Parlare di salute maschile non è sempre facile, soprattutto quando l’argomento riguarda una zona “delicata” come i testicoli.
Eppure ignorare certi segnali o rimandare una visita può fare la differenza tra un problema passeggero e una complicazione più seria.
L’orchite è una di quelle condizioni di cui si parla poco, ma che meritano attenzione. In questo articolo facciamo chiarezza, con parole semplici e senza allarmismi: cos’è l’orchite, perché può comparire, come riconoscerla e soprattutto come si cura.
Cos’è l’orchite, in parole semplici
L’orchite è un’infiammazione che colpisce uno o entrambi i testicoli. Spesso si manifesta con dolore, gonfiore e arrossamento dello scroto, e può essere accompagnata da febbre e da una sensazione generale di malessere.
In alcuni casi l’infiammazione coinvolge anche altre strutture dell’apparato genitale maschile, come l’epididimo (il canale che trasporta lo sperma). Quando questo accade si parla di orchiepididimite.
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, l’orchite si risolve senza conseguenze gravi, soprattutto se diagnosticata e trattata per tempo. Tuttavia non va sottovalutata, perché in rare situazioni può avere un impatto sulla fertilità.
Orchite acuta e cronica: qual è la differenza?
Non tutte le orchiti sono uguali. In base a come si manifesta e a quanto dura nel tempo, possiamo distinguere due forme principali.
Orchite acuta
È la forma più frequente e si presenta all’improvviso, con dolore intenso e gonfiore evidente. Spesso è la conseguenza di un’infezione, batterica o virale.
Un esempio classico è l’orchite legata alla parotite (i cosiddetti orecchioni), che può comparire alcuni giorni dopo l’infezione.
Orchite cronica
È meno rumorosa dal punto di vista dei sintomi. Può svilupparsi lentamente e spesso è legata a traumi, infezioni pregresse o, più raramente, a patologie come tubercolosi o sifilide.
In questi casi il testicolo può aumentare di volume senza provocare dolore significativo, rendendo più facile ignorare il problema.
Da cosa è causata l’orchite?
Le cause dell’orchite si dividono principalmente in due grandi categorie: virali e batteriche.
Orchite virale
La causa più comune è il virus della parotite. Oggi, grazie alla vaccinazione, è meno diffusa rispetto al passato, ma può ancora colpire adolescenti e adulti non vaccinati.
Circa un terzo degli uomini che contraggono la parotite dopo la pubertà sviluppa anche l’orchite, di solito entro una settimana dalla comparsa degli orecchioni. In alcuni casi può verificarsi una riduzione del volume del testicolo (atrofia testicolare).
Orchite batterica
È spesso una complicazione di un’infezione dell’epididimo (epididimite) o delle vie urinarie. Tra le cause più comuni troviamo:
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infezioni urinarie (cistite, uretrite, pielonefrite);
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infezioni della prostata;
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utilizzo prolungato di cateteri;
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infezioni sessualmente trasmissibili, come clamidia e gonorrea.
Non a caso, l’orchite batterica è più frequente negli uomini tra i 19 e i 35 anni, soprattutto in presenza di rapporti sessuali non protetti.
I sintomi da non ignorare
Il sintomo principale dell’orchite è il dolore testicolare, che può essere improvviso e molto intenso. Ma non è l’unico segnale a cui prestare attenzione.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
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gonfiore e arrossamento dello scroto;
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sensibilità o dolore al tatto;
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dolore che si irradia all’inguine o all’addome;
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febbre, brividi e malessere generale;
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nausea e vomito;
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dolore durante la minzione;
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eiaculazione dolorosa;
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presenza di sangue nello sperma.
Se il dolore ai testicoli compare all’improvviso, è fondamentale consultare subito un medico. Alcune condizioni, come la torsione testicolare, possono dare sintomi simili ma richiedono un intervento urgente.
Come si arriva alla diagnosi
La diagnosi di orchite parte sempre da una visita medica accurata. Il medico valuterà lo stato dei testicoli, la presenza di gonfiore, dolore o linfonodi ingrossati all’inguine.
In base alla situazione, possono essere richiesti ulteriori accertamenti, come:
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esame delle urine, per individuare eventuali infezioni;
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tamponi uretrali, se si sospetta una malattia sessualmente trasmissibile;
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ecografia testicolare, utile per valutare il flusso sanguigno e distinguere l’orchite da altre condizioni più gravi.
Questi esami aiutano non solo a confermare la diagnosi, ma anche a individuare la causa precisa, fondamentale per scegliere la terapia giusta.
Come si cura l’orchite
Il trattamento dell’orchite dipende dalla causa che l’ha scatenata.
Orchite batterica
In questo caso la terapia si basa sugli antibiotici, che devono essere assunti per tutto il periodo prescritto, anche se i sintomi migliorano prima.
Se l’infezione è legata a una malattia sessualmente trasmissibile, anche il partner deve essere curato, e i rapporti sessuali vanno evitati fino alla fine della terapia.
In presenza di febbre alta o sintomi importanti, può essere necessario il ricovero ospedaliero.
Orchite virale
Non esistono antibiotici efficaci contro i virus, quindi il trattamento mira ad alleviare i sintomi. Di solito include:
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farmaci antinfiammatori e antidolorifici;
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riposo;
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impacchi freddi sullo scroto;
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utilizzo di un sospensorio per ridurre il dolore.
I sintomi più intensi tendono a migliorare in pochi giorni, ma il gonfiore può richiedere alcune settimane per scomparire del tutto.
Possibili complicanze: rare, ma da conoscere
Se trattata correttamente, l’orchite guarisce senza lasciare strascichi. Tuttavia, se trascurata, può portare a complicanze come:
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atrofia testicolare, cioè riduzione del volume del testicolo;
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ascesso scrotale, con accumulo di pus;
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riduzione della fertilità, soprattutto se l’infiammazione colpisce entrambi i testicoli (evento raro).
Proprio per evitare queste conseguenze, è importante non ignorare i sintomi e rivolgersi tempestivamente a uno specialista.
Prevenzione: cosa puoi fare concretamente
Non tutte le forme di orchite sono prevenibili, ma alcuni accorgimenti riducono di molto il rischio:
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vaccinarsi contro la parotite;
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usare il preservativo nei rapporti sessuali;
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trattare subito le infezioni urinarie;
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evitare di trascurare dolore o gonfiore ai testicoli;
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sottoporsi a controlli andrologici regolari.
In conclusione
L’orchite è una condizione più comune di quanto si pensi e, nella maggior parte dei casi, si risolve senza problemi se affrontata nel modo giusto. Il vero nemico è la sottovalutazione dei sintomi.
Ascoltare il proprio corpo, superare l’imbarazzo e chiedere aiuto quando serve è un segno di maturità e di attenzione verso la propria salute maschile.
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Fonti
(Le informazioni riportate hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico.)




















