Diagnosi e cure per l’ipertrofia prostatica benigna.

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Nonostante siano tanti gli italiani a soffrire di questa patologia, ancora molti sono reticenti a sottoporsi ai regolari controlli.

Scopriamo di più su diagnosi e cure per l’ipertrofia prostatica benigna.

In Italia 6 milioni di uomini soffrono di ipertrofia prostatica benigna (anche detta “prostata ingrossata”).

Si pensi che la malattia è seconda solo all’ipertensione arteriosa come frequenza. Fortunatamente, questa condizione è benigna: a oggi, non ci sono dati che la collegano al tumore della prostata.

Nonostante siano così tanti gli italiani a soffrire di questa patologia, ancora molti purtroppo sono reticenti a sottoporsi ai regolari controlli e ricorrono al “fai da te”, cioè all’utilizzo di integratori o fitoterapici con il rischio di ritardare la diagnosi, nascondere condizioni più gravi o interagire con gli altri farmaci.

Diagnosi e cure per l’ipertrofia prostatica benigna- Quali sono i controlli da fare?

Qualsiasi problema urinario va discusso con il proprio medico al fine di diagnosticare l’ipertrofia prostatica benigna il più presto possibile e ritardarne il decorso.

Oltre a questo è ovviamente molto importante controllare il PSA ogni anno se si hanno più di 50 anni, anche in assenza di disturbi.

La diagnosi di questa malattia si basa sul racconto e la raccolta dei sintomi, gli esami del sangue e delle urine e alcuni esami strumentali, prima di tutti l’ecografia.

  • Visita medica: il medico indagherà la presenza di disturbi urinari e si aiuterà con l’esplorazione rettale per rendersi conto delle dimensioni della prostata.
  • PSA: l’antigene prostatico specifico è una proteina prodotta proprio dalla prostata che si dosa nel sangue dopo un prelievo.
  • Esame delle urine e urinocoltura: per la ricerca di sangue o infezioni nelle urine.
  • Esami strumentali con funzioni differenti: ecografia transrettale (molto importante perché visualizza la struttura della prostata e conferma o esclude la presenza di un tumore); uroflussimetria (valuta il flusso urinario); cistoscopia e biopsia (visualizza le pareti dell’uretra e della vescica consentendo anche il prelievo di campioni per l’analisi al microscopio); uro TAC (forma e funzionalità delle vie urinarie).
Diagnosi e cure per l’ipertrofia prostatica benigna- Quali sono le terapie?

Come abbiamo detto prima, qualsiasi alterazione e disturbi urinari vanno sottoposti al medico per iniziare il più presto possibile, se necessaria, la giusta terapia.

Mai inciampare nella trappola del “fai da te”: anche se gli esami possono essere antipatici (come l’esplorazione rettale e l’ecografia transrettale), un ritardo della diagnosi o un mascheramento dei sintomi più gravi possono portare a conseguenze indesiderate.

L’impostazione di una corretta terapia è fondamentale per trattare i sintomi, rallentare il decorso della malattia ed evitare le complicanze come il blocco completo e la ritenzione acuta di urina in vescica, calcoli e insufficienza renale.

La terapia varia in base alla severità del disturbo e sarà il medico a decidere se utilizzare i farmaci o se sarà necessario l’intervento chirurgico (nei casi avanzati o quando i farmaci non sono efficaci).

Fonti:

Istituto Superiore di Sanità – ISS – https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/ipertrofia-prostatica

Fondazione Umberto Veronesi – https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/oncologia/linfezione-e-il-nemico-da-combattere-per-una-prostata-in-salute

Humanitas Research Hospital https://www.humanitas.it/enciclopedia/integratori-alimentari/serenoa-repens

Dott.ssa Roberta Kayed

Ambulatorio di Medicina Generale e Casa della Salute, A.U.S.L di Bologna  – Medical Writer per Farmacoecura.it

Foto tratta da: https://www.laleggepertutti.it/287503_sintomi-iperplasia-prostatica-benigna

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