Epicondilite? DON’T PANIC!

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di Giacomo Bitelli

Cos’è l’epicondilite?

Epicondilite, comunemente chiamata anche gomito del tennista, è un termine che indica quella condizione di dolore percepito a livello dell’epicondilo, una specifica e piccola parte dell’articolazione del gomito.

Una volta instauratasi la patologia, il dolore si percepisce sia alla palpazione che durante i movimenti del polso, della mano e delle dita.

Si sviluppa in seguito a micro traumi ripetuti nel tempo (movimenti o attività ripetute per molto tempo o con sforzi eccessivi).

Può essere considerata come una tendinopatia, cioè una patologia da sovraccarico del tendine di particolari muscoli dell’avambraccio che prendono il nome di estensori del carpo e delle dita (in particolare dell’estensore breve del carpo).

Cause dell’epicondilite?

Le cause dell’epicondilite come dicevo prima sono il sovraccarico, i microtraumi o ripetuti gli sforzi eccessivi o prolungati nel tempo.

Le persone più a rischio di avere l’epicondilite sono tutte quelle che per lavoro, hobby o sport eseguono dei movimenti, sforzi o sovraccarichi con il polso e le dita della mano (come tennisti, musicisti, golfisti, cuochi, operai, baristi, parrucchieri e via dicendo…)

Sintomi dell’epicondilite?

I sintomi dell’epicondilite sono piuttosto caratteristici e sono:

  • dolore nella zona laterale (esterna) del gomito che può estendersi fino al polso e al dorso delle dita;
  • sensazione di tensione e/o rigidità a livello del gomito o della zona dorsale (esterna) dell’avambraccio;
  • mancanza di forza nella presa (della mano) o nelle rotazioni dell’avambraccio;
  • sensazione di intorpidimento nella zona dorsale (esterna) dell’avambraccio;
  • difficoltà nel distendere (“raddrizzare”) completamente il gomito.
  • possibile gonfiore (tumefazione) del gomito nella parte laterale (esterna);
  • possibile calore o rossore del gomito nella parte laterale (esterna).

Diagnosi

La diagnosi di epicondilite  è, nella maggior parte dei casi, molto semplice e clinica (ovvero si ottiene semplicemente attraverso il colloquio e la visita del paziente).

In alcuni casi, raramente, il paziente potrebbe essere invitato a sottoporsi a ecografia, radiografia o elettromiografia che, nella maggior parte dei casi, sono utili ad escludere altre cause di dolore al gomito.

Esistono alcuni test clinici per la diagnosi di epicondilite che vanno a valutare la presenza di dolore durante l’esecuzione di alcuni movimenti eseguiti attivamente dal paziente o dall’esaminatore stesso , tra cui ricordiamo: il test di Cotzen e il test di Mills.

Nel caso questi test siano positivi, è molto probabile che si tratti di epicondilite.

E’ bene tenere a mente che in sede di visita di un paziente con epicondilite il fisioterapista eseguirà altri test come:

  • la valutazione del movimento del gomito e del polso,
  • l’esame neurologico,
  • altri test di forza e
  • test specifici solo per l’epicondilite in base ai sintomi riferiti dal paziente durante il colloquio.

Cura, rimedi, fasce, tutore per epicondilite ed esercizi riabilitativi

I tutori o le fasce per l’epicondilite possono essere utilizzate  in una fase acuta (nei primi giorni di dolore) per cercare di fornire sostegno all’articolazione e ai tendini dei muscoli dell’avambraccio.

Specialmente per quei pazienti che hanno elevate richieste funzionali (lavoro, sport ad alti livelli), ma il loro utilizzo deve essere momentaneo e sempre supportato dall’esecuzione di esercizi riabilitativi specifici per l’epicondilite.

La vera cura e rimedio per l’epicondilite, infatti, è la fisioterapia attraverso specifici esercizi riabilitativi.

Lo scopo degli esercizi è quello di allenare le strutture che causano dolore al gomito tra cui:

  • tendini,
  • osso,
  • legamenti
  • fasce muscolari

e, in particolare, i muscoli estensori del carpo, delle dita e i muscoli supinatori dell’avambraccio.

Il ruolo del fisioterapista qui sarà quello di scegliere in maniera accurata esercizi da somministrare al paziente e il corretto carico da sottoporre ai tendini interessati nella patologia.

Oltre agli esercizi riabilitativi talvolta il fisioterapista può decidere di aggiungere al programma riabilitativo una tecnica di terapia manuale.

Tale tecnica prende il nome di massaggio trasverso profondo, il quale unito agli esercizi potrebbe dare un ulteriore stimolo al paziente verso la guarigione.

Giacomo Bitelli

Tempo di lettura: 2’30”

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