Un’Italia piena di rancore

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Dal rapporto Censis 2017, l’Italia appare come un paese dove rancore, risentimento e ansia di riscatto regnano sovrani.

Nonostante i dati parlino di una, pur lieve, ripresa economica, la maggior parte degli adulti teme che le loro condizioni economiche siano destinate a peggiorare e molti giovani si sentono appesi ad un filo, convinti che impegno e studio non garantiranno loro un futuro più roseo.

La paura di stare peggio spesso genere rabbia e la rabbia tende a scagliarsi contro entità astratte più che contro soggetti reali:

  • governo
  • classe dirigente
  • migranti
  • fazioni politiche
  • tifosi di squadre rivali

Provate a fare un giro sui social come Facebook e Twitter, e vi renderete conto che la violenza verbale è sempre più diffusa, non vuole sentire ragioni ed ha bisogno di un nemico da distruggere.

Sembra come se si provi godimento nel procurare umiliazione anche senza trarne alcun vantaggio.

L’importanza del FOCUS:

Io sono convinto che, come per tutte le cose, la differenza dipende da dove poniamo il nostro FOCUS:

Due amici possono visitare la stessa casa ma avere opinioni completamente diverse.

Il primo potrebbe focalizzarsi sulla macchia di umidità della parete, l’altro sulla luminosità delle stanze e magari sulla vista del parco.

E’ vero che ci sono molti motivi, apparentemente validi, per covare rancore:

  • chi ci governa o ci dirige non sempre ha una adeguata preparazione
  • la burocrazia scoraggia anche i più tenaci
  • la corruzione ha raggiunto livelli allarmanti
  • il merito spesso non viene riconosciuto

Proviamo però a spostare la mente e a focalizzarci anche su altri aspetti.

Non si può infatti negare che:

  • l’Italia è ancora una democrazia dove la libertà di movimento e di parola non ci sono precluse
  • siamo una delle 10 economie più grandi del mondo
  • sappiamo esprimere una socialità e un calore umano che altrove non esiste
  • disponiamo di grandissime risorse come arte, cultura e incredibili bellezze naturali

Non dobbiamo dimenticare che siamo tutti parte della comunità che critichiamo.

La rabbia può essere un buon carburante se messa al servizio della giustizia sociale e tutti possiamo fare qualcosa per migliorare lo spicchio mondo in cui viviamo e agiamo.

Roberto Bitelli

Tempo di lettura 1’00’’

 

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