Buon Riposo, Maestà. UK, ora che Succede?

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di Alex F. Romeo

“Di un bel tacer non fu mai scritto”: questo aforisma seicentesco attributo a Iacopo Badoer é stata la cifra della vita di una delle sovrane più longeve che la storia ricordi: Elisabetta II, cui rendiamo omaggio.

Una (libera) trasposizione inglese potrebbe suonare come “never explain, never complain”, aggiungendo un tocco di ferrea disciplina e senso del dovere che la regina ha sfoggiato fino all’ultimo dei suoi giorni:

Lilibet ha nominato Liz Truss nuovo primo ministro britannico appena 48 ore prima della propria scomparsa.

Fa impressione la sua ultima foto ufficiale:

una figura visibilmente smagrita, il dorso delle mani – per una volta senza guanti – mostra un colore tumefatto, probabilmente causato da ripetuti trattamenti farmacologici per tenerla in vita; e ciononostante un sorriso a favore di obiettivo a dissimulare la sofferenza che di lì a breve sarebbe terminata, lasciando una nazione incredula nello sconforto: appena appresa la triste notizia, una moltitudine di sudditi si è riversata a Buckingham Palace e verso le altri residenze reali a deporre corone di fiori.

I poteri di un sovrano britannico di fatto sono puramente formali:

non può produrre leggi, non può votare, financo le nomina del premier é di facciata; allora perché l’improvvisa mancanza della Regina Elisabetta suscita preoccupazioni sul futuro del Regno Unito?

Il fatto di aver regnato per oltre settant’anni, a cavallo di due secoli, ha certo il suo peso;

La sua forza interiore e la determinazione sono state di ispirazione per almeno quattro generazioni di inglesi:

Specie negli ultimi due anni, flagellati dal COVID, i messaggi alla nazione sono andati al di là dei tradizionali auguri di fine anno, rendendo omaggio agli operatori sanitari e incoraggiando tutti a guardare al futuro con ottimismo, instillando la certezza del ritorno alla normalità: “ci incontreremo di nuovo, staremo di nuovo con le nostre famiglie”.

Il tema della famiglia ha assunto una rilevanza sempre maggiore nei discorsi ufficiali, soprattutto in seguito alla morte di Lady Diana, uno dei rari passi falsi della Regina, che ha rischiato di alienare le simpatie dei suoi sudditi.

Ha dovuto prendere atto che il suo popolo, generalmente stoico e resiliente di fronte alle avversità quotidiane, era emotivamente prostrato di fronte al lutto, dunque per la prima volta si è rivolta non più come Capo di Stato, ma come nonna, nel rendere omaggio alla principessa ribelle.

Una rivoluzione copernicana nella comunicazione, divenuta meno fredda e più empatica verso le emozioni altrui nel corso degli anni.

Vi è poi la parte ludica di Elisabetta, che talvolta invitava a non prendersi troppo sul serio, e quindi accettava di “lanciarsi” col paracadute con “James Bond” inaugurando i Giochi Olimpici del 2012, o di fare colazione con l’orsetto Paddington durante le celebrazioni per il suo ultimo Giubileo.

Ci si domanda quale potrà essere il futuro del Regno Unito con Carlo.

Mentre ci si aspetta una attenzione più marcata verso i temi ecologici, avviata negli anni con la sua Fondazione The Prince’s Trust, alcuni valori cardine verranno portati avanti, quello della famiglia su tutti.

Nel suo primo discorso ha porto il ramoscello d’ulivo al figlio ribelle Harry e alla moglie Megan: un encomiabile tentativo di riconciliazione, ma anche – più pragmaticamente – la volontà di non perdere tempo in beghe di minore importanza, dovendo fronteggiare le conseguenze della BREXIT, del COVID non ancora del tutto debellato, di una inflazione alle stelle e di una bolletta energetica fuori controllo.

Il principe William ha subito fatto sapere che aiuterà il padre al meglio delle sue capacità: “God Save the Prince”, allora. E che Dio ce la mandi buona.

Alex F Romeo.

Tempo di lettura: 2’00”

Foto tratta da : https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/09/addio-regina-elisabetta-addio-regina-pop/6797247/

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