Adolescenti e tecnologia

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Il rapporto tra i nostri ragazzi e la tecnologia ci è piuttosto noto.

Ogni giorno ci mostrano il loro essere nativi digitali mentre noi, immigrati digitali, fatichiamo a seguirli e a comprenderli.

Per chi è nato negli anni 2000 il mondo è naturalmente digitale:

  • le relazioni,
  • lo studio,
  • il divertimento,
  • lo svago,

tutto è digitale.

Noi invece siamo cresciuti con le lettere ancora scritte a mano, col pallone come mezzo di socializzazione, con la televisione come unico screen da guardare.

Tutto ciò non fa che aumentare la distanza tra noi e i nostri figli.

Accogliere il nuovo e l’inevitabile

Se quindi vogliamo non solo interagire coi nostri ragazzi ma anche capirli, ecco che diviene necessario accogliere ciò che ormai fa parte della nostra quotidianità.

Messaggiare compulsivamente su instagram, farsi due risate guardando lo youtuber del momento, organizzare sfide on line con la playstation, rappresentano la routine dei nostri figli.

Per loro la tecnologia è trasparente, fa semplicemente parte della vita, da sempre.

Un comportamento che, nonostante nasconda possibili minacce, non conviene contrastare. Sarebbe come chiedere ai nostri figli di isolarsi e di rinunciare a queste nuove forme di socializzazione coi propri pari.

Genitori  2.0

In realtà anche noi genitori, faticando di più, abbiamo acquisito i vantaggi che il web e il digital in generale hanno introdotto nelle nostre vite.

Il nostro modo di lavorare è cambiato significativamente rispetto a venti o trenta anni fa. Instaurare nuove relazioni dopo i 40 è ormai a portata di click.

Organizzare una vacanza coi siti di booking on line e senza passare per l’agenzia viaggi è ormai la normalità.

Condividere gli stimoli del futuro e le ricchezze del passato

Se quindi sia noi che i nostri figli non possiamo fare a meno dell’essere digitali, possiamo comunque integrare queste nuove possibilità con le ricchezze del passato.

I nostri figli, allora, ci possono aiutare a capire il senso relazionale dell’essere connessi. Noi, d’altra parte, possiamo trasmettere loro la bellezza della connessione profonda con qualcuno che può avvenire solo off line.

Loro possono farci apprezzare i vantaggi dell’istantaneità, mentre noi possiamo far capire loro il valore e il piacere dell’attesa.

I ragazzi possono mostrarci le potenzialità della tecnologia, mentre noi possiamo metterli in guardia sulle trappole della dipendenza.

Con loro possiamo accedere ai contenuti più svariati, mentre noi possiamo renderli consapevoli del proliferare di fake news.

In generale come genitori ci spetta il compito di educare all’utilizzo corretto della tecnologia come un mezzo per fini appropriati e possibilmente elevati.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’30”

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