La ricerca della felicità

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di Andrea Maggio

Se ci soffermiamo a riflettere su quanto accaduto  e su cosa ci aspetta nelle nostre vite, non ci possiamo sorprendere del senso di scoramento, della frustrazione, anche della rabbia o della tristezza che inevitabilmente proveremmo.

Per tutti noi la pandemia ha rappresentato come minimo uno momento di rottura nella nostra semplice routine a cui eravamo abituati.

Per molti è stato un vero e proprio tsunami, con sofferenze e cambiamenti mai sperimentati o subiti prima.

Nonostante tutto questo, però, come esseri umani sentiamo dentro di noi il richiamo a tornare a sperare e a cercare l’agognata felicità a cui tutti aspiriamo.

Cosa fare allora per ricercare la bramata felicità?

Accogliere il disagio

Prima di capire come ritrovare la speranza ed avviare il percorso alla ricerca della felicità, è importante fare i conti con quanto accaduto ed accogliere il cambiamento nella nostra vita.

Anche il solo accettare le emozioni con cui ormai conviviamo giornalmente (ansia, senso di vuoto, mancanza di stimoli, apatia, frustrazione, ecc.) ci consente di fare un passo in avanti nell’organizzare nuovamente la nostra vita.

Come ci ha insegnato mirabilmente il film della Pixar “Inside Out”, anche le emozioni negative hanno un senso.

Accoglierle è il primo passo per comprenderle e fare in modo che esplichino la loro funzione.

Perché sono triste, svogliato o ansioso?

Abbiamo visto che accogliere le emozioni è fondamentale per capire il loro significato.

La tristezza accompagna il senso di mancanza o di perdita di qualcosa per noi importante.

Può essere la compagnia di una persona che non vediamo più per diversi motivi oppure l’impossibilità di fare qualcosa a cui teniamo.

L’ansia è collegata a tutto ciò che temiamo:

  • una interrogazione a scuola,
  • una presentazione ad un gruppo di persone che può giudicarci,
  • l’incontro con un capo molto esigente e spigoloso, ecc.

Il sentirsi apatici ci rimanda alla mancanza di motivazione o di direzione in quello che facciamo.

Sono tutte indicazioni utili ed importanti per capire cosa cambiare per tornare a sentirsi su di morale e positivi verso la vita e gli altri.

Il possibile significato che possiamo attribuire alle nostre emozioni, quindi, contiene in sé anche la strada da seguire per tornare ad essere gioiosi o comunque con uno stato emotivo neutro.

Si tratta di attivare dei processi creativi per trovare modi alternativi che ci possano aiutare a recuperare quanto perso o ciò che ci manca, a ritrovare la motivazione oppure a lenire gli stati d’ansia.

Posso entrare in contatto con la persona che non riesco ad incontrare da tempo?

Se si tratta di qualcuno che ormai non c’è più, posso recuperare il suo piacevole ricordo senza perdermi nella mancanza?

Cosa posso fare per rendere l’incontro col mio capo meno ansiogeno?

Prepararmi, anticipare le domande, raccogliere i risultati del mio lavoro, ecc.

La forza della gratitudine

Un altro elemento di aiuto può essere la forza della gratitudine.

È vero, la situazione odierna è complicata e pesante. I lockdown continui e la sensazione di non uscirne mai rendono il futuro minaccioso e la via d’uscita difficile da prevedere.

Eppure, se ci guardiamo intorno ci rendiamo conto che ci sono anche tante piccole-grandi cose di cui sentirsi grati.

Un tramonto dai colori caldi e ammalianti, il sorriso della nostra compagna, la voglia di giocare dei nostri bambini, la meraviglia di fronte alla vita che avanza nonostante le difficoltà.

Ed anche un successo lavorativo, il piacere della compagnia delle persone amate o di una semplice passeggiata, sono tutti esempi di come si possa essere comunque grati per quanto ci accade o viviamo.

La gratitudine è un potente mezzo per ristabilire la connessione con la nostra interiorità e con la vita.

Domandarsi alla fine di ogni giornata di cosa possiamo essere grati potrebbe essere una routine semplice e molto potente per individuare uno dei tanti percorsi per ricercare la felicità.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 2’00”: