QUELLE FAKE NEWS CHE NON FANNO PIU’ SORRIDERE parte 1

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Le origini delle fake news:

La prima fake news di cui ho memoria, non era sul web, un blog o un social, ma su un giornale satirico di carta e inchiostro.

Era il 1978.

Il web ufficialmente sarebbe nato solo nel 1991 e negli anni ’70 c’erano solo la radio, i giornali e la tv.

Il Male:

Un foglio satirico, Il Male, uscì con una serie di false prime pagine di quotidiani che riportavano notizie verosimili, ma assolutamente false.

E sotto il logo del Corriere della Sera, La Repubblica, Paese Sera, L’Unità, Il Corriere dello Sport, abilmente contraffatte, c’erano titoli bomba tanto eclatanti da sembrare veri.

Uno di questi scoop, proprio quello del ’78, in piena epoca di terrorismo e anni di piombo, riportava un arresto clamoroso.

“I capi delle Brigate Rosse sono Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi”.

Immortalati nelle foto i due comici posavano con le manette e finti Carabinieri insieme al commento: “Tra un sugo e l’altro preparavano la rivoluzione”.

Quei ragazzacci de Il Male ne fecero altre di uscite così, scatenando le ire di giornali e giornalisti di professione:

  • lo sbarco degli extraterrestri,
  • l’annullamento dei mondiali di calcio del ’78 e persino
  • lo scoppio della terza guerra mondiale.

Inutile dire che tra gli studenti e i giovani di allora, Il Male era molto popolare, quasi un mito trasversale alla politica e agli schieramenti del tempo.

Quando sulla metropolitana o sull’autobus, di ritorno da scuola, si commentavano a voce alta i falsi scoop, la cosa più divertente era guardare le facce dei passeggeri.

Magari la signora che tornava a casa con la busta della spesa o il bigliettaio in servizio, e sentire i loro commenti increduli, scandalizzati, indignati davanti a quelle irresistibili bufale da prima pagina.

Un tizio, guardando le foto farlocche degli alieni sbarcati in New Mexico, commentò, con gli occhi rivolti al cielo: “Lo sapevo che non eravamo soli nell’universo”.

Ecco credo che oggi, quelli de Il Male, li chiamerebbero fake.

Anche se in finale per la loro stessa goliardia non danneggiavano la reputazione di nessuno e facevano soprattutto sorridere.

Persino quelli che ci cascavano, una volta scoperta la beffa, ridevano di cuore…. (continua)

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 1’30”

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