Il futuro sta arrivando senza farsi notare, come fa sempre. Ma arriverà.

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di Alberto Aiuto

Intelligenza Artificiale: La rivoluzione prossima ventura

70.000 anni fa con la rivoluzione cognitiva (mirabilmente rappresentata da Stanley Kubrick nella scena iniziale del film “2001, odissea nello spazio”) iniziò l’evoluzione umana.

Seguirono la rivoluzione agricola (12.000 anni fa); la rivoluzione scientifica (500 anni fa); la rivoluzione industriale (200 anni fa).

Ognuno di quei “momenti” ha determinato il cambiamento radicale del mondo.

Oggi la tecnologia avanza a ritmo esponenziale.

Diventa difficile pensare ad un’area della nostra vita che non sarà presto influenzata dall’intelligenza artificiale, la tecnologia nascente basata sui dati.

In poche parole “Intelligenza Artificiale” e “machine learning”, grazie ai “big data” e soprattutto ai “big data analytics”, cambieranno pesantemente la nostra civiltà.

“Il cambiamento climatico non sarà il più grande capovolgimento a cui assisteremo in questo secolo: la più grande minaccia per l’umanità è l’intelligenza artificiale (IA)”, ha affermato Nick Bostrom, professore di filosofia all’Università di Oxford, esperto dei rischi rappresentati dall’intelligenza artificiale.

Ci sarà un impatto in tutti i campi.

Anche i mestieri più creativi, dal pubblicitario al musicista, dal giornalista all’annunciatore televisivo, saranno a rischio.

Prima di addentrarci nei cambiamenti che le prossime innovazioni porteranno alla vita di noi tutti, anche di quelli che molti anni fa cantavano “Noi non ci saremo”, penso che per qualcuno sia utile partire dalle definizioni di base per comprendere le differenze tra i diversi termini.

Orbene, per “Big data

si intende un enorme ammasso grezzo di dati (strutturati, numerici, testi non strutturati, come email, video, audio, informazioni, etc), raccolti in un’azienda o in un ospedale, che non possono essere usati così come sono.

È necessario che qualcuno li analizzi per cogliere i punti di contatto tra diverse situazioni (un esempio lo vediamo quando i sondaggisti ci spiegano le oscillazioni dei famigerati trend elettorali o di mercato).

A breve questo compito verrà svolto dai “big data analytics”,

che saranno in grado di estrapolare, gestire ed elaborare una mole di informazioni superiore rispetto a quanto potrebbe fare un qualunque essere umano, stabilendo legami e relazioni tra fenomeni diversi e prevedendo sviluppi futuri.

Quando si parla di “machine learning”, un sotto-campo dell’Intelligenza Artificiale, ovvero di “apprendimento automatico” si intende il processo con cui la macchina diventa sempre più abile, precisa e veloce a fare qualcosa meglio e più velocemente di prima, attraverso l’analisi dei dati, l’individuazione di modelli ricorrenti e la produzione automatica dell’algoritmo (ovvero la successione di operazioni da eseguire) necessario per ottenere i risultati voluti.

La macchina intelligente è dunque in grado di imparare a svolgere determinati compiti migliorando, tramite l’esperienza, le proprie capacità, le proprie risposte e funzioni.

In genere si pensa solo ad applicazioni in campi super-specifici, in settori di ricerca della scienza e della medicina, dell’ingegneria spaziale o di altri rami non comunemente compresi dalle persone comuni.

Si tratta di un errore molto comune visto che già oggi conviviamo con moltissime applicazioni di uso quotidiano: pensiamo ad esempio agli assistenti virtuali come Alexa e Siri che ci aiutano, svolgendo per noi numerose azioni semplici o propongono spettacoli aderenti ai nostri gusti (lo spot di Sky è significativo) o partner con visioni della vita simili alla nostra.

Al controllo passaporti effettuato con il riconoscimento facciale; al suggerimento di  modi di dire o parole quando scriviamo sul telefonino; alle proposte pubblicitarie strettamente collegate ai nostri interessi, riconosciuti analizzando le ricerche maggiormente effettuate in rete; le azioni da comprare o vendere; alla possibilità per le aziende di individuare i migliori candidati ad un lavoro che verranno poi contattati ed eventualmente assunti. La strada è dunque tracciata.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/analisi-web/cosa-sono-i-big-data/

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