Stiamo davvero diventando Green?

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di Claudio Razeto

“Secondo una ricerca recente, in Europa sarebbe proprio il verde il colore preferito da una persona su sei; ma c’è anche chi lo detesta e chi ritiene porti sfortuna. Difficilissimo da indossare, sia da donne sia da uomini; eppure è il colore più diffuso in natura.

Se chiedessimo a un fisico: perché si vede il verde? Ci risponderebbe: perché in un prato, nelle foglie degli alberi, nelle “cose” della natura, tutti i colori sono assorbiti, mentre il verde è respinto. Per questo il nostro occhio lo vede (…)”.

Michel Pastoreau, da Verde, storia di un colore, ed. Ponte alle Grazie, 2018

https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Pastoureau

Il mondo sta cambiando.

E’ innegabile.

Alle soglie del primo ventennio degli anni 2000, c’è come una nuova atmosfera che inizia a pervadere la nostra società.

Sui media, nella pubblicità, nel cinema, nei libri, nella cultura più diffusa.

Come se un interruttore fosse improvvisamente scattato, una nuova consapevolezza si sta spargendo. E mai come prima nella storia, questa percezione condivisa, sta spargendosi – grazie anche al web – a livello globale.

Ed ha un suo colore.

Quello di un nuovo mood, uno stato d’animo…

IL VERDE

Il verde è il colore per definizione della speranza e della natura.

Ma è anche il colore dei soldi (dal dollaro verde) e nella sua versione più negativa del marcio, della putrefazione e dei veleni stagnanti.

Il verde è il tono cromatico simbolo della fertilità dell’abbondanza, della salute e della guarigione (tanto che viene consigliato nella colorazione degli ambienti degli ospedali) ma anche dell’energia della natura.

Il verde corrisponde alle radiazioni elettromagnetiche di lunghezza d’onda compresa approssimativamente fra 570 e 480 nm.

Insieme al blu e al rosso, è uno dei colori primari.

E’ quello dell’erba durante il suo periodo vegetativo.

In cromo terapia è il colore della calma, il contrario di stress.

In psicologia il verde indica personalità stabilitranquille e il verde influenza, calmandolo, il sistema nervoso.

Nei chakra è il colore del cuore.

Secondo alcuni migliorerebbe la sfera creativa oltre all’empatia e all’apertura spirituale.

Il verde pare dia anche un supporto motivazionale nel raggiungimento degli obiettivi.

Colori e filosofia.

Nella sua teoria dei colori il filosofo tedesco Johann Wolfgang von Goethe, ha scritto: “è grigia, caro amico, qualunque teoria. Verde è l’albero d’oro della vita.”

E aggiungeva, il verde “è un colore riposante, da utilizzare all’interno della casa, sui muri, addirittura in camera da letto”. Quasi anticipando il Feng Shui

https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Wolfgang_von_Goethe

Colore VERDE e Religioni

Anche la religione sembra partecipare a questa svolta GREEN.

Per quella cattolica il verde, colore liturgico, è sinonimo di speranza.

Quella di oggi, auspicata anche da Papa Francesco, in un mondo capace di coniugare benessere e rispetto dell’ambiente.

“Dopo il Cristo operaio dei socialisti del XIX secolo avremo il Cristo verde degli ecologisti del XXI secolo?”, si è chiesto recentemente il giornale cattolico Avvenire, sottolineando l’esigenza di un Cristo ecologista capace di contrastare “il capitalismo moderno fondato su uno sfruttamento spudorato dell’uomo e della natura”.

Sembra proprio di sì.

https://www.avvenire.it/agora/pagine/nel-vangelo-le-radici-del-cristianesimo-verde

Ma il verde è anche il colore dell’Islam, dal mantello di Maometto (anche se non è l’unico colore). Un tono cromatico che è presente in molte bandiere nazionali di paesi come l’Arabia Saudita, l’Algeria, la Lega araba.

Di contro, per alcune correnti di pensiero, rappresenterebbe soprattutto l’Islam Sciita, ovvero il ramo islamico che comprende Iran e Iraq, Bahrain e Azerbaigian.

https://it.wikipedia.org/wiki/Sciismo

Nella Genesi si legge “(…) tutte le erbe verdi serviranno di cibo”.

E ancora “Dio disse: La terra produca germogli, erbe che facciano seme, alberi da frutto che diano frutti ciascuno secondo la propria specie, contenenti il loro seme, sulla terra”.

Tutti segni della connessione dell’ebraismo e del cristianesimo delle origini, con il rispetto della natura e del rapporto che l’uomo dovrebbe avere con il pianeta, la Terra che lo ospita e lo nutre.

Ma il VERDE ha anche altri significati,

riprova che nulla in questo universo è univoco e a senso unico e che ogni medaglia ha il suo opposto. Non è infatti del tutto positivo il mandala verde del Buddha Amoghasiddhi.

Questo è il simbolo del successo senza ostacoli, delle persone ambiziose, dei politici, dei leader, dei Re. Il Tathagatam, il Buddha verde della competizione, di coloro che aspirano al successo senza scrupoli, al potere e al denaro. Un mandala adatto ad un mondo che sfrutta tutto pur di arrivare ai propri obiettivi materiali. Un modo di vedere ampiamente diffuso purtroppo.

Quante connotazioni, quanti significati in un colore.

Il VERDE come colore di guerra.

Verde è il colore delle uniformi operative dei militari. La tonalità mimetica presa dalle piante e dalla vegetazione venne adottata a partire dalla Grande guerra, la prima combattuta dall’uomo su scala globale.

Il grigio verde, il kaki, il verde sostituirono il rosso acceso, il blu, l’oro e argento delle sgargianti uniformi napoleoniche, adattando l’uomo alla natura non per fini pacifici, ma per nasconderlo al nemico e poter uccidere, colpire, rendendosi meno visibile.

Il VERDE in architettura

Il Feng Shui (arte geomantica taoista della Cina, ausiliaria dell’architettura, affine alla geomanzia occidentale, da Wikipedia) vede nel colore verde un riferimento al legno e alla stagione della primavera.

Il VERDE viene indicato, proprio per questa sua forza tranquillizzante, come il colore ottimale delle camere da letto, perché riposante e simbolicamente legato alle

  • piante e all’acqua
  • ai boschi e alle foreste

E quindi:

  • alla tranquillità alla distensione e all’amicizia.

Ma è possibile comparare un’epoca a un colore?

Legare la fase storica che stiamo vivendo a questo VERDE che inizia a spargere i suoi semi nella nostra cultura?

La rivoluzione Green è veramente cominciata?

Qualcosa inizia a muoversi.

Questi significati più intimisti si affiancano infatti, oggi, a quelli più universali che la ormai riconosciuta e conclamata crisi climatica sta imponendo come prioritari nei programmi di sviluppo economico, politico e sociale dei governi mondiali.

Il fenomeno mediatico di Greta Thurnberg, i giovani in piazza per i Friday for future, tutti i dibattiti che si stanno imponendo in sede politica, scientifica e culturale, spingono in questa direzione.

Le parole d’ordine stanno diventando
  • sviluppo sostenibile
  • energie rinnovabili
  • lotta all’inquinamento da idrocarburi e carbone
  • smaltimento rifiuti
  • protezione di specie animali e habitat naturali (dall’Amazzonia, all’Himalaya, dal bush australiano alle foreste africane)

Sentiremo sempre più politici far riferimento a questi temi per ottenere consenso e voti.

Intanto la Commissione Europea ha annunciato un piano di investimenti europeo, il GREEN DEAL, che prevede investimenti per 1.000 miliardi nei prossimi 10 anni

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/istituzioni/2020/01/14/green-deal-piano-commissione-ue-per-1.000-mld-investimenti_a6388f09-14ef-4d75-a074-9d6c2b471c73.html

Un passo importante. Ma che rischia di diventare sempre più urgente spinto da eventi in cui il cronometro della natura in pericolo, sta già “ticchettando” in maniera sinistra.

Ci commuoviamo per i koala australiani ma poi i fatti concreti sul fronte politico – vedi il clamoroso fallimento dell’ultimo Cop25 – non riescono ancora ad emergere in maniera decisiva.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2019/12/07/ansa-clima-cop25da-lunedi-gran-finaleattesi-capi-di-stato_5332f038-bba2-45a3-ba54-4e4c62f62db7.html

In Italia poi si rischia l’assurdo se non il ridicolo. Tutti scossi per l’abbattimento programmato dei daini del Circeo ma poi si scoprono addirittura discariche abusive impressionanti, frutto anche degli scarsi controlli sul territorio.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/01/13/cava-dismessa-diventa-lago-di-rifiuti_909a3a88-c4b6-4704-87c3-4fa98c06726e.html

Telecamere, controlli, multe e sanzioni, applicate senza se e senza ma…ad aziende come privati. Basterebbe eppure non ci si riesce.

Le sedi decisionali “vere” fanno molta fatica a imporre programmi e nuovi approcci.

A Milano il Sindaco promette il divieto di fumo anche all’aperto nel capoluogo lombardo entro il 2030.

Ma nessuno si premura di far rispettare i divieti esistenti persino intorno agli ospedali (compresi gli oncologici) o nei locali dove chi usa le e-cig, svappa, come si dice in gergo, al chiuso nei locali con divieto, alla faccia dei fumatori, come se le nuove sigarette fossero profumatori per l’ambiente.

Insomma abbiamo capito tutti che bisogna cambiare ma poi si gira in Jeep, SUV, mega auto che prima o poi dovremo necessariamente abbandonare per auto meno eccitanti come le elettriche ma meno inquinanti.

E i blocchi dei diesel servono a poco se i primi a inquinare sono i mezzi pubblici e la rete del trasporto elettrico non viene ultimata né programmata.

La rivoluzione green, VERDE, sta entrando nelle teste ma riuscirà a entrare anche nel cuore? Ormai è rimasto, se c’è, poco tempo. Sarebbe il caso di darci una mossa.

Questa tossicità diffusa, dal color VERDE putrido – morale e fisica – colpisce tutti

Il cancro e gli ictus uccidono e fanno ammalare per primi i fumatori.

Ma anche chi gli sta intorno.

Bisogna farsene una ragione.

Anche l’alcol fa male in eccesso ma questo non basta a far capire a tanti dei nostri ragazzi che mettersi alla guida di un’auto, magari quella del “papy” di grossa cilindrata, e guidare di notte ubriachi, non fa bene alla salute e può causare tragedie.

Gli “anziani” chattano ormai allegramente sugli smartphone ma non rinunciano a più pacchetti di sigarette al giorno.

E se la prendono con Greta che li irrita perché come il grillo parlante, VERDE anche lui, mette in evidenza le loro incongruenze e il VERDE marcio dell’egoismo e della prosopopea di una generazione, che non lascia a chi verrà dopo un mondo migliore.

IL VERDE DEI SOLDI

I super ricchi di oggi, che hanno sicuramente meno stile e classe di quelli del passato che se non altro erano più discreti, sfoggiano orologi che costano come appartamenti e ville che costano come interi quartieri, super auto, super barche, super tette rifatte, super feste.

Super vite, che i colori li contengono tutti, inquinanti anche loro, ottenute a volte evadendo il fisco, e sfruttando tutto ciò che si può…dai lavoratori ai sistemi economici sfuggendo allegramente tasse e regimi fiscali.

A casa loro vivono nel VERDE rilassante di parchi e giardini, le case Feng shui fantasmagoriche dimore ma del nuovo GREEN che avanza, di rivoluzione del pianeta, si interessano esclusivamente nella misura in cui faranno accrescere il loro portafoglio di marca e azionario, accumulando miliardi che non riuscirebbero a spendere in dieci vite.

E che, senza nulla togliere al legittimo diritto di godere dei frutti della propria genialità imprenditoriale, andrebbero letteralmente incamerate quando superano un certo livello.

Magari dividendo le aziende “normali”, dalle super aziende che ormai contano fatturati così ingenti, da poter armare una guerra.

In un’epoca in cui il socialismo utopico sembra definitivamente estinto (a parte la Cina che nonostante il suo capitalismo ruggente si definisce ancora anacronisticamente comunista con pochissimi altri regimi al mondo), appare necessario tornare al sociale.

Ed evitare disparità e concentrazioni di ricchezza ormai inaccettabili.

O peggio di quei politici, leader (vedi l’Africa da cui fuggono i migranti economici) – più o meno eletti democraticamente magari con l’appoggio di partner occidentali – di paesi corrotti e poveri non di risorse, ma di mezzi sostentamento per i propri cittadini.

Leader che ammucchiano soldi in paradisi fiscali (molti britannici alla faccia dell’Europa e con i buoni auspici della Brexit) e che poi alla caduta di regimi teuti con la forza se ne vanno a vivere nei quartieri posh e ricchi di Londra o a Parigi.

Ecco, questi ipocriti del GREEN, questi camaleonti ci sono eccome, hanno mezzi, forza di persuasione, controllo di leve di potere importanti, così potenti da scatenare guerre per un giacimento di petrolio o il controllo di risorse.

Ci sarà uno scontro tra queste due tonalità di VERDE?

Quello della speranza e del futuro e quello marcio e putrido delle discariche abusive, della mafia ambientale, dello sfruttamento senza ritegno di aree di patrimonio universale come la foresta amazzonica o l’Australia in fiamme.

Sarà su un colore, il VERDE, che si giocherà il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti?

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/vivere_green/2020/01/17/svolta-green-per-1-giovane-su-3-da-cibi-km0-al-car-sharing_4a5a4176-eb94-45cb-b94f-8c287b1bfc37.html

Probabilmente sì.

E dato che le grandi cose iniziano con piccoli passi, sarà il caso di cominciare ad adeguarci, di sforzarci, anche a costo di piccoli sacrifici personali.

A piedi anziché in macchina, la differenziata invece di girare di notte ad abbandonare sacchetti di spazzatura, pulendo anziché sporcando il mondo che ci circonda.

I nostri sforzi, con quelli di tutta la società a cui apparteniamo, insieme potrebbero fare la differenza e fare quella rivoluzione GREEN che ormai, mettendo da parte un po’ del nostro egoismo, non possiamo più rinviare.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’50”

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