La Demeure de Chaos, la dimora della ribellione

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di Simone Buffa

Esiste un luogo, a pochi passi da Lione, in Francia, dove regnano il sogno, la follia e la genialità. Uno spazio fuori da ogni comune senso dell’equilibrio, chiamato La Demeure du Chaos.

Abitando in quel di Ginevra da qualche mese, ormai, ho avuto l’opportunità di viaggiare molto per esplorare i dintorni. In un week end di fine estate mi è capitato di imbattermi in quello che potremmo definire un museo di arte contemporanea a cielo aperto.

Ma la Demeure du Chaos è molto, molto di più.

Ideato nel 1999 dal genio di Thierry Ehrmann, è un’area di circa 10.000 mq che accoglie più di 4000 opere di 70 artisti diversi.

Il parco nasce sui resti di un tempio protestante, poi divenuto stazione postale ed infine abbandonato. L’area di trova a pochi chilometri da Lione, in una cittadina chiamata Saint-Romain-au-Mont-d’Or.

Avvicinandosi alle mura che circondano la Demeure du Chaos si scovano graffiti e scritte in differenti lingue. Si comprende immediatamente di trovarsi davanti qualcosa di parecchio strano. I simboli e i disegni trasmettono messaggi di protesta politica. Alzando il capo si intravede una gru con oggetti misteriosi, appesi, apparentemente senza una precisa funzione.

La curiosità aumenta. Mi avvicino all’entrata.

Intorno a me vedo approssimarsi delle persone. Si dirigono verso un grande cancello aperto. Sono dei curiosi come me, dei visitatori. Credo che la natura dei visitatori stessi faccia parte dell’opera. Ne sono certo.

Che tipo di gente potrà mai decidere di passare, come me, una qualunque domenica pomeriggio alla Demeure du Chaos?

Sono persone di tutte le età. Facce curiose. Qualcuno probabilmente in cerca della giusta ispirazione. Vedo dei ragazzi con abiti punk un po’ bizzarri ma con aria che trovo simpatica.

Origlio quel che si dicono, con una certa discrezione. Sembrano essere una band rock francese in erba a caccia qualche buona idea per una canzone. Beh, è quello che desumo.

Uno di loro dice di essere tornato presso la sua vera dimora, la Demeure du Chaos, per la quinta volta.

Valico l’entrata e subito quello che era per me solo un sospetto diventa una certezza: quel luogo è qualcosa di assolutamente inverosimile.

Molto difficile da descrivere. Avverto suggestioni contrastanti: stupore, energia, disgusto, desolazione, rabbia, poesia.

Sembra quasi di ritrovarsi in una dimensione surreale, apocalittica.

La Demeure du Chaos è un non luogo. Mi spiego meglio. L’impressione è quella di essere stati catapultati all’interno di un universo distopico. Un elicottero precipitato.

Un’ambulanza della prima guerra mondiale. Tutto trasformato in scenario di un mondo che non ci appartiene ma che, tuttavia, sembra sempre parlare di noi.

Si ha sensazione di ritrovarsi tra i resti di un disastro nucleare in cui presente, passato e futuro si fondono definitivamente.

Murales con volti di personaggi famosi affollano i contorni del parco.

Decido di iniziare a girovagare. Mi ritrovo in mezzo a macchinari complessimetallo arrugginitocatene ed ingranaggi.

Mi ricorda qualcosa. Sì, ma cosa?

Per un istante vengo colto dalla malsana sensazione di essere piombato per sbaglio all’interno di una scenografia di Mad Max.

Si respira un’atmosfera iniettata di acre steampunkStatue in metallo e cemento amalgamate con schermi funzionanti, aggeggi meccanici ed altri elementi elettrici.

Riferimenti iniziatici, riferimenti politici e anarchici, riferimenti storici, artistici, letterari, musicali.

Quello che però più ha solleticato la mia curiosità sono gli innumerevoli cartelli, verniciati con scritte di ogni genere che affollano la Demeure du Chaos.

La musique c’est le bruit

L’art commence avec la difficulté

Pour un artiste la création n’est pas un travail, c’est respirer, c’est exister.

Quella che viene definita la dimora del caos è in realtà la dimora di un artista. Con tutte le sue urla, le sue difficoltà, la sua esplosione creativa e la funzione finale in quanto opera d’arte: la celebrazione della bellezza.

Una bellezza aspra e deformata. La bellezza di prendere in mano convenzioni sociali e stravolgerle del tutto.

La Demeure du Chaos è un’opera di pura ribellione.

Per la sua carica comunicativa, semplice e diretta e per la modalità esecutiva dei graffiti, ho per un attimo accostato tutta questa follia al genio ribelle di Banksy, confesso.

Dal momento della costruzione della Demeure du Chaos, Thierry Ehrmann ha dovuto affrontare diverse battaglie giudiziarie.

Molte attualmente in corso. Battaglie che vertono su questioni di permessi legali e rispetto delle norme catastali locali.

Un suggello perfetto, questo, alla verità stessa della Demeure du Chaos: niente di più intrinsecamente ed ironicamente artistico, direi.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’50”
http://www.organe.org

Foto tratta da: https://mowmagazine.fr/demeure-chaos-art-contemporain-lyon

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