ACME. Se esistesse davvero, come sarebbe lavorare per loro?

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di Simone Buffa

Me lo sono sempre chiesto. Sin fai primi marchingegni che solleticavano la mia curiosità da bambino, quando mi piegavo in due davanti ai cartoni animati di Wile E. Coyote and Road Runner (d’accordo, chiamiamoli come abbiamo sempre fatto: Will Coyote e Bip Bip).

ACME, acronimo di “A Company Making Everything”.

Cosa produce la ACME? Davvero di tutto.

Con spedizioni che manco Amazon Prime sotto Black Friday, ti recapita in pochi secondi a casa esplosivi, armi, elastici e magneti giganti, molle per saltare, manuali fai-da-te su come realizzare trappole o ipnotizzare, aggeggi per il volo a mo’ di Iron Man, tornadi fiofilizzati, pillole per il potenziamento istantaneo di muscoli. Ah, e poi ci sono anche i buchi nei muri in pratici fogli adesivi e spade canterine come in “Chi ha incastrato Roger Rabbit”.

Il paradiso di qualsiasi ingegnere del mondo!

I congegni ACME che preferivo erano proprio quelli messi a punto da Wile E. Coyote per tentare di catturare quel maledettissimo struzzo super veloce. Chi non li ricorda?

Le scene più esilaranti erano le complesse e articolate sequenze di meccanismi ad ingranaggi in un lungo effetto domino. Un oggetto mette in azione un secondo arnese, che a sua volta ne aziona un successivo. In un turbinio incredibilmente articolato quanto inutile, si svolgeva un processo sincronicamente impeccabile finalizzato… a fallire comunque.

Meravigliosamente geniale.

Gli autori avrebbero potuto proseguire all’infinito, puntata dopo puntata, a ripetere sequenze assurde, quei susseguirsi di automatismi verosimilmente logici destinati al misero oblio del povero Will.

Ed io avrei comunque riso per sempre.

https://www.youtube.com/watch?v=UxIJzyLGV_Y

Avanti, vale così anche per tutti voi, ammettetelo!

Ed è incredibile, se ci pensate.

La risata qui non nasce da un evento imprevisto, sappiamo tutti che Will fallirà; se ridiamo ogni dannatissima volta, beh, è proprio perchè sappiamo come già va a finire.

Ma ci piace lasciarci sbalordire dal genio creativo di chi ha immaginato tutto ciò

Come dire, ce lo assaporiamo. Ce lo vogliamo assaporare, ogni volta come fosse la prima volta.

Sapete cos’è una Macchina di Rube Goldberg?

Rube Doldberg era un ingegnere con il piglio della matita e del fumetto, divenuto famoso dopo i primi anni del novecento.

Nel 1948 vinse il Premio Pulitzer per la satira per aver inserito nei suoi fumetti delle macchine estremamente complesse, costruite per l’esecuzione di azioni del tutto semplicissime.

Come ad esempio una macchina per mettere il dentifricio sullo spazzolino o pulirsi la bocca dopo aver mangiato.

O cose del genere.

https://images.app.goo.gl/BXgsWB2yoKcarFbSA

L’influenza di Goldberg nulla cultura artistica dell’epoca fu enorme.

Oltre ai cartoni animati come Will Coyote e Tom & Jerry, la sua influenza si ripercuote già nel cinema di Buster Keaton fino alle produzioni anni ’80, Goonies e Ritorno al Futuro.

Diciamoci la verità, è roba decisamente nerd.

A questo punto mi coglie una domanda.

Un momento, aspetta.

Ma esisterà davvero qualcuno, nel mondo, che nella vita abbia mai tentato di realizzare cose come queste?

Un maniaco della fisica meccanica e delle costruzioni di apparecchiature.

Un po’ Leonardo da Vinci, un po’ Pitagora.

Un perfetto folle, tra l’altro.

Esiste davvero un Wile E. Coyote tra noi?

La risposta è sì ed ovviamente vive in Giappone. Anzi, vivono, perché a quanto pare realizzare questo genere di marchingegni ad effetto domino sembra essere una mania alquanto diffusa dalle parti del Sol Levante. Al punto tale che l’esercitarsi in questo tipo di attività abbia meritato un ben preciso nome: “Pythagora Switch”.

O, come lo pronunciano in Giappone, Pythagora “Suichi”.

Pythagora Switch  è anche il nome di una trasmissione che dal 2002 va in onda, proponendo il meglio della produzione dei peggiori matti folgorati che si prodigano in video davvero impressionanti.

https://www.youtube.com/watch?v=P-PrKWmtS58&list=PL5hd8gyseoDfGv4knjr9_l7lbY2hrPfjj&index=3

Certo, chissà quante ore di lavoro, per un piacere così effimero, che dura giusto pochi minuti.

Ecco, credo che se la ACME esistesse davvero, sarebbero sicuramente i geni creatori dei Pythagora Switch a lavorarci dentro.

A noi non resta che ammirare questi artisti così surreali, lasciandoci rincitrullire ad ogni video da quel motivetto che ormai non se ne andrà mai più dalla vostra testa:

https://www.youtube.com/watch?v=Qna8A1RucYk

Epilogo:

A dispetto di quanto accade nel cartone animato, nella realtà i road runner raggiungono la velocità massima di circa 30 km/h. Invece, un coyote in corsa verso la preda può sfiorare i 65 km/h.

Non sarebbe arrivato alla seconda puntata, quel pennuto.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’40”

Foto tratta da: https://www.youtube.com/watch?v=OOWqUf1sXqU

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