Tra Asmara e Massaua

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Tra Asmara e Massaua

La strada che da Asmara scende a Massaua mostra con chiara evidenza il grande sacrificio di chi la costruì: i miseri mezzi dell’epoca, le temperature impossibili, la natura rocciosa del terreno, il grande dislivello tra l’altopiano di Asmara ed il mare.

Nel 1985, in piena guerra tra Etiopia ed Eritrea,

dovevamo scendere lungo quella tortuosa strada e bisognava farlo entro un preciso arco temporale in quanto solo così, ci dicevano, non ci avrebbero sparato.

Provai a chiedere se era permesso fare delle foto: “Devi solo porre attenzione a dove metti i piedi, perché fuori della strada è tutto minato.”

Insomma si respirava l’insicurezza e l’imponderabilità degli eventi.

Buon respiro bombardamentoSapevamo anche che i camion che scendevano e salivano lungo la strada, non avevano freni adeguati in quanto era noto che i vecchi veicoli FIAT erano riparati, in casa, dagli Eritrei che riproducevano i pezzi di ricambio al tornio, l’utilizzo del quale era stato appreso dai Salesiani; ogni curva determinava un nuovo e deciso stress.

In quelle condizioni pensare alla colazione all’italiana diventava un argomento decisamente superfluo: era solo fondamentale mangiare qualche cosa, quando e qualora fosse stato possibile.

Arrivammo a Ghinda, dove era programmata la sosta nell’albergo ristorante “il buon respiro” gestito da una “meticcia”, evidentemente figlia di un italiano e di una ragazza eritrea; in quell’albergo che successivamente è stato bombardato, la signora ci aveva preparato (alle 7 di mattina) un capretto al forno, che mangiammo seduti in quello che appariva un salotto.

Fu la prima volta che cominciai a pensare di essere “viziato” nell’ipotizzare la prima colazione a base di cappuccino e magari con un cornetto.

A poca distanza c’era un ponte sul fiume, presidiato da ragazzini Etiopi;

stavano accovacciati accanto a fucili più alti di loro; le facce esprimevano assoluto terrore, sia per la giovanissima età sia perché avevano detto loro che sarebbero stati spellati vivi, quando fossero arrivati gli Eritrei.

Ad un tratto apparvero due ragazze; allegre, sorridenti, indossavano shorts estremamente “scollati”; all’apparenza sembrava non si rendessero conto di dove fossero e della gravità della situazione.

Erano due italiane.

Mudir

Tempo di lettura: 1’00”

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