Com’è che i tuoi cani hanno tutti lo stesso sguardo?

99858

di Fabio Carta

Tale cane e tale “padrone”… Quante volte ti è capitato di notare delle similitudini tra una persona e il suo cane? Sembra una cosa strana anche da pensare, ma ci sono solide motivazioni a supporto di questa apparente bizzarria.

Ovviamente non sto parlando della somiglianza fisica…

Qualche tempo fa’ una signora che conosco da tanto tempo mi ha posto una domanda che mi ha condotto ad una profonda riflessione:

“Fabio… Com’è che i tuoi cani hanno tutti lo stesso sguardo?”

Li su due piedi non ho saputo rispondere non riuscivo a comprendere a cosa si stesse riferendo, non mi davo pace… Cosa era riuscita a cogliere che io non riuscivo a notare?

La full immersion di ricordi fotografici e riflessioni è andata avanti per qualche giorno, poi pian piano tutto è scemato e non c’ho più pensato.

Dopo qualche settimana giocando con il bellissimo cucciolo di Giovanni, un cliente di vecchia data che e venuto a farmi conoscere il suo nuovo amico, salta fuori che il cucciolo comincia a manifestare gli stessi comportamenti problematici che manifestava anche il cane precedente.

Una folgorazione, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la scintilla che ha acceso il fuoco, il faro nella notte, l’illuminazione, Eureka!!!

Ho finito le metafore, ma penso di aver reso l’idea.

Vi spiego meglio, Giovanni stava generando nel nuovo amico gli stessi comportamenti problematici che aveva avuto col cane precedente. Si avete capito bene, generando!

Ovviamente tutto è diventato più chiaro, mi sono tornate in mente quelle parole “com’è che i tuoi cani hanno lo stesso sguardo?” e finalmente avevo la risposta!

Quello che la signora aveva visto ero io, nello specifico quella parte di me che volente o nolente trasmetto ai miei cani, atteggiamenti, stati d’animo, propensioni, intenzioni, azioni.

Il loro sguardo curioso, collaborativo, sveglio, il loro comportamento semplice, diretto, socievole, le loro intenzioni sane, buone, gentili, questo aveva visto.

Ovviamente nella loro diversità, nella loro unicità, stiamo parlando di razze diverse dal meticcio al fox terrier passando per il golden retriever, l’akita inu e il pastore tedesco, in momenti storici diversi, la signora era riuscita a scorgere il filo conduttore che le accomunava tutte, di fatto aveva visto me in loro…

Ognuno di noi con i propri modi di fare, di pensare, d’essere, d’interagire, si contraddistingue dall’altro, praticamente “Siamo tutti uguali nel nostro essere diversi.”

Spesso questo dettaglio ci sfugge perché non ne siamo pienamente consapevoli, ma è molto più frequente di quanto immagini, influenziamo e siamo influenzati costantemente dalle persone che frequentiamo e che incontriamo, dall’edicolante al fruttivendolo, passando per i colleghi e i familiari, tanto più ne siamo a stretto contatto o ancor più, se ne siamo dipendenti come nel caso dei cani, tanto più ne sentiremo l’influenza o influenzeremo.

Quando parlo di influenza, ovviamente mi riferisco ai pensieri e alle azioni che generiamo e che ci identificano.

Ma torniamo un attimo a Giovanni, lui è una persona estremamente buona che ama i suoi cani e li ama a tal punto che tollera, giustifica e asseconda, ogni marachella, capriccio o cattivo comportamento, soprattutto quando sono cuccioli: “con quegli occhietti come si fa”.

Quindi i suoi cani soprattutto da piccoli godono di fiducia incondizionata e assoluta libertà d’azione, fin quando al crescere del cucciolo crescono anche i problemi che a un certo punto necessitano di un intervento, niente di grave, qualche regoletta da rispettare e abitudini da cambiare e la cosa si ripete già da ben tre cani.

Devo dire che negli anni anche Giovanni è molto migliorato, ma alla fine inciampa sempre negli stessi errori, è più forte di lui.

Se vogliamo aiutare il nuovo cucciolo di Giovanni dobbiamo aiutare quest’ultimo a sviluppare maggiore consapevolezza riconoscere e mitigare i suoi difetti, esaltare i suoi pregi, educare i suoi comportamenti e soprattutto dare metodo e direzione ai suoi pensieri.

E tu a che punto sei? Sei ancora convito che i comportamenti del tuo cane siano cosi indipendenti dai tuoi pensieri? Dai tuoi stati d’animo? Dalle tue azioni?

Pensi ancora che sia il tuo cane a dover essere educato?

Fabio Carta

Tempo di lettura: 1’50”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.