ROSSO COME IL POPOLO HIMBA

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di Manolo Rufini

Arrivato all’alba a Epupa, fui accolto dalle cascate omonime, dove l’acqua del fiume Kunene si getta con maestosità in una serie di spettacolari salti.

Il mio viaggio nella remota Namibia per incontrare la tribù degli Himba è stato un’esperienza che ha trasformato profondamente la mia percezione del mondo.

Il paesaggio era un vivido dipinto di colori naturali, con il rosso della terra che si fondeva con il verde lussureggiante alimentato dalla nebbia delle cascate.

Incontro con il popolo Himba

Appena oltre il fragore delle acque, incontrai il popolo Himba.

Le donne, con le loro pelli imbevute d’ocra rossa, lavoravano silenziosamente accanto alle loro capanne di fango e legno. La loro presenza era tanto parte del paesaggio quanto le acque stesse.

La serenità del loro comportamento contrastava con l’ambiente selvaggio, offrendo una lezione visiva sulla coesistenza armonica con la natura.

Dopo un breve scambio di saluti, mi fu permesso assistere alla cerimonia dell’ocra. Il popolo Himba valorizza questo rituale che non solo protegge la pelle dal sole ma agisce come un simbolo di bellezza e appartenenza culturale.

Le donne mescolavano l’ocra con cura e precisione, dipingendo le loro braccia e gambe con disegni che raccontavano storie di età e status sociale.

Momenti di vita quotidiana

Proseguendo la giornata, osservai il popolo Himba mentre si dedicava alle attività quotidiane. Uomini e donne, in perfetta sincronia, si muovevano tra il bestiame e le capanne, mostrando un’intima conoscenza del terreno che calpestavano.

I bambini, liberi e gioiosi, giocavano tra i sentieri del villaggio, riempiendo l’aria di risate che si mescolavano al suono delle cascate.

Uno dei momenti più emotivamente intensi del mio soggiorno fu quando una giovane madre Himba mi affidò suo figlio.

Mentre tenevo il bambino tra le braccia, i suoi grandi occhi scuri sembravano scrutarmi con una serietà che andava oltre la sua età.

In quel silenzioso scambio di sguardi, mi sentii incredibilmente connesso non solo a quel piccolo essere, ma a tutta la tribù.

Riflessioni al tramonto

Con il calare del sole, i colori del paesaggio si intensificarono, riflettendo l’ocra delle pelli Himba nel rosso e arancio del cielo.

Seduto su una roccia, contemplai le cascate di Epupa e riflettei sull’armonia e la resilienza del popolo Himba.

Questa tribù, con la sua straordinaria capacità di adattarsi e rispettare l’ambiente ostile, aveva impresso nel mio cuore una profonda ammirazione e rispetto.

Prima di partire per il mio viaggio, avevo deciso di portare con me alcuni doni per il popolo Himba, gesti di gratitudine e rispetto verso la loro accoglienza.

Fra gli oggetti che scelsi, c’erano sacchi di farina e zucchero … beni semplici ma preziosi in un contesto dove i negozi sono praticamente inesistenti.

Quando consegnai questi doni al capo del villaggio, il suo volto si illuminò di un sorriso.

Con un gesto della mano, chiamò alcuni membri della tribù, che si avvicinarono curiosi e riconoscenti.

Il momento dello scambio fu semplice ma carico di significato, un piccolo ponte costruito tra culture distanti.

Lezione di reciprocità

Popolo HimbaDopo la consegna dei doni, il capo villaggio mi invitò a partecipare alla preparazione di un pasto comunitario. Era una maniera per il popolo Himba di mostrare la loro gratitudine e di condividere con me una parte della loro vita.

Donne esperte mescolavano la farina con acqua e sale, creando una pasta che poi cuocevano su pietre calde.

Il risultato era una sorta di pane piatto, semplice ma nutriente. Mentre mangiavamo, discutemmo delle nostre diverse abitudini alimentari, e fui colpito dalla loro capacità di fare tanto con così poco, un vero esempio di sostenibilità e adattabilità.

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Crepuscolo tra i Himba

Mentre il sole tramontava, tingendo il cielo di sfumature di fuoco, il popolo Himba iniziò a cantare.

Le loro voci si alzavano leggere nell’aria fresca della sera, accompagnate dal ritmico battere di mani e piedi.

Questo canto, mi spiegarono, era un modo per concludere la giornata, ringraziando gli spiriti degli antenati per le benedizioni ricevute.

Seduto tra di loro, ascoltando quelle melodie antiche, sentii un legame profondo non solo con il popolo Himba ma con tutto ciò che è umano e condiviso: la musica, la terra, il cielo.

Riflessione finale

Al termine di quella giornata intensa, mentre mi preparavo per la notte sotto un cielo stellato che solo l’Africa sa offrire, riflettevo su quanto avessi imparato in così breve tempo.

Il popolo Himba mi aveva insegnato il valore della condivisione, dell’accoglienza e del rispetto reciproco. Con semplici gesti e profonde tradizioni, avevano arricchito la mia anima, mostrandomi che ciò che ci unisce è molto più forte di ciò che ci divide.

Il momento della mia partenza fu segnato da un profondo senso di gratitudine per tutte le esperienze condivise e da una malinconia per la separazione imminente.

Gli Himba mi avevano aperto il loro mondo, permettendomi di testimoniare la bellezza e la resilienza delle loro tradizioni.

Manolo Rufini

Tempo di Lettura: 2’30”

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