Benessere e malattie: una coppia agli antipodi

95

di Alberto Aiuto

Ci sono coppie che funzionano: pane e pomodoro, mare e tramonto, caffè e chiacchiere. E poi ci sono loro: benessere e malattia, una coppia improbabile che convive dentro di noi, come due coinquilini che non si sopportano ma non possono sfrattarsi, in un tira e molla infinito, un matrimonio combinato che nessuno ha mai firmato davvero.

Il giorno in cui il Benessere e la Malattia decisero di andare a vivere insieme, nessuno capì perché. Forse un errore burocratico. Magari una scommessa persa. Forse il destino.

Paradossalmente non sapremmo cos’è il benessere se non avessimo mai provato la malattia. E non capiremmo la malattia se non avessimo mai assaporato il benessere.

Il benessere è l’arte di stare bene quando tutto va bene. La salute è l’arte di cavarsela quando qualcosa va storto. E noi nel mezzo, a fare del nostro meglio.

All’inizio non c’era nulla. C’era il Caos, molecole che si urtavano, tentativi di vita, errori, mutazioni, esperimenti mal riusciti. Poi, un giorno, dal brodo primordiale emerse una cellula fragile, tremolante, imperfetta, piena di rischi ma viva.

Non era neanche un equilibrio stabile. Con essa era nato il primo, timido, primitivo benessere. Niente a che vedere con lo yoga, o la mindfulness.

Subito dopo, naturalmente, è proprio il caso di dirlo, nacque la malattia, una specie di crash test permanente. E con lei arrivarono errori di replicazione, parassiti, virus preistorici, stress ambientale, mutazioni sbagliate.

Il benessere e la malattia: un equilibrio dinamico

Il benessere è la condizione dinamica in cui una persona vive in equilibrio fisico, mentale, emotivo, sociale e ambientale, riuscendo a esprimere il proprio potenziale e a mantenere una buona qualità di vita. È insomma sensazione soggettiva di vita piacevole; e, in senso economico, una condizione di agiatezza e prosperità.

Questa definizione è importante perché sposta l’attenzione da “non essere malati” a “vivere bene, in modo integrato”. Formalmente è stato codificato così dall’Organizzazione Mondiale della sanità nel 1948.

Il Benessere è quando corpo, mente e vita sociale smettono per un attimo di litigare e decidono di collaborare.

È quel momento raro in cui respiri bene, pensi lucido, ti senti in sintonia con ciò che fai e non vorresti scappare su un’isola deserta.

È il cuore che batte al ritmo giusto. Il respiro che entra e che esce. Una relazione che nutre. Un corpo che si aggiusta, si adatta, si rinnova.

È un equilibrio dinamico, come stare in piedi su una barca che si muove. Dunque, non promette immortalità o perfezione. Promette armonia.

È come un amico che ci ricorda offre consigli, tipo dormire almeno sette ore, mangiare verdure che neanche conosci, fare attività fisica senza lamentarci, avere relazioni sane, e magari non litigare con il traffico ogni mattina. Sistema i pensieri con calma, con cura, con un certo senso estetico.

La malattia, invece, è una condizione anomala dell’organismo, caratterizzata da alterazioni funzionali o strutturali, che producono sofferenza, disturbi o perdita di equilibrio rispetto allo stato di salute.

Nella medicina moderna, la malattia non è solo un fatto biologico, ma può includere anche la percezione soggettiva di sofferenza psicofisica.

È quando il corpo, che di solito fa il suo lavoro in silenzio, decide di alzare la mano e avvertirci che qualcosa non va.

È un’interruzione dell’equilibrio, un messaggio più o meno gentile, un cedimento strutturale che ci costringe a fermarci, riparare, ripensare.

Spesso è legata proprio al miglioramento della qualità di vita generale: maggiori disponibilità economiche, maggiore disponibilità di derrate alimentari. Quello che succede nella realtà è che tali elementi anziché essere migliorativi finiscono per peggiorare lo stato di salute delle persone.

Le cosiddette “malattie del benessere”, in costante aumento, (parliamo di diabete, obesità e tumori, le crescenti riduzioni della capacità visiva e uditiva, la sterilità maschile e femminile), sono la spia che ci stiamo trasformando in animali d’allevamento. sempre più delicati.

Come non ricordare Giorgio Gaber che elencava nel 1969 in modo convulso una serie di qualità possedute dalle città rispetto alla noia della campagna (https://www.youtube.com/watch?v=kLxfLMSiYZY).

Ebbene, queste malattie non sono altro che un dialogo forzato con il nostro organismo. Sono un processo dinamico con un inizio, un’evoluzione e un esito (guarigione, adattamento o morte).

Il problema è che arrivano senza invito, senza preavviso, senza educazione. Ci ricordano che il corpo non è una macchina, ma un ecosistema fragile. Fanno parte della vita biologica, come la manutenzione per un edificio o il tagliando per un’auto.

Ma ci tolgono energia, ci rubano tempo, ci costringono a fermarci, e cancellare impegni, a rivedere priorità. Perché la malattia non è solo febbre e antibiotici: è anche stress, solitudine, ansia, infiammazione, stanchezza cronica. È tutto ciò che rompe l’armonia del sistema.

Benessere e malattia convivono, ma non si parlano.

Insieme, formano un ciclo: il benessere ci insegna a vivere. La malattia ci insegna a capire. Sono complementari.

Uno vuole equilibrio, l’altra lo rompe.

Il primo vuole prevenzione, l’altra arriva quando la prevenzione è saltata.

Il benessere vuole ascolto, lla malattia ti costringe ad ascoltare.

E noi siamo il tentativo di tenere insieme le due cose. Il segreto è imparare a muoversi tra i due, con consapevolezza e un pizzico di autoironia.

Non sono una coppia felice, ma necessaria, eppure, paradossalmente, si definiscono a vicenda. La verità scomoda è che ci servono entrambi anche se:

  • non hanno lo stesso ritmo: il benessere è lento, la malattia è improvvisa;
  • non hanno gli stessi obiettivi: uno costruisce, l’altra interrompe;
  • non hanno lo stesso linguaggio: il benessere sussurra, la malattia urla.

In parole povere, il benessere non è un punto d’arrivo, ma un orientamento: come la bussola che indica il nord, anche se non ci arriviamo mai davvero.

Come si costruisce il benessere?

Il manuale di sopravvivenza per raggiungere il benessere dice che il corpo è il primo architetto del benessere. Se crolla lui, crolla tutto. Di base sono indispensabili:

  • Sonno: Se non dormi, non c’è benessere possibile. Fine del capitolo.
  • Movimento: non serve diventare Superman (Nembo kid, per i più datati). Basta muoversi ogni giorno. Magari stiracchiandoci, come i gatti.
  • Alimentazione semplice: più cibo vero, meno cibo industriale. Verdure, sì (a volontà); zuccheri industriali, no. Porzioni: umane, non pantagrueliche. Idratazione: acqua, non bibite che sembrano esperimenti chimici.
  • Respirazione: sembra banale, ma è il telecomando del sistema nervoso. Se respiriamo male, viviamo in modalità “allarme”.

A questo punto prendiamoci cura della mente, non dei pensieri che sono difficili da controllare. Riduciamo il multitasking; prendiamoci pause vere. Coltiviamo una direzione, senza un piano perfetto.

Evitiamo le persone sbagliate, quelle che ci prosciugano senza che ce ne accorgiamo. Rivalutiamo alcune sane abitudini, il pilota automatico che ci salva quando siamo stanchi.

Conclusione: impariamo a danzare tra i due

Malattia e benessere sembrano un ossimoro. Il segreto non è eliminare la malattia (è impossibile), né inseguire un benessere perfetto (non esiste).

Il benessere arriva quando smettiamo di rincorrerlo. La verità è che la vita è fatta così: è un equilibrio instabile, una danza tra forze opposte, un continuo aggiustare il tiro.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 3’00”