I mercati finanziari: Siamo uomini o risparmiatori?

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di Giorgio Jacobini e Karol Soprano

I mercati finanziari:

Che voi siate in possesso di obbligazioni, azioni o fondi, questi vengono scambiati in un mercato finanziario.

In questo si incontrano le richieste di vendita e le domande di acquisto: se queste ultime saranno superiori alle prime, i prezzi saliranno e viceversa.

Ma cosa c’è da sapere riguardo i mercati finanziari?

Prima di tutto teniamo presente che economia e mercato non sono la stessa cosa:

Quest’ultimo è un indicatore economico, ossia uno dei parametri con cui si cerca di prevedere l’andamento dell’economia futura.

Il mercato finanziario rappresenta quindi un’aspettativa su quello che accadrà.

Le aspettative non si formano in maniera arbitraria, ma in modo razionale:

Le persone guardano al futuro e cercano di fare del loro meglio per prevederlo, usando tutte le informazioni che hanno a disposizione.

Tuttavia è evidente che questo è ben diverso dall’assumere che le persone conoscano il futuro.

Proprio per questo motivo si verificheranno momenti in cui i prezzi non rispecchiano i valori fondamentali dei titoli in nostro possesso (ad esempio nelle crisi o nelle bolle).

Questi, quindi, saranno sottovalutati o sopravvalutati, ma entrambe le situazioni, prima o poi, dovranno finire riportando i livelli alla normalità.

I parametri dei mercati finanziari da tener presente sono due:

  1. Sono fatti da persone
  2. Si muovono in base alle aspettative
I mercati finanziari sono fatti da persone

Per questa loro caratteristica sono imperfetti e talvolta saranno irrazionali, a causa di eccessivo panico o di immotivato entusiasmo, ma proprio nella gestione di queste fasi risiede la loro principale difficoltà ed allo stesso tempo l’importanza di curare il proprio risparmio avendo una visione che vada oltre il contesto.

Facciamo un esempio magari sciocco:

quanti di voi nel periodo del dramma della Costa Concordia avranno detto “non farò mai una crociera”?

E quanti di voi qualche tempo dopo si sono imbarcati con tutta la famiglia per un giro dei Caraibi o delle isole greche?

Altra domanda:

Quanti di voi staranno leggendo su un dispositivo Apple una mail, mentre i figli stanno giocando con una console Nintendo o con dei mattoncini Lego?

Tutte e tre le società che abbiamo citato sono state ad un passo dal fallimento, tutte e tre queste società sono attualmente tra i leader dei propri settori.

Intendiamoci, questo non accade sempre e con tutte le società.

Ma avendo un portafoglio diversificato è lecito pensare che se qualcosa segnerà il passo, ci sarà sempre qualcos’altro che ne beneficerà, tornando ai propri livelli e superandoli.

La difficoltà è nel rimanere equilibrati e coerenti con i propri obiettivi sia quando tutto sembra andare a gonfie vele, sia quando tutto sembra destinato al peggio.

I mercati finanziari:

Non possono fallire: per ogni persona che vende c’è qualcuno che compra, per ogni persona che acquista c’è qualcuno che cede.

E pensiamo che comprendere questo aiuti a capire quanto un approccio lucido e razionale metta al riparo da tanti errori.

Si muovono in base alle aspettative: Prospettive positive faranno salire il valore del nostro risparmio, prospettive negative lo faranno scendere.

Il bombardamento mediatico con cui conviviamo quotidianamente negli ultimi anni porta a pensare che ci siano periodi in cui tutti comprano perché le aspettative sono positive o tutti vendono perché le aspettative sono negative.

Tuttavia, come dicevamo poco fa, i mercati finanziari non possono fallire:

Per ogni persona che vende c’è qualcuno che compra, per ogni persona che acquista c’è qualcuno che cede.

Quindi a prescindere dalle attese di volta in volta dominanti, ci saranno:

  • Persone che vendono con aspettative positive (quando i mercati salgono) perché magari vogliono realizzare il guadagno
  • Persone che acquistano con aspettative negative (quando i mercati scendono) perché intendono approfittare dei prezzi bassi in ottica di maggiori guadagni futuri.

L’andamento di mercato da questo punto di vista non comunica un dogma di comportamento (vendere perché tanti vendono o comprare perché tanti comprano) e, sebbene sia un indicatore economico, la sua volatilità può dare falsi segnali sul futuro dell’economia.

La difficoltà è riuscire a scindere la drammaticità o l’euforia legata ad un evento dai riflessi che questo può avere sull’economia nel medio-lungo periodo.

Anche in questo caso dovrebbero prevalere l’equilibrio e la coerenza con i propri obiettivi, in una parola la visione del “dopo”.

Ad esempio, di fronte a situazioni di calo o di euforia, imparate a farvi domande di questo tipo:

Dopo questa fase di crisi la gente smetterà di fare acquisti online?

O magari l’azienda che ho in portafoglio beneficerà di questo momento perché le persone si saranno abituate a comprare online e continueranno a farlo sempre di più?

Oppure:

Dopo questa fase di entusiasmo la gente continuerà a comprare così tanti cellulari?

O magari l’azienda che ho in portafoglio dovrà trovare altri metodi per fare utili?

Trovate le vostre risposte, magari con il supporto di un esperto.

Giorgio Jacobini e Karol Soprano

Tempo di lettura 1’30’’

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