10 novembre 2018.
Per Virginia Raggi, Sindaca di Roma, a processo per falso in atto pubblico, il giorno più lungo si è concluso con l’assoluzione.
Il fatto non costituisce reato.
Rischiava 10 mesi, le dimissioni e l’uscita dalla politica in caso di condanna.
“Vado avanti a testa alta”, ha dichiarato ai giornalisti.
“Forza Virginia, ho sempre fatto io tifo per te”, ha twittato Di Maio.
Nonostante il ricorso in appello dell’accusa, la questione giudiziaria, per il primo cittadino della Capitale si chiude qui.
Ma a questo punto, dopo 29 mesi di governo, la Raggi è chiamata a rispondere ai suoi cittadini anziché ai magistrati.

La città eterna non se la passa bene.

Molti, romani e non, arrivano ad affermare di non averla mai vista in simili condizioni.
Tra i problemi più sentiti
– la sporcizia e il degrado
– i trasporti pubblici mal funzionanti
– le periferie in abbandono
– la criminalità diffusa
La Giunta al governo deve risolvere le gravi questioni finanziarie che rischiano di travolgere le aziende municipalizzate della nettezza urbana, l’Ama, e dei trasporti, l ‘Atac.
Proprio sui trasporti mal funzionanti, tra autobus in fiamme o in panne, i romani sono stati chiamati ad esprimersi su una eventuale liberalizzazione che di fatto privatizzerebbe il settore.
Gli ultimi casi di cronaca, come la morte della giovane Desirèe, drogata e stuprata in un’area abbandonata a pochi passi dal centro cittadino, il crollo della scala mobile della metropolitana, gli alberi abbattuti a decine dal vento, hanno suscitato clamore e perplessità tra i cittadini.

In campagna elettorale si era parlato di funivie per collegare centro e periferia.

Oggi ai romani basterebbero degli autobus, una metro efficiente e delle strade senza buche e voragini.
Magari un ritorno all’antica rete tram-viaria che fino agli anni 50 attraversava l’Urbe, smantellata perché antiestetica.
Dopo il crollo del viadotto di Genova, anche i ponti e le grandi strutture viarie di Roma sono sotto controllo.
Niente di troppo allarmante ma resta il fatto che senza una adeguata manutenzione qualsiasi infrastruttura urbana può creare problemi.
E poi il recupero delle periferie, la cura del verde, il rilancio tramite iniziative ed eventi, la cura di un centro storico praticamente in abbandono, la lotta alla criminalità diffusa che si è impossessata di interi pezzi di quartieri.

Tutte questioni aperte e da affrontare.

Dopo l’assoluzione in molti, difendendo Virginia, hanno accusato la stampa di sciacallaggio e di persecuzioni strumentali.
Ma liquidare la questione in questo modo serve solo ad evitare di affrontare il vero problema: la grave situazione in cui versa la Capitale.
Manca un progetto, una visione, una volontà che immagini il futuro di una delle città più famose nel mondo.
Perso il treno delle Olimpiadi, rifiutate dal Comune per i costi connessi, a Roma non resta che appellarsi al Governo centrale.
Ma anche da Palazzo Chigi non sembrano arrivare, nonostante la comune appartenenza politica, segnali di sostegno, nemmeno per tappare le buche delle strade.
Se Milano ha saputo rilanciarsi con l’Expo, Roma ha tirato avanti forte della sua storia e del suo enorme patrimonio culturale e archeologico.
Questo enorme valore, oggi, rischia di non bastare più.
La Raggi ha lamentato di aver subito per due anni un attacco inaudito e ingiusto. Ora l’attacco è finito.
Non resta che tirarsi su le maniche e con forza e coraggio darsi da fare per ridare smalto alla città che le è stata affidata. Magari con un nuovo progetto di città.
Lo chiedono i cittadini.
Lo chiedono non solo i romani ma tutti quelli e sono tanti, che amano Roma.
Tempo di lettura: 1’50”

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