Alieni: esistono o no?

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di Mudir

I famosi geoglifi di Nazca, visibili da grandi altezze, sembra non possano essere stati realizzati se non da organismi superiori in possesso proprio di macchine volanti.

Le statue Moai nell’isola di Pasqua appaiono troppo pesanti per essere trasportate da semplici uomini oltretutto privi di idonei strumenti.

In alcune incisioni rupestri in Valcamonica si intravedono raffigurazioni di astronauti ovviamente incompatibili con le capacità di quel periodo storico.

Le cime delle Piramidi appaiono allineate con alcune stelle con ciò suggerendo il possesso di tecnologie estremamente avanzate da parte dei costruttori.

Da questi e da innumerevoli altri esempi deriva l’ipotesi dell’esistenza di culture superiori rispetto a quelle espresse storicamente sul pianeta Terra.

Questa teoria ha riscosso notevole sostegno e vi sono anche persone che giurano di essere state protagoniste di incontri “del terzo tipo”, di avere visto macchine volanti a forma di disco, di avere sperimentato la vicinanza con esseri umanoidi.

Ormai, esistono stereotipi di forme extraterrestri che, pur mantenendo alcune caratteristiche umane come mani (anche con dita opponibili), gambe, occhi, sono rappresentate generalmente con dettagli più oblunghi e più smussati un po’ come, del resto sono stati disegnati gli avatar.

Come sempre succede vi sono anche altri che si oppongono a questa teoria qualificando i primi come mitomani, bugiardi, truffatori cercando di rilevare nei loro racconti qualche contraddizione al fine dimostrarne la mala fede.

In pratica è uno scontro tra credulità: chi crede agli alieni e chi no; però non si assiste mai al tentativo di comprendere se questa teoria sia plausibile.

L’unico argomento razionale che viene presentato è quello che si basa sulla convinzione che, nella grande moltitudine di galassie, stelle, pianeti, è senza dubbio logico esista altra vita oltre quella presente sul nostro pianeta (non fosse altro che per una questione di probabilità).

Ma questo argomento, sicuramente accettabile, NON offre alcuna soluzione giacché il vero problema non è la presenza o meno di altra vita nell’Universo bensì se gli organismi viventi, espressioni di tale vita, posseggano una tecnologia tale da aver raggiunto la Terra.

Un ragionamento percorribile per convenire se gli avvistamenti, incontri ed anche fotografie e video riportati come autentici siano veritieri o, al contrario, siano un’espressione fraudolenta, è il seguente:

Dall’iniziale Big Bang sono passati circa 14 miliardi di anni durante i quali gli atomi (le minime particelle che compongono il tutto) hanno continuato a collidere per formare agglomerati di materia sempre più corposi (molecole).

Sulla Terra una particolare forma di molecola è il cosiddetto amminoacido composto da Carbonio, Ossigeno, Idrogeno e Azoto le cui successive combinazioni, estremamente variegate, stanno alla base di quella caratteristica che definiamo “vita”.

Ciò è iniziato circa 4,5 miliardi di anni fa ma la modifica di tutte le forme viventi, animali e piante, è continuata fino ad oggi ed ancora continua (evoluzione).

All’interno di questo periodo una vita, che inizia ad assomigliare a quella umana, si comincia a presentare negli ultimi 4/5 milioni di anni e solo negli ultimi 2 milioni di anni si è avuta anche una certa evoluzione tecnologica.

L’accurata lavorazione delle pietre, il controllo del fuoco, la costruzione dell’arco, ecc, fino alla diffusione delle idee con la scrittura ed alle conoscenze attuali.

Pur ammettendo che su un altro pianeta si siano avute condizioni favorevoli per lo sviluppo della vita, l’evoluzione deve avere comunque percorso queste tappe e quindi può essere stata al massimo simile a quella terrestre.

Ciò perché un organismo composto di atomi diversi da quelli che compongono l’amminoacido, per considerazioni prettamente chimico-fisiche, si forma più lentamente, non possiede la stessa qualità (ad esempio non si possono formare catene polimeriche solubili troppo lunghe), non possiede la stessa reattività né la stessa mobilità.

Pertanto, anche ipotizzando la presenza di vita sull’eso-pianeta più vicino (un pianeta della stella Proxima Centauri che si trova a circa 4,22 anni luce dalla Terra), ciò  significherebbe che l’eventuale intelligenza aliena avrebbe dovuto organizzare viaggi interstellari tra stazioni fluttuanti nel vuoto per poi incontrarsi con gli antichi Egizi, con i Nazca (pre Incas), con gli antichi polinesiani, senza mai lasciare alcuna traccia fisica di quella loro tecnologia.

Inoltre, a causa degli enormi spazi percorsi e dei tempi così dilatati, sulle stazioni orbitanti avrebbero dovuto succedersi generazioni di extraterrestri di cui evidentemente non si è mai trovato alcun reperto probatorio.

Quindi, secondo la mia opinione, la verità più semplice, è che tutti i fenomeni descritti (piramidi, obelischi, geoglifi di Nazca, statue colossali, cerchi nel grano) siano semplicemente espressioni umane e tutti gli avvistamenti di alieni unicamente dei falsi dettati dall’ingenuità o dalla mala fede.

Mudir

Tempo di lettura: 2’20’

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