2021: dai nuovi obiettivi alle cose che contano

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di Andrea Maggio

Le cose che contano: Eccoci ancora una volta all’inizio di un nuovo anno.

Quest’anno, come in altre occasioni, ci troviamo di fronte ad un inizio che non può non tenere conto degli stravolgimenti vissuti e subiti nel 2020.

È vero, ogni anno porta con sé difficoltà, guerre, catastrofi naturali, sofferenze, più o meno significative ed estese che però abbiamo sempre affrontato senza particolari preoccupazioni.

Probabilmente ha contribuito a questo anche il fatto che gli eventi più traumatici fossero piuttosto lontano da noi, non così diffusi o senza un impatto strutturale.

Il 2020, purtroppo, con l’emergenza pandemica da COVID-19 ci ha messo di fronte al fatto che la nostra vita futura sarà inevitabilmente diversa da quella passata.

Si è trattato di una vera e propria disruption che cambierà inevitabilmente il nostro modo di vivere.

Basti pensare al lavoro da remoto che è diventato in pochi mesi l’unica modalità lavorativa per molte aziende.

Un altro aspetto con cui ci siamo confrontati è stata la necessità, spesso l’obbligo, di fare molte meno cose rispetto a quelle a cui eravamo abituati.

Meno viaggi, meno spostamenti, meno cene al ristorante, meno aperitivi, meno relazioni sociali. Se da una parte è vero che queste restrizioni hanno limitato la nostra libertà, dall’altra ci hanno confermato l’idea, non così nuova, che possiamo vivere con molto meno.

Se quindi vogliamo cercare un insegnamento nella seppur difficile, dolorosa e complicata lezione che ci ha dato il 2020, è proprio la possibilità di lasciar andare molte cose.

Questo ci permetterà di concentraci sulle cose che contano.

Fare meno per avere di più

L’inizio dell’anno tipicamente porta con sé nuovi desideri, nuovi obiettivi, la voglia di realizzare quanto non si è riuscito a compiere nell’anno precedente e così via.

Ecco allora il desiderio della macchina nuova, la voglia di mettere su un fisico più atletico o più piacente, cercare di avere più soldi in banca o un lavoro più prestigioso.

Questa volta, invece, proprio in virtù di quanto appreso nel corso del 2020 potrebbe essere utile approcciare l’anno in modo diverso.

Non si tratta allora di aggiungere nuove mete, nuovi desideri, nuove opportunità alle tante già in corso, ma di ridurle.

L’idea di fondo, cioè, è quella di focalizzarsi su quello che veramente conta.

D’altronde la nostra vita è già piena di impegni e mete, più o meno scelte e desiderate, pensare quindi di aggiungere altre necessità o mete rischia di farci partire con un fardello sulle spalle non da poco.

Il rischio di arrivare a fine anno frustrati per non aver raggiunto tutto quello che ci eravamo promessi è dietro l’angolo.

Le cose che contano: Cosa fare allora?

Concentrarsi sulle poche cose che contano, fare di meno per avere di più.

Lasciare andare i buoni propositi che si ripresentano ogni anno per capire e realizzare quello che veramente vogliamo per stare bene con noi stessi e con gli altri.

Le cose che contano

Come approfondito nell’articolo “Essere felici realizzando il proprio significato di vita” è ormai dimostrato da diversi studi sociali e psicologici che vivere una vita con significato è alla base del nostro benessere psicofisico.

Identificare, allora, il modo in cui si vuole dare un significato alla propria esistenza diventa il primo passo per orientare le proprie scelte e definire quali sono le proprie priorità.

Questo permetterà di investire le energie mentali ed emotive in ciò che veramente conta, senza disperdersi in mille possibilità.

Ecco quindi che se per noi una vita piena di significato vuol dire avere relazioni amicali, familiari, d’amore profonde e positive è su queste che dobbiamo investire.

I propositi del nuovo anno, allora, saranno rivolti a raggiungere quegli obiettivi che possano migliorare le nostre relazioni.

Creare dei momenti di svago e divertimento con i figli, organizzare degli appuntamenti ricorrenti con gli amici, ritagliarsi degli spazi dedicati alla coppia, ecc.

Se invece è la conoscenza che riempie la nostra vita allora dovremmo puntare su quanto stimola la nostra curiosità e alimenta la sete di sapere con studi, ricerche e corsi di formazione.

Tutto il resto può essere considerato accessorio proprio perché stiamo nutrendo la nostra parte più profonda con ciò che desidera veramente.

Riprova di ciò sarà il nostro stato di benessere ed appagamento che solo una vita vissuta con significato può dare.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’40”

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