Strane ONG – i Comboniani

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I Comboniani: Mudir ci racconta storie di vita vissuta

Stavo ritornando a casa dal mio ufficio in via Abdel Latif a Khartoum quando notai Padre Vantini, all’interno del suo piccolo e vetusto maggiolino.

Era bloccato nel bel mezzo di una coda lunghissima in attesa di far benzina in una delle mie stazioni di servizio.

I Padri Missionari Comboniani:

Faceva parte dei Padri Missionari Comboniani i quali provenivano da Verona quando questa faceva ancora parte dell’impero Austro-ungarico; presenti in Africa già prima dell’Unità d’Italia, erano ben noti per il loro impegno soprattutto nell’ambito dell’insegnamento; invisi a molti ma voluti dalle migliori personalità per l’elevato livello di cultura espresso, erano assimilati alle ONG.

Padre Vantini:

Consideravo Padre Vantini una delle persone più dense di intelligenza e sensibilità che avessi mai conosciuto; una persona che metteva a disposizione con grande generosità la sua enorme conoscenza della storia di quei posti, a partire dai Romani fino ai giorni nostri, tenendo conferenze gratuite in lingua italiana, inglese, araba; autore di libri storici importantissimi era anche riuscito a organizzare una parte cristiana (!!!) al secondo piano del museo di Khartoum (dove ci fece personalmente da guida) in cui sono esposti alcuni stupendi affreschi risalenti alle prime Chiese Cristiane dell’alto Egitto ritrovati praticamente intatti a causa della sabbia calda e secca capace anche di mummificare le carcasse di animali morti.

Orbene, quella potente personalità, non più giovane, in un periodo in cui il razionamento della benzina (a causa della guerra civile sudanese) determinava lunghe file, se ne stava pazientemente in silenzio, nel suo maggiolino, ad una temperatura intorno ai 50 gradi, aspettando con la dovuta rassegnazione il suo turno senza minimamente pensare di sfruttare le sue potenziali enormi entrature. Quando lo vidi mi avvicinai e gli domandai se volesse seguirmi a casa mia dove potevo dargli facilmente della benzina.

Mi rispose: “ Grazie, Alberto. Non appena ti ho visto ho pensato: ecco la Provvidenza”.

Mudir

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