Serie TV e legalizzazione delle droghe leggere

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di Simone Buffa

La legalizzazione delle droghe leggere. Come cambia l’intrattenimento video in USA?

  • Cannabis,
  • Marijuana,
  • Ganja
  • Canne
  • Erba
  • Fumo
  • Hashish,

E mille altri nomi.

THC, per intenderci.

E poi Netlix.

In Stati come la California l’acquisto ed il consumo delle droghe leggere per uso ricreazionale, oltre che medico, è divenuto legale a partire da Gennaio 2018, quando è entrata in vigore la Proposition 64.

Una legge che, rifacendosi sul modello la storica Proposition 19, rende effettivo, pubblico e non più penalmente perseguibile il possesso e l’uso di infiorescenze di cannabis.

Il tutto sotto il controllo di un organo deputato, il Bureau of Cannabis Control (BCC), che lavora in stretto contatto con le altre agenzie quali il Department of Food and Agriculture ed il Department of Public Health.

Il risultato è stato quello di rendere la cannabis disponibile e per tutti, in maniera sicura.

Assicurando qualità del prodotto e riuscendo, inoltre, ad elidere del tutto un grosso introito economico in mano alle mafie ed allo spaccio. Soldi piombati nelle casse dello stato.

Si tratta di una svolta epocale, che accompagna il superamento di spauracchio etico e sociale che da decine d’anni ha contribuito a disinformare circa le reali proprietà della pianta della Canapa.

Droghe leggere: La marijuana ritorna nelle vite di molte persone.

Ma questa è storia vecchia.

Ciò che trovo interessante è il modo in cui, a pochi anni di distanza, vada trasformandosi anche il contesto televisivo in funzione di una società in continuo mutamento.

Netflix non ha tardato a farsi narratore di un contesto mutato, attuale.

Raccontare la società contemporanea ed un periodo tutto nuovo: l’indomani della caduta di un proibizionismo.

Molte sono le serie ed i documentari di Netflix in cui il protagonista è il delta-9-tetraidrocannabinolo.

Droghe leggere: Disjointed

La prima sit-com sul tema marijuana. Ideata da Chuck Lorre e David Javerbaum, racconta le vicende di un gruppo di ragazzi che lavora presso il negozio per la vendita legalizzata di cannabis e derivati.

Il locale appartiene ad una hippie non più molto giovane, interpretata da Kathy Bates (ricordate Misery non deve morire?).

Droghe leggere: Weeds

Nella fortunata serie della Showtime, Mary-Louise Parker veste i panni di una donna rimasta vedova, che cerca di rimediare al default economico iniziando a vendere Marijuana alle proprie vicine di casa. Un po’ più dark, decisamente.

Droghe leggere: Cooked with Cannabis

Addirittura un reality show, in cui i cuochi si sfidano a suon di ricette a base di cannabis ricreativa.

Un po’ come Hell’s Kitchen, solo un po’ più… rilassato.

Moltissimi sono i documentari che descrivono le più recenti conoscenze mediche intorno al sistema endocannabinoide e ai suoi benefici per numerose patologie.

Tra questi forse il più noto è The Legend of 420.

Una serie, in cui in ciascun episodio si esplorano le proprietà anti-epilettiche, analgesiche, rilassanti, anti-infiammatorie, asiolitiche della pianta.

Nonché le sue applicazioni nel campo dell’arte, delle plastiche, dei combustibili e molti altri impieghi.

Già, ma qual è la leggenda del 420?

Mmh, ve lo dirò più avanti.

Ma sono disponibili anche titoli quali Weed the People, che analizza il potenziale curativo nel trattamento delle patologie oncologiche.

Viene inoltre descritto il funzionamento del sistema endocannabinoide e il ruolo svolto da altri cannabinoidi presenti nella pianta, come il CBD.

Esiste addirittura una versione “cannabis” del famoso documentario Super Size Me di Morgan Spurlock del 2004.

E si chiama, ovviamente, Super High Me. Doug Benson, autore e intrepida cavia, si riprende mentre sperimenta in maniera estrema sul proprio corpo l’assenza tecnica delle condizioni di overdose dal principio psicoattivo contenuto nelle infiorescenze di canapa sativa e indica.

E questo sono le produzioni holliwoodiane dei soli primi due anni. Chissà cos’altro ci aspetterà ancora.

Epilogo

Cosa significa 420? Già, ve l’avevo promesso.

Tutto risale al culto intorno alla figura del Waldos. Questi erano dei giovani californiani, nell’america degli anni ’70,  che usavano incontrarsi alle 4:20 per realizzare un piano: la ricerca di un raccolto di cannabis ormai abbandonato, del quale avevano appreso da una fantomatica mappa.

Oggi l’espressione “4 e 20” è rimasta come nome in codice per riferirsi al consumo di cannabis.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’50”

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