Le ultime notizie sul coronavirus 2019-nCoV

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di Alberto Aiuto

Il coronavirus continua la sua corsa, facendo costantemente salire il numero di contagi e di decessi.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato il coronavirus “emergenza sanitaria globale”.

Per evitare la diffusione dell’epidemia, il governo cinese ha deciso la quarantena più grande della storia.

Wuhan è una città chiusa, con il particolare (poco considerato) che ha 11 milioni di abitanti, molti di più degli 8,6 milioni di New York, ma le restrizioni riguardano 60 milioni di persone, quanti sono gli italiani.

Gli scienziati ci dicono che questo coronavirus è simile a quello dell’influenza, dunque molto contagioso, ma non altamente letale.

Anche se dobbiamo ricordare che l’influenza provoca ogni anno milioni di morti, soprattutto fra i pazienti più fragili.

Al confronto il virus della SARS era meno contagioso, ma più letale del coronavirus, che, peraltro, è stato da poco ribattezzato SARS-CoV2.

Servirebbe un vaccino preventivo (“prevenire è meglio che curare”, sosteneva Ippocrate nel 400aC), ma, poiché questo è un patogeno nuovo, attualmente non esiste né un accurato test diagnostico, né un vaccino efficace.

Il dato positivo è che è già stato sequenziato il genoma (semplificando è come se dopo un mese avessimo già identificato le persone presenti in una foto di gruppo), dunque, accelerando al massimo, un vaccino specifico per il coronavirus potrebbe essere pronto non prima di 1 anno.

Il vaccino si può mettere a punto in laboratorio nel giro di una settimana, ma dopo va testato su modello animale, poi sull’uomo.

Infine occorre produrlo nelle necessarie quantità.

Per fare un esempio, nel caso del virus Ebola, emerso nel 2014, il vaccino è stato approvato due mesi fa: ci sono voluti 5-6 anni.

Dunque, in assenza di vaccini e/o farmaci specifici, la prima cosa da fare è il suo contenimento.

Questo spiega la chiusura di un’intera città.

Il secondo passo è l’isolamento dei malati, ovunque si manifestino, per poter trattare efficacemente le complicanze dell’infezione ed evitare che contagino altre persone.

Di conseguenza, pur non essendoci un’immediata situazione di emergenza, in Italia è stato chiesto ai medici di medicina generale di:

  • sospettare i possibili casi,
  • isolare immediatamente i casi sintomatici
  • chiedere una valutazione specialistica presso il centro infettivologico più vicino per l’esecuzione del test diagnostico e la completa presa in carico del paziente.

A questo proposito l’OMS consiglia a chi è in contatto con pazienti affetti da sospetta infezione o fintanto che avvenga il trasporto del malato in ospedale:

https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200126-sitrep-6-2019–ncov.pdf?sfvrsn=beaeee0c_4

Una serie di norme igieniche, di sostanziale buon senso, come:

  • isolare il paziente (i familiari dovrebbero stare in una stanza diversa o, se ciò non è possibile, mantenere una distanza di almeno 1 m dalla persona malata);
  • indossare una maschera medica ben aderente in presenza del malato.
  • Gettarla dopo l’uso e lavare le mani dopo la sua rimozione, usando sapone e acqua.
  • Utilizzare asciugamani di carta usa e getta; se di stoffa, sostituirli quando si bagnano;
  • Pulire e disinfettare le superfici più frequentemente toccate come comodini, giroletti e altri mobili per la camera da letto e bagno, ogni giorno con un normale disinfettante domestico contenente soluzione di candeggina diluita (candeggina in 1 parte per 99 parti di acqua),
  • Pulire vestiti, lenzuola, asciugamani e teli da bagno usati dalle persone malate in lavatrice a 60–90 °C

La malattia non è attualmente una minaccia nei paesi al di fuori della Cina, ma l’attenzione va mantenuta alta a tutti i livelli, anche individuali, senza ansia e psicosi.

In ogni caso per tutte le novità sul coronavirus ti invitiamo sempre a verificare le informazioni e le notizie sulla sezione specifica del Ministero della Salute

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’15”

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