Perdita del lavoro! Cosa succede alla coppia?

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Ho perso il lavoro:

Oggi, purtroppo, non è raro perdere il lavoro da un giorno all’altro.

Questo articolo vuole essere uno spunto per aprire un dibattito su un tema molto delicato.

La perdita del lavoro è senza dubbio una circostanza di forte stress ma non tutti reagiscono allo stesso modo.

Anche le dinamiche di coppia possono influire ed avere conseguenze positive o negative.

Come coach mi è capitato spesso di dover dare supporto a persone che avevano perso il lavoro e un coach non può dare consigli ma deve aiutare a vedere la situazione da diversi punti di vista.

Non esistono infatti soluzioni valide per tutti, ma sicuramente ci sono delle dinamiche che aiutano in ogni circostanza.

Cosa fare?

Come possiamo quindi affrontare al meglio la situazione sia per la propria salute psicofisica sia per l’equilibrio di coppia?

Sicuramente aiuta convincersi che noi non siamo il nostro lavoro anche se questo ci ha assorbito, coinvolto e usurato per molti anni della nostra vita, allontanandoci da altri interessi e facendoci trascurare aree altrettanto importanti.

Il fatto che nostra moglie o la nostra compagna abbia un lavoro deve essere visto come una risorsa.

Tenersi tutto dentro non porta a nulla di buono e ci allontana da Lei che si sentirà poco coinvolta o peggio tagliata fuori.

Insieme si può cercare di fare squadra e ripensare a cosa ci piacerebbe davvero fare, e magari anche rimetterci in discussione.

È proprio nelle situazioni difficili, come la perdita del lavoro, che le coppie tirano fuori il meglio.

La ricerca di un nuovo lavoro è un lavoro.

Come tale deve essere svolto al meglio con lucidità ed energia.

Una volta fatte queste riflessioni, anche con l’aiuto della vostra partner, occorre:

  1. programmare le attività da fare quotidianamente,
  2. analizzare cosa in passato ha funzionato e cosa invece non ha funzionato,
  3. cercare un modello da seguire,
  4. pensare alla rete di conoscenze che ci possono supportare,
  5. individuare i professionisti del settore che possono indirizzarci,
  6. capire quali sono le lacune di conoscenza che dobbiamo colmare,
  7. cercare nuovi corsi qualificati da frequentare per formarci e colmare queste lacune.

E poi dobbiamo DECIDERE DI AGIRE.

Una decisione non agita resta solo un desiderio e i desideri ci fanno sognare ma purtroppo da soli non ci aiutano a crescere.

Voi cosa ne pensate? Avete esperienze dirette o vicarie che desiderate condividere nel Blog? Non siate timidi

Roberto Bitelli

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