Olio di palma: tutto quello che bisognerebbe sapere

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Quali sono i problemi legati all’utilizzo dell’ olio di palma?

L’ olio di palma è un perfetto esempio delle problematiche causate da politiche agricole non ragionate. Mi riferisco alla diffusione di monoculture intensive, che per quanto economicamente profittevoli, hanno spesso delle conseguenze negative impressionanti, difficilmente recuperabili.

Perchè l’olio di palma è tanto utilizzato?

L’idea più comune è che la grandissima diffusione di questo “grasso” sia dovuta al suo basso costo di mercato, ma la realtà è ben diversa.

L’olio di palma è, infatti, dotato di incredibili proprietà organolettiche e tecnologiche. Una volta raffinato è praticamente inodore ed insapore il che lo rende perfetto per la produzione industriale.

Il suo profilo di acidi grassi, gli permette di restare solido a temperatura ambiente garantendo un ottimo risultato produttivo, specialmente per i prodotti secchi di pasticceria.

In poche parole, l’olio di palma è un burro “off-flavors”, economico e con un’alta efficienza agricola.

Chi ne ha beneficiato?

Dal punto di vista economico l’olio di palma ha generato enormi benefici per nazioni come Indonesia e Malesia.

Queste due nazioni coprono l’86% della produzione mondiale di olio di palma con una superficie coltivata di 121,181 km2 (circa 11 milioni di campi da calcio) proveniente per la quasi totalità dalla conversione di foreste tropicali.

In Indonesia l’olio di palma è il secondo prodotto agricolo dopo il riso.

Genera un profitto di 14,5 miliardi di euro (dato 2008) e fornisce lavoro a circa 6 milioni di persone, principalmente nelle aree rurali del paese.

Detto ciò, non sono sicuro che questi vantaggi economici saranno sufficienti per far fronte a tutte le ripercussioni negative che la coltivazione intensiva di una monocultura può determinare.

Le conseguenze

La scomparsa della cultura e delle tradizioni è solo uno degli effetti socio-culturali negativi legati alla diffusione dell’olio di palma.

Infatti, se a questo si aggiunge l’enorme perdita di biodiversità e l’estinzione di diverse specie animali, tra cui l’orangotango (simbolo della campagna ambientalista anti olio di palma), a causa della deforestazione lo scenario assume contorni ancor più scuri.

Nonostante i dati presentino una situazione ambientali terrificante, ancora una volta non sono in grado di raccontare tutta la verità.

La palma da olio ha una resa nettamente superiore ad altri possibili sostituti, il che la rende teoricamente la miglior soluzione per limitare l’impatto ambientale delle colture per la produzione di grassi vegetali.

Quali sono gli effetti sulla salute?

Dal punto di vista nutrizionale, da un lato l’elevata presenza di acidi grassi saturi (50%) rende questo grasso l’alleato perfetto di obesità ed ipertensione arteriosa.

Dall’altro, la presenza di carotenoidi e tocoferoli ne migliora la valutazione complessiva.

Il problema è che durante i processi di raffinazione, sia chimici che fisici, la maggior parte di questi composti viene inattivata rendendoli praticamente inutili.

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Gianluca Bitelli per Fomm

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