Sesso ormoni cervello – L’importanza del cervello nello sviluppo sessuale

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di Alberto Aiuto

Sesso, ormoni e cervello, l’importanza del cervello e degli ormoni nel sesso.

 

Sesso ormoni e cervello – La corsa degli spermatozoi

Quando lo spermatozoo vince la corsa verso l’ovocita avviene la fusione dei nuclei cellulari dei due protagonisti ovvero la fecondazione.

Ciò determina la formazione di una nuova cellula (individuo) chiamata zigote, di 46 cromosomi, 23 ereditati dallo spermatozoo paterno e 23 dall’ovulo materna.

Sesso ormoni e cervello - La corsa degli spermatozoi
Sesso ormoni e cervello – La corsa degli spermatozoi

Queste cellule differiscono per la presenza di un cromosoma particolare: quello che determina il sesso.

La cellula uovo ha sempre il tipo X; viceversa lo spermatozoo “vincitore” può avere sia il tipo X che Y. I maschi hanno tipicamente cromosomi XY, mentre le femmine hanno cromosomi XX.

Quando parliamo di sesso ci riferiamo alle differenze biologiche tra maschi e femmine.

Queste differenze sono determinate dai nostri geni, che sono il modello del nostro corpo.

Queste differenze genetiche portano allo sviluppo di diversi organi riproduttivi e caratteristiche fisiche.

Gli ormoni: non solo sesso l’importanza degli ormoni

Quando si parla di ormoni si pensa immediatamente al differenziamento sessuale, ovvero a quel processo attraverso il quale un individuo diventa maschio o femmina, che inizia con la fecondazione e termina sul finire della pubertà, con lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari.

Il testosterone è l’ormone responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali maschili, mentre gli estrogeni sono responsabili dello sviluppo di quelli.

Gli ormoni steroidei però vanno oltre: svolgono anche un ruolo cruciale come regolatori dello sviluppo cerebrale nel periodo fetale e postnatale.

Nel cervello fetale (prima della nascita) hanno il potere di controllare la proliferazione delle cellule nervose e la migrazione dei neuroni in diverse aree del cervello, nonché di dirigere le connessioni tra i neuroni nel cervello in via di sviluppo come veri e propri “direttori d’orchestra”.

In questo modo gli ormoni cosiddetti sessuali influenzano la maturazione cerebrale e quindi anche il comportamento di ogni individuo.

Dopo la nascita, testosterone o estradiolo, prodotti rispettivamente dai testicoli e dalle ovaie, raggiungono varie parti del corpo, determinando la crescita e la differenziazione in senso maschile o femminile del sistema scheletrico e di quello muscolare.

Quando la crescita fisica è completata, il corpo dell’uomo e della donna presenta diverse differenze, nel maschio, la crescita dei peli e della barba, il cambio della voce, l’allargamento delle spalle e il rafforzarsi dei muscoli, l’ingrandimento del pene, dei testicoli e della prostata e la comparsa del pomo d’Adamo

Nelle femmine la crescita dei peli sul pube e lo sviluppo di una leggera peluria sul corpo, la crescita del seno, l’allargamento del bacino.

I nostri amici ormoni sessuali non si fermano solo a regolare il nostro corpo.

Sono anche responsabili dei nostri momenti romantici! Immagina che gli ormoni siano come un’emozionante vacanza a Parigi che influenza il nostro umore.

Questi ormoni controllano la nostra crescita, lo sviluppo e persino il nostro desiderio sessuale, influenzando anche l’umore e l’energia che mettiamo nel nostro comportamento amoroso. Sotto il loro impulso, il nostro desiderio sessuale può avere alti e bassi improvvisi, come se fossimo su una montagna russa.

La libido e gli ormoni sono come amici di vecchia data: quando sono in sintonia, tutto sembra magico. Ma se uno va in vacanza mentre l’altro resta a casa, la situazione può diventare un po’ complicata.

Il nostro cervello ha un sesso? – Ci sono differenze nel cervello tra uomo e donna?

Il nostro cervello ha un sesso? - Ci sono differenze nel cervello tra uomo e donna?
Il nostro cervello ha un sesso? – Ci sono differenze nel cervello tra uomo e donna?

L’organo principale del nostro sistema nervoso centrale è il cervello, che nonostante la parola sia stata utilizzata la prima volta in medicina nel cosiddetto “Papiro Edwin Smith”, un trattato che risale all’antico Egitto, è ancora sostanzialmente uno sconosciuto, nonostante lo sviluppo della ricerca nel settore delle neuroscienze.

 

Il cervello regola gran parte delle funzioni vitali, mantiene l’omeostasi dell’organismo e la sua attività è alla base delle funzioni cerebrali superiori, quali la cognizione, la memoria, l’affettività, il linguaggio.

È l’organo più complesso e misterioso del nostro organismo: 1.300-1.500 grammi di tessuto gelatinoso composto da 100 miliardi di cellule nervose (i neuroni), ognuna delle quali sviluppa in media 10 mila connessioni con le cellule vicine, e da un numero ancora più grande di cellule di sostegno.

Il cervello svolge un ruolo chiave nel controllo della produzione e rilascio degli ormoni nel corpo.

È come il regista di una grande produzione teatrale, che coordina ogni singolo attore (ormone) per garantire che lo spettacolo (le funzioni corporee) si svolga senza intoppi.

A loro volta, gli ormoni svolgono un ruolo fondamentale nel funzionamento ottimale del cervello.

Sono come messaggeri che trasmettono importanti informazioni al cervello, influenzando il nostro umore, il sonno, la fame e molte altre funzioni cruciali.

Anche quando si tratta di sesso e ormoni, il cervello svolge un ruolo chiave nella regolazione dei nostri comportamenti e preferenze sessuali.

La scoperta è che Il cervello maschile e quello femminile sono diversi fin dal momento della nascita.

Ovviamente queste differenze non implicano alcun giudizio di inferiorità o superiorità, di maggiore o minore intelligenza, ma semplicemente il riconoscimento del fatto che durante l’evoluzione, nel corso di millenni, si sono realizzati adattamenti cerebrali diversi nei due sessi, in grado di fornire una base neurobiologica alle diversità comportamentali; “differenza” va dunque intesa semplicemente come diversità.

Gli studi hanno dimostrato che i livelli di testosterone, che si innalzano già a partire dalla ottava settimana di gestazione, possono influenzare la struttura e la funzione del cervello, portando a differenze nel modo in cui maschi e femmine elaborano le informazioni e rispondono agli stimoli.

Questa evidenza comporta che il cervello degli uomini o delle donne processa le informazioni e controlla le emozioni, il linguaggio e i processi cognitivi in modo diverso.

Questo è possibile guardando il comportamento di maschietti e femminucce a casa, a scuola, nel parco giochi.

L’orientamento sessuale è dovuto all’interazione tra gli ormoni sessuali e il cervello in via di maturazione, che predispone lo sviluppo della mente verso un certo grado di “mascolinità” o di “femminilità”, oltre a influenzare il diverso sviluppo strutturale del cervello maschile e femminile.

Simone de Beauvoir diceva: “Maschi e femmine si nasce, ma uomini e donne si diventa”.

In realtà (è questo l’aspetto poco noto), non esiste un cervello unisex. Mentre gli androgeni (prevalenti nel maschio) incidono sull’energia muscolare e sulla sessualità, regolando il desiderio per il partner, estrogeni, progesterone e testosterone sono i principali ormoni che influiscono sul corpo femminile e sui suoi cambiamenti.

Il progesterone è l’ormone della calma, gli estrogeni sono gli ormoni dell’energia femminile, che danno forza interiore, che consentono la fertilità, la maternità e la riproduzione.

Una piccola dose di testosterone (un decimo di quello maschile) serve a dare più forza e a prendere iniziative. Solo se sono in equilibrio tutto funziona al meglio.

In particolare negli uomini sono più sviluppati i centri cerebrali  preposti all’impulso sessuale, all’azione e all’aggressività nell’amigdala; mentre le donne sviluppano i centri di controllo delle emozioni nell’ippocampo, e quindi a possedere doti uniche e straordinarie: una maggiore agilità verbale, la abilità nello stabilire profondi legami di amicizia(o di odio), la facoltà quasi medianica di decifrare emozioni e stati d’animo dalle espressioni facciali e dal tono della voce, e la maestria nel placare i conflitti.

Gli uomini mancano di queste qualità.

Le diverse dimensioni di amigdala e ippocampo e la maggiore densità dei recettori per gli androgeni (ormoni maschili) nell’amigdala e più elevati livelli di recettori per gli estrogeni (ormoni femminili) nell’ippocampo sono in linea con le rispettive caratteristiche.

Ecco perchè le donne (ippocampo relativamente più grande), più orientate alle sfumature emotive, riescono a ricordare i minimi dettagli delle loro esperienze, i loro primi appuntamenti e le liti più feroci, mentre gli uomini si ricordano a malapena che quei fatti abbiano avuto luogo.

L’uomo (con amigdala più grande), in una situazione di pericolo vero o presunto, di stress o di paura può arrivare con maggiore facilità a uno scontro fisico in pochi secondi, mentre molte donne fanno di tutto per evitare un conflitto.

In generale, anatomicamente, i maschi hanno più neuroni; il cervello femminile, pur avendo dimensioni più piccole, possiede aree cerebrali con almeno il 10% di neuroni e connessioni in più.

Ricercatori della Harvard Medical School, usando particolari tecniche di neuroimaging (Rm; Pet; Spect; fRM), hanno riscontrato una maggiore densità di neuroni in aree della corteccia temporale femminile collegate con funzioni linguistiche ed emozionali.

Ciò significa che le donne hanno maggiore facilità a comunicare verbalmente le emozioni ed esprimere i sentimenti.

Tutto questo fa sì che le donne siano più brave nel multitasking, ovvero nel fare più cose insieme, siano più intuitive, dimostrino maggiore empatia, abbiano migliori abilità sociali.

I maschi, invece, eccellono nelle attività motorie, dove si impiegano i muscoli, e sono più capaci ad analizzare lo spazio, a orientarsi, a capire le mappe.

In linea di massima, possiamo dire che l’uomo possiede un cervello che segue schemi basati più sulla razionalità, mentre nella donna il funzionamento cerebrale è maggiormente di tipo intuitivo e che nell’uomo il funzionamento dei circuiti nervosi è più rigido mentre è più plastico nella donna.

L’evoluzione del cervello maschile e femminile.

L’evoluzione del cervello maschile e femminile.
L’evoluzione del cervello maschile e femminile.

Nei tempi antichi, ciascun sesso ha avuto un ruolo ben definito, che ha contribuito a garantire la sopravvivenza della specie.

Le aree del cervello si sono quindi affinate per consentire a ciascun sesso di portare avanti il loro compito nella maniera migliore.

In termini evolutivi, mentre lo sviluppo di superiori abilità di orientamento può aver permesso agli uomini di ottimizzare il loro ruolo di cacciatore, svolgendo ripetitivamente operazioni monotone, la donna si è dedicata a svolgere più azioni contemporaneamente:

  • controllare la cottura dei cibi,
  • sorvegliare i neonati,
  • curare gli anziani,
  • zappettare l’orto e allo stesso tempo,
  • ristrutturare e abbellire la capanna.

Uomini e donne, nonostante le lotte sociali, sono il risultato di migliaia di anni di evoluzione e rimarranno sempre mondi a parte, ognuno predisposto per compiti specifici, con cervelli “tarati” per sensibilità diverse e fisiche con abilità distanti anni luce.

Mentre le donne sembrano dominare la sfera emotiva (sentimenti, famiglia, sesso, lavoro) e sono abituate a pensare in modo interconnesso e contemporaneo, gli uomini hanno una mente sequenziale: affrontano i problemi uno alla volta. È così che siamo sopravvissuti fino ad oggi.

Quello che accadrà in futuro, in un certo senso, non ha importanza: prima bisogna superare l’attuale sfida, poi si vedrà.

Possiamo divertirci a cercarne i motivi:

Personalmente, immagino il nostro antenato che trafigge un orso delle caverne, mentre il suo amico, che stava pensando a come tagliare la pelle dell’orso, a chi darla e dove metterla, ci lascia le penne, senza figli.

Le donne, d’altra parte, sono imbattibili nel ricordare date e anniversari. Non si perdono un compleanno, un matrimonio, una ricorrenza.

Ma anche questo è una strategia evolutiva: dimostra il loro alto indice emotivo, fondamentale per la sopravvivenza della specie.

In altre parole, uomini e donne, nonostante le lotte sociali, sono il risultato di migliaia di anni di evoluzione e rimarranno sempre mondi a parte, ognuno predisposto per compiti specifici, con cervelli “tarati” per sensibilità diverse e fisiche con abilità distanti anni luce.

Mentre le donne sembrano dominare la sfera emotiva (sentimenti, famiglia, sesso, lavoro) e sono abituate a pensare in modo interconnesso e contemporaneo, gli uomini hanno una mente sequenziale: affrontano i problemi uno alla volta.

È così che siamo sopravvissuti fino ad oggi. Quello che accadrà in futuro, in un certo senso, non ha importanza: prima bisogna superare l’attuale sfida, poi si vedrà.

Il surplus maschile di forza fisica, necessario per centinaia di millenni, che ha portato gli uomini a prevalere nei ruoli di comando o almeno di leadership, oggi è diventato del tutto inutile. Anzi, in questa epoca storica, spesso si trasforma in mera, meschina e disumana competizione. Ma il modello competitivo ha fatto il suo tempo.

Lo abbiamo vissuto, sperimentato, abbiamo compreso che il risultato è qualcosa di simile alla legge del più forte (e del più furbo).

E’ un modello che non favorisce la crescita personale e lo sviluppo psicologico né la produttività di lavoratori e impiegati sottoposti a manager antiquati e poco illuminati.

Il modello collaborativo, in cui ognuno contribuisce in base ai propri talenti, è il nuovo paradigma a cui dovremmo tendere (uomini e donne).

Altro che il “voglio essere uguale a un maschio”, perché sotto l’apparente libertà personale la donna si sta arrendendo al codice maschile che è l’unico codice (in prospettiva fallimentare) che tutti e tutte conosciamo.

È un fardello pesante che portiamo, anche controvoglia, e che sarà difficile abbandonare con uno schiocco di dita. “Natura non facit saltus” twittavano i Romani.

Alberto Aiuto

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