Come gestire al meglio lo stress sul lavoro

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di Andrea Maggio

Sappiamo bene come il lavoro sia spesso fonte di stress.

In alcuni casi il livello sperimentato di tensioni sul posto di lavoro può condurre anche al cosiddetto burn out lavorativo.

Come abbiamo visto nell’articolo “Stress da lavoro, una nuova sindrome chiamata burn out”, si tratta di quella condizione psico-fisica ormai considerata una malattia dall’OMS e che condiziona il benessere e la produttività di migliaia di lavoratori.

Tuttavia, se si impara a gestire al meglio lo stress è possibile ricavarne anche dei vantaggi e non solo complicazioni.

Conoscere lo stress e il suo funzionamento

Ad osservarlo meglio, lo stress di fatto non è che una reazione fisiologica e mentale ad un certo evento altrimenti detto stressor.

In effetti se pensiamo ad un qualsiasi evento significativo nella nostra vita ci accorgiamo facilmente che lo stress accompagna tutte queste situazioni.

Ogni volta, infatti, che ci troviamo ad affrontare situazioni nuove, impreviste, sfidanti, in alcuni casi anche pericolose, si attivano quei meccanismi che ci danno la spinta, l’energia, l’attenzione ad affrontare al meglio la novità.

Ecco il senso dell’aumento di adrenalina e cortisolo nel nostro corpo nella fase di picco dello stress: preparaci a dare il meglio di noi. Un altro aspetto caratterizzante lo stress è la successiva fase di riposo, quella in cui il nostro sistema nervoso, fisico e psicologico tornano ad operare ad un livello di base e non di picco.

Il problema con lo stress si verifica proprio quando non c’è alternanza tra la fase di picco e quella di riposo. Conoscere lo stress, i meccanismi alla base della sua genesi e riduzione rappresenta il primo passo per poterlo gestire al meglio.

Nella vita come in palestra

Per imparare a gestire lo stress che inevitabilmente accompagna la nostra vita, può essere utile far riferimento all’allenamento sportivo.

Il principio dell’allenamento muscolare sta proprio nel mettere sotto pressione i muscoli attraverso specifici esercizi e far seguire all’allenamento una fase di recupero, di riposo così da consentire alle fibre muscolari di recuperare e soprattutto di crescere e diventare più forti.

Nella vita, tuttavia, non sempre ci rendiamo conto della necessità di entrare nella fase di riposo e quindi continuiamo a mantenere dei livelli di tensione e sforzo elevati.

Questo non fa che creare le basi per un sovra-utilizzo delle nostre risorse che conduce all’esaurimento piuttosto che all’incremento di “forza” fisica e/o psicologica.

Ecco allora l’importanza di divenire consapevoli del proprio stato mentale e fisico così da valutare l’opportunità, la necessità di prendersi una pausa per rigenerarsi.

A tal proposito torna utile tutto ciò che facilita la consapevolezza del proprio essere attraverso esercizi di ascolto interiore come la meditazione o anche attraverso un diario in cui annotare sensazioni, desideri o la mole delle attività realizzate nella settimana.

Darsi delle buone regole da seguire

Al fine di sentirsi meno travolti dagli accadimenti e dalle richieste continue sul lavoro, può essere utile darsi delle regole che possano facilitare l’attenzione e il coinvolgimento nelle attività che si vuole portare avanti e alternare momenti di attivazione con quelli di riposo.

  • ritagliarsi dei momenti dedicati alla riflessione senza essere disturbati dalle email o dalle notifiche dei social network;
  • inserire piccoli break tra una riunione e l’altra in cui rilassarsi e staccare completamente dalla tecnologia. Non è considerato relax scorrere il feed dei social network poiché è stato dimostrato che ha lo stesso effetto di continuare a lavorare…
  • dedicare al sonno il giusto spazio e seguire le esigenze del proprio cronotipo;
  • fare attività fisica regolarmente, anche se per poco tempo, al fine di tenere alto l’umore, ridurre le infiammazioni, regolare le emozioni, ecc.
  • mangiare e bere in maniera equilibrata e sana;
  • cercare il contatto con la natura ogni volta che è possibile per sentirne il potere rigeneratore e di connessione;
  • definire una chiara linea di demarcazione tra il lavoro e la vita privata per evitare che il primo fagociti la seconda.

Lo stress di per sé non è un fattore nocivo in assoluto. Lo diventa quando non si riesce a gestirlo perché in questo caso governa la nostra vita e ci impedisce di accedere ai quei momenti di recupero che sono fondamentali per il nostro benessere.

Da qui l’importanza di creare anche sul lavoro le condizioni che ci permettano di essere i padroni del nostro tempo e della nostra vita esprimendo al meglio le nostre capacità.

 Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’ 30”

Fonte: https://www.mckinsey.com/business-functions/people-and-organizational-performance/our-insights/how-to-turn-everyday-stress-into-optimal-stress?hdpid=8b713be7-2794-4488-9a48-a01feec2984c&hctky=2252420&hlkid=0847940ff9b14317925ecc81c3c9c184

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