Influenza: una patologia stagionale proveniente da Est

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di Alberto Aiuto

Influenza: una patologia stagionale proveniente da Est

Fino all’anno scorso eravamo preoccupati per le migrazioni Sud-Nord.

Oggi siamo spaventati da una migrazione invisibile Est-Ovest.

In realtà sono due le migrazioni che dovremmo temere:

quella del Covid-19 e quella dei virus che provocano l’influenza stagionale, una patologia a cui siamo abituati, che non ci fa paura anche se comunque comporta la morte di circa 10.000 persone.

Quest’anno più che mai è raccomandata la vaccinazione anti-influenzale.

La storia dell’uomo è stata caratterizzata da decine di epidemie e pandemie causate da batteri o virus sconosciuti, provenienti per lo più dall’Asia.

I virus e i batteri non camminano da soli:

Sono gli spostamenti delle persone che li portano in giro per il mondo.

Prima le epidemie arrivavano con le navi o con le carovane, lungo la famosa via della seta; oggi viaggiano in aereo.

L’unica tecnica di contenimento dei contagi era l’isolamento dei malati e dei possibili portatori.

La quarantena fu inventata nel Quattrocento a Venezia:

Tutti quelli che arrivavano in città da fuori, specie gli equipaggi delle navi, dovevano passare 40 giorni su un’isola in laguna, senza avere alcun contatto con gli abitanti della città.

Oggi, si ricorre a questa misura raramente, anche perché abbiamo vaccini e farmaci in grado di combattere queste infezioni.

Dunque, anche quest’anno arriverà quella che chiamiamo comunemente influenza, anche se i virus causali cambiano sempre.

Stavolta circoleranno 3 (forse 4) varianti di virus che ci potrebbero colpire.

Il vaccino è stato studiato per proteggerci proprio da tutte queste varianti.

Influenza: una malattia trasversale.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, le sindromi simil-influenzali (ossia quelle che danno sintomi riconducibili all’influenza) coinvolgono in media circa il 10% (ovvero 5 milioni) dell’intera popolazione italiana, ma lo scorso anno furono circa 8 milioni.

La sola influenza ha un tasso di letalità stimato dello 0,1%, a cui vanno aggiunti i decessi “indiretti”, che portano il totale a circa 10.000 persone.

E’ una malattia che colpisce tutti in modo molto trasversale, anche se a farne le spese sono i soggetti più fragili con disturbi respiratori cronici, broncopneumopatie ostruttive (BPCO), asma o problemi cardiocircolatori e, spesso con sovrainfezioni batteriche.

Influenza: opportunità di vaccinarsi

Poiché siamo ancora in piena era Covid, la vaccinazione antinfluenzale è indispensabile, anche se, grazie ai sistemi di protezione che utilizziamo per evitare i contagi da Covid-19 (mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani, etc), la stagione influenzale potrebbe essere più blanda.

Questa supposizione si basa su quanto è avvenuto in Australia ad agosto (ovvero in pieno inverno), dove la stagione influenzale quest’anno è stata la più leggera mai registrata.

I numeri hanno quasi dell’incredibile: da 61.000 casi nel 2019 a solo 107 nel 2020.

Come dire che vaccinandoci salveremo la vita di 10.000 persone.

Influenza: i messaggi da ricordare

Le precauzioni raccomandate per il COVID:

  • uso della mascherina,
  • distanziamento,
  • lavaggio frequente delle mani,
  • evitare gli assembramenti,
  • controllo della temperatura corporea
  • rispetto della quarantena e/o dell’isolamento

permettono di limitare la diffusione non solo del coronavirus, ma anche di tante malattie trasmissibili per via aerea (quali l’influenza) che mietono comunque molte vittime.

È importante che non solo le categorie a rischio e nei pazienti fragili facciano la vaccinazione antinfluenzale, ma che si vaccinino tutti, come avvenuto in Australia.

Questa misura aiuterà sia in chiave preventiva che come diagnosi differenziale con il Covid-19, i cui sintomi sono sovrapponibili.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’45”

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