Il controllo e la corruzione
Le strutture organizzative passano da quelle semplici e minimali (organizzazione su base numerica) applicate ad esempio negli eserciti, a quelle più complesse (organizzazioni a matrice) che appaiono più consone quando ci si trovi a strutturare gruppi di ricerca.
Secondo la teoria si ritiene che gli indici fondamentali per il disegno della migliore organizzazione siano solo due:
- l’efficacia e
- l’efficienza.
L’efficacia rappresenta la percentuale di raggiungimento dell’obiettivo primario per cui può essere definita matematicamente come out put consuntivato diviso l’out put previsto; l’efficacia maggiore di 1 esprime il superamento dell’obiettivo.
L’efficienza invece identifica fondamentalmente il costo della struttura, cioè quanto si spende per ottenere l’obiettivo
Matematicamente si esprime come output / input ed è logicamente in contrapposizione con l’efficacia in quanto, ad esempio, se nomino un responsabile per ogni prodotto risulto maggiormente efficace ma spendo di più in termini di risorse umane.
La logica e l’esperienza richiedono il corretto equilibrio tra questi due indici.
Il controllo può sembrare certamente un elemento estraneo al migliore disegno organizzativo ma usciremmo da una favola per bambini se non considerassimo la possibilità di comportamenti estranei alla correttezza
Infatti il controllo mirato è necessario quando è ausilio alla corretta applicazione delle procedure e quando determini ineludibili correttivi sanzionatori a fronte della scoperta di azioni illecite.
L’animo bonario dell’Italiano però percepisce queste incombenze come gravose per l’individuo per cui si pretende di eluderle ostacolando la possibile corruzione con un artifizio
Si inserisce l’elemento del controllo all’interno della stessa struttura organizzativa, la si modifica parcellizzandone alcune attività (ad esempio chi compra, non vende) cosicché si demanda all’ “ambiente” la correttezza del comportamento delle persone.
Mi si accappona la pelle ricordando un progetto ICAC:
indagine di controllo sull’ambiente di controllo!.
Questa architettura organizzativa evidentemente di fatto impedisce il raggiungimento di una qualunque accettabile efficacia determinando processi interni inutili e facendo così saltare anche l’obiettivo della efficienza
Tutto ciò produce la più dannosa e becera burocrazia rappresentando anche una chiara dimostrazione di incompetenza
Ovviamente c’è un crollo verticale della produttività.
E la corruzione?
Prolifera; perché un più ampio numero di persone vengono coinvolte nel business.
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