e farmaco….

La vendita dei farmaci è sottoposta a regole semplici, ma non sempre ne siamo a conoscenza, per cui ci chiediamo come mai a volte possiamo acquistarli senza problemi, in altre sia necessaria la ricetta medica.

Qual è la differenza tra farmaco etico, SOP o OTC?

Premesso che tutti i farmaci che troviamo in farmacia hanno pari dignità.

Quando parliamo di Farmaco Etico, non intendiamo dare nessun significato morale, ma definire un medicinale che può essere dispensato solo in farmacia, e solo in presenza di una ricetta medica.

Quindi non lo troviamo nelle parafarmacie e va assunto sempre sotto il controllo del medico.

Prima di impegnarsi nello sviluppo di un farmaco (per cui servono fino a 15 anni e alcuni miliardi di dollari) e ottenere l’Autorizzazione In Commercio (AIC), una azienda farmaceutica brevetta la molecola in modo da per rientrare almeno dell’investimento.

Dopo 20 anni (in Italia 25), il brevetto decade;

la molecola diventa pubblica e utilizzabile da qualunque altra azienda.

Il farmaco diventa così un equivalente (o generico). Il prezzo al pubblico viene approvato dall’AIFA ed è uguale in tutto il territorio nazionale.

Ai soli fini della rimborsabilità da parte del Servizio Sanitari Nazionale (SSN), i farmaci sono suddivisi in varie classi.

  • La Fascia A

raccoglie tutti quei medicinali indicati in patologie “gravi” che possono mettere a serio rischio la salute (i cosiddetti “salvavita”).

Sono dispensati nelle farmacie aperte al pubblico, su presentazione di ricetta medica e rimborsati dal SSN.

Nella Fascia H,

sono elencati i farmaci il cui uso è limitato all’ospedale.

Tuttavia in caso di patologie, che non richiedono l’ospedalizzazione del paziente, possono essere utilizzati anche in ambito extra ospedaliero e dispensati dalla farmacia ospedaliera o dalla ASL di competenza.

In genere a queste categorie di farmaci appartengono i medicinali “essenziali” (l’OMS ne elenca 460), oltre a quelli per patologie croniche.

Nella Fascia C,

sono inclusi circa 2.220 farmaci SOP e OTC, destinati al trattamento di disturbi considerati lievi e passeggeri.

Con l’acronimo SOP sono indicati i farmaci Senza Obbligo di Prescrizione medica.

Gli OTC, il cui acronimo deriva dall’inglese “Over The Counter” (farmaci presenti sopra il bancone del farmacista), sono i farmaci di automedicazione o da banco.

A differenza dei SOP (farmaci da consiglio), gli OTC possono essere oggetto di pubblicità.

Vanno rispettate però una serie di condizioni:
  • il messaggio deve comprendere le informazioni indispensabili per l’uso corretto del farmaco e un invito esplicito a “Leggere attentamente le avvertenze,
  • tenere fuori dalla portata dei bambini”.
  • Inoltre, non deve indurre all’autodiagnosi e quindi non deve far apparire superflua la consultazione con il medico;
  • Non deve far ritenere l’assenza di effetti collaterali;
  • la sua efficacia non deve essere paragonata a quella di altri trattamenti;
  • il prodotto deve essere presentato chiaramente come “medicinale” e non deve essere equiparato a una sostanza “naturale”;
  • non deve rivolgersi ai bambini.

Contrariamente agli OTC, i SOP non possono essere tenuti in vista sul banco della farmacia, cosa che ne potrebbe promuovere il consumo.

Semplificando i farmaci SOP sono una specie di categoria intermedia fra i farmaci con obbligo di prescrizione medica (etici) e i farmaci da banco (OTC).

Il prezzo al pubblico è consigliato dalle aziende:

può quindi essere stabilito dalle singole farmacie, parafarmacie o punti vendita che, se lo ritengono opportuno, sono liberi di applicare sconti di diverso valore.

Il costo è a completo carico del cittadino e non rimborsabile dal SSN, se non in specifici casi previsti dalla legge.

Ad esempio, possono essere rimborsati alcuni farmaci che riducono l’acidità dei succhi gastrici (pantoprazolo, e simili), se prescritti per una delle condizioni previste dalla nota 1 dell’AIFA (necessità di prevenzione delle complicanze gravi del tratto gastrointestinale superiore, in caso di trattamento cronico con FANS o in caso di terapia antiaggregante con acido acetilsalicilico a basse dosi, ma solo nel caso in cui il paziente sia in età avanzata, abbia una storia pregressa di emorragie gastrointestinali o di ulcera peptica non guarita  con terapia eradicante e/o stia effettuando una concomitante terapia con anticoagulanti o cortisonici).

A volte ci lamentiamo quando il farmacista ci chiede di pagare in tutto o in parte i farmaci che richiediamo: consideriamo il bicchiere mezzo pieno. La nostra patologia è lieve e passeggera.

Non è meglio?

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’20”

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