Il mal d’Africa

40240

Una delle prime cose che mi ha colpito dell’Africa è stato vedere una posizione “strana” del quarto di luna; una posizione che non ha niente a che vedere con la gobba a levante o la gobba a ponente del noto proverbio.

Il cielo di notte sembra più ampio e vicino

I panorami ti suggeriscono l’idea che tu sia il primo uomo a mettere il tuo piede proprio lì. Le bellezze naturali sono eccessive: il deserto del Sahara e le sue mille sfaccettature, la foresta inestricabile in Congo, le cascate dello Zambesi che appaiono talmente grandi che la vista non riesce a contemplarle tutte, il Nilo che appare largo quanto il mare, il percorso per Olorgesailie dove oltre ai Masai, anche le giraffe ti tagliano la strada.

Devi stare attento anche a mangiare un panino perché ti può essere ghermito da un falco, le folate di vento che sembrano schiaffi di calore, l’haboub che ti impedisce di vedere quanto la nebbia più fitta.

Quando ritorni a internet, al cinema, ai giornali, al parmigiano, al vino buono, alla pizza e alla pasta, senti che qualcosa ti manca.

Le comodità forse non sono poi così importanti?

Forse gli spazi sono più angusti?

O magari ci sono troppe regole, troppe limitazioni?

Certamente c’è un po’ di tutto questo e in base al proprio carattere la bilancia pende più verso la vita aspra e genuina oppure verso le agiatezze.

Per amore di verità mi piace sottolineare un altro fattore: ho sempre sentito parlare di mal d’Africa ma da Europei e Occidentali in genere.

Credo che il vero mal d’Africa sia legato al fatto che l’Europeo che si trovi per un qualche tempo nel Continente Nero provi una sensazione di importanza che generalmente non gli è concessa nel proprio Paese

Questa sensazione gratificante deriva dal sentirsi diverso, parte di una elite, ammirato dai locali, padrone di quasi tutto e tutti e soprattutto libero di poter decidere del proprio ritorno a casa quando in difficoltà.

Sarà il passaporto a fare la differenza?

Mudir

Tempo di lettura: 1’00”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.