Uscire dalla zona di comfort

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di Andrea Maggio

Come abbiamo visto nell’articolo “Cambiare qualcosa nella vita”, il cambiamento è un processo che segue determinate fasi, ognuna delle quali con specifiche caratteristiche che, se note, facilitano l’evoluzione personale.

Uno degli aspetti tipici del cambiamento è proprio la difficoltà di uscire dalla zona di comfort.

Con essa intendiamo quello stato psicologico in cui ciò che viviamo e facciamo ci sembra familiare e percepiamo il controllo del nostro ambiente, vivendo così bassi livelli di ansia e di stress.

Per avviare il cambiamento, tuttavia, è necessario lasciare la propria zona di comfort perché il cambiamento richiede inevitabilmente l’avvio di nuove attività e quindi il sostenimento di maggiore livelli di stress e di ansia.

L’importante è considerare che in genere la ricerca di un cambiamento desiderato genera eustress, ovvero una tensione piacevole e positiva che ci attiva verso una meta desiderata e che quindi tendenzialmente ci fa stare bene.

Il richiamo della zona di comfort

All’interno della zona di comfort non sentiamo il bisogno di aumentare il nostro livello di performance, qualunque sia l’ambito di riferimento: lo sport, il lavoro, lo studio, ecc.

Nella zona di comfort ci adagiamo nella routine per evitare l’impegno ed il rischio legati a nuove attività o nuove sfide.

In questo stato psicologico la nostra attivazione è minima, non è un caso infatti che spesso ci si senta annoiati.

Viceversa, un livello di attivazione molto elevato può indurci in situazioni ad alto stress e ad alto rischio facendoci entrare in uno stato di panico.

Un livello intermedio di attivazione rappresenta, quindi, lo stato ideale perché ci spinge a dare di più, a percorrere nuove strade senza il timore di aver fatto il passo più lungo della gamba.

Dalla comfort zone alla growth zone

Il cambiamento è di fatto un percorso di crescita personale.

Si tratta di modificare atteggiamenti, comportamenti, pensieri che ci permettano di dare il meglio di noi nei vari ambiti della nostra vita.

Ecco allora in senso di lasciare la zona di comfort per entrare nella growth zone: la zona della crescita.

Prima di giungere nella growth zone, tuttavia, è necessario attraversare delle zone intermedie.

La prima è la fear zone, ovvero lo stato mentale caratterizzato dal timore di fare la cosa sbagliata soprattutto a causa delle opinioni degli altri e dalla mancanza di fiducia in se stessi.

Superati questi timori si giunge alla learning zone caratterizzata dall’acquisizione di nuove competenze e dalla consapevolezza delle proprie risorse.

Questa consapevolezza ci fa vedere come il cambiamento sia possibile e sostenibile. Di fatto abbiamo fatto un passo in avanti nel nostro percorso di crescita.

Siamo in piena growth zone.

I benefici di lasciare la zona di comfort

Abbiamo visto che uscire dalla propria zona di comfort richiede impegno e la necessità di affrontare degli ostacoli.

Ci sono, ovviamente, dei benefici nel lasciare la zona di comfort, ecco i principali:

  1. Autorealizzazione: come Maslow ci ricorda, gli esseri umani sono spinti dalla necessità di soddisfare i propri bisogni, in primis quelli di base legati alla salute e alla sopravvivenza. Seguono quelli psicologici come le relazioni umane, l’appartenenza e l’autostima. Per arrivare all’auto-realizzazione attraverso cui l’individuo realizza il proprio potenziale. Uscire dalla zona di comfort è la premessa per realizzare se stessi;
  2. Mindset della crescita continua: come visto precedentemente, lasciare la zona di comfort ci consente di entrare nella growth zone. E’ ormai noto che il nostro cervello ha possibilità illimitate grazie alla sua plasticità. Non siamo quello che siamo per sempre, sta a noi decidere di fare un passo in avanti o meno verso qualunque direzione che vogliamo percorrere;
  3. Resilienza e Anti-fragilità: la resilienza è la capacità di attutire gli urti della vita e di rialzarsi dopo una caduta. Un’altra importante capacità è l’anti-fragilità, ovvero la capacità di imparare a crescere dalle difficoltà raggiungendo così nuove vette e nuove mete. Uscire dalla zona di comfort, confrontarsi con le difficoltà e il cambiamento consente lo sviluppo di queste abilità, fondamentali per affrontare le avversità della vita;
  4. Migliorare l’auto-efficacia: uscire dalla zona di comfort richiede la necessità di provare e di sbagliare, consapevoli che prima o poi il successo arriverà. Sperimentare tale successo è il modo migliore per convincersi della propria capacità di raggiungere i propri obiettivi grazie alle proprie risorse.

Abbiamo visto, quindi, che i vantaggi di affrontare qualche difficoltà e di sforzarsi di andare oltre la comodità e il già noto valgono sicuramente la pena di lasciare la propria zona di comfort, soprattutto se in gioco c’è la propria realizzazione.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’40”

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