Contraccezione d’emergenza ruota di scorta – Metodi contraccettivi

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Contraccezione d’emergenza una ruota di scorta? Metodi contraccettivi d’emergenza.

di Alberto Aiuto

Il popolo italiano vive da secoli in emergenza: già nel 1514, Machiavelli, descriveva l’azione “di questi fiumi rovinosi, che quando si adirano allagano i piani, rovinano gli alberi e gli edifizi”, e di come “sia buona regola prepararsi al peggio quando ancora questo non è lì a bussare alla porta”.

Oggi, solo pensando alla stretta attualità, discutiamo un giorno sì e l’altro pure di emergenza sismica, emergenza sanitaria, emergenza siccità, emergenza alluvioni, emergenza incendi, emergenza vulcani, emergenza ambientale.

E pensare che la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per un massimo di ulteriori 12 mesi.

Contraccezione D’emergenza – Potevamo farci mancare l’emergenza contraccettiva?

Dopo 30-60 secondi dall’eiaculazione, gli spermatozoi sono già nel canale cervicale e corrono come razzi all’interno dell’utero in cerca dell’ovulo da fecondare: è un’attrazione fatale che Madre Natura ha messo a punto per continuare la vita animale.

Idealmente, l’ovulazione avviene nella 14ª giornata del ciclo mestruale con ampia variabilità temporale, il che spiega gravidanze inspiegabili. In realtà, se non trovano l’oggetto del desiderio, gli spermatozoi sanno aspettare: giunti nel luogo dell’appuntamento, aspettano con santa pazienza l’amato ovocita fino a 120 ore. Si sa, le spose arrivano spesso in ritardo.

Per contraccezione si intende una metodica da utilizzare per una procreazione responsabile. I contraccettivi possono essere utilizzati prima del rapporto sessuale (pillola, spirale, metodi naturali), durante il rapporto (preservativo, diaframma, coito interrotto) o dopo il rapporto (contraccezione d’emergenza).

Contraccezione d’emergenza. Ci penso dopo

Contraccezione d’emergenza. Ci penso dopo
Contraccezione d’emergenza. Ci penso dopo

È evidente che l’unico metodo contraccettivo efficace consiste nell’evitare l’incontro tra i due protagonisti. In questo senso l’astinenza totale sarebbe il metodo migliore. Ma si sa, “lo spirito è forte, ma la carne pur essendo debole vince sempre”.

 

Serve qualcosa di diverso. La pillola anticoncezionale è senza dubbio il metodo da preferire, ma in Italia non ha mai avuto un grande successo.

Solo il 20% delle donne italiane in età fertile ne fa uso, collocando il nostro Paese al 14esimo posto in Europa, per assunzione della pillola.

La contraccezione ormonale viene percepita in modo negativo per motivi soprattutto culturali, cosa che ne ingigantisce rischi (minimi) ed effetti collaterali (superabili) e delegata ai maschi (profilattico e coito interrotto sono ancora tra i metodi più usati), che hanno scarse conoscenze di ciclo, ovulazione e quant’altro.

È quindi indispensabile responsabilizzare i maschi, giovani e meno giovani, con un’educazione mirata, sia sul fronte delle malattie sessualmente trasmesse, che della contraccezione, per limitare i danni che questa mancata assunzione di responsabilità comporta per la donna, e per se stessi.

Di più, nonostante tutti conosciamo il detto “prevenire è meglio che curare”, quasi la metà delle under 25 (il 42%) non utilizza alcun metodo contraccettivo alla prima esperienza sessuale. Il risultato? In Italia 1 gravidanza su 4 è indesiderata.

Contraccezione d’emergenza. I farmaci per la contraccezione d’emergenza

Il periodo fertile inizia normalmente 5 giorni prima dell’ovulazione e si conclude 1 giorno dopo. Purtroppo è complicato sapere con esattezza il momento giusto di questo evento: per tentare di impedire una gravidanza indesiderata, il farmaco va preso “al bisogno” e soprattutto subito dopo un rapporto non protetto.

In pratica la contraccezione d’emergenza consiste nell’assumere appena possibile dopo il rapporto a rischio, una compressa a base di ulipristal o di levonorgestrel, con lo scopo di inibire o ritardare l’ovulazione di 120 o 72 ore, rispettivamente.

Considerando la durata della finestra fertile, andrebbe preferito l’ulipristal che riesce a inibire il rilascio dell’ovulo per almeno 5 giorni, ovvero per tutto il tempo in cui alcuni spermatozoi possono rimanere vitali.

Se l’ovulazione è già avvenuta, la contraccezione d’emergenza è destinata a fallire e l’eventuale gravidanza segue il suo corso naturale.

Poiché il concetto è intervenire nel più breve tempo possibile, e i farmaci impiegati non presentano effetti collaterali importanti, l’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) ha deciso che per questi farmaci non sono soggetti alla prescrizione del medico, e questo vale sia per le donne maggiorenni che per le minorenni (come è stato stabilito dalla Determina n. 998 del 2020 dell’Aifa).

In caso di necessità bisogna recarsi presso la farmacia più vicina e fare richiesta del farmaco. Importante è seguire il consiglio del farmacista e in caso di ulteriori dubbi al proprio medico. Ricordiamo infine che queste pillole non sono farmaci da banco (OTC) ma farmaci SOP (senza obbligo di prescrizione).

Contraccezione d’emergenza. Quando usarla

Contraccezione d’emergenza. Quando usarla
Contraccezione d’emergenza. Quando usarla

La contraccezione d’emergenza non può essere in alcun modo considerata come una pratica contraccettiva di routine.

Va usata occasionalmente in tutti i casi in cui la donna teme di aver avuto un rapporto potenzialmente fecondante, in una situazione emotiva personale o di salute che sconsiglia il proseguimento di un’eventuale gravidanza, come suggeriscono le Linee guida per la contraccezione d’emergenza, pubblicate già nel 1995.

In caso cioè di:

  • rapporti non programmati e non protetti: per esempio perché avuti senza alcuna contraccezione; oppure perché il coito interrotto non è stato tale; oppure in caso di eiaculazione sui genitali esterni femminili (sono descritte gravidanze anche in donne con imene integro); errore nei calcoli dei giorni non fertili in un metodo cosiddetto naturale;
  • rottura o uso improprio dei contraccettivi di barriera (profilattico o diaframma);
  • uso di solo spermicida (notoriamente inefficace);
  • dimenticanza della pillola contraccettiva o interruzione nell’uso della pillola o di altro contraccettivo ormonale (il 50% delle donne dimentica almeno una pillola al mese e il 20% più di una);
  • espulsione di uno IUD (spirale intrauterina) mal posizionato o rimozione di IUD;
  • dopo una violenza sessuale;
  • uso recente o in corso di farmaci potenzialmente teratogeni: per esempio i retinoidi, o di chemioterapici a basso dosaggio, o di terapie post trapianto di midollo o d’altri organi.

Per inciso, in caso di uso di farmaci teratogeni andrebbe sempre proposta una contraccezione ormonale preventiva, per evitare concepimenti ad alto rischio di malformazione.

Conclusioni, la contraccezione d’emergenza, tiriamo le somme

Nel mondo occidentale, si stima che il 50% delle gravidanze inizi con un concepimento “accidentale”, “per caso”.

Di queste gravidanze non pensate e non volute, circa il 50% termina con l’interruzione di gravidanza, l’altro 50% viene accolto dalla donna, non sempre serenamente.

La contraccezione d’emergenza ha un’azione contraccettiva, di alta efficacia, che aiuta a prevenire le gravidanze indesiderate e quindi a ridurre le interruzioni volontarie di gravidanza.

I dati statistici confermano la costante diminuzione degli aborti da quando questo farmaco è liberamente disponibile.

Nel 2021, le interruzioni di gravidanza (IVG) notificate sono state 63.653.

Dal 2014 i casi sono sotto i 100.000, meno di un terzo dei 234.801 aborti del 1983, anno in cui si è riscontrato il valore più alto in Italia.

L’OMS precisa che la contraccezione d’emergenza a base di ulipristal acetato ha un’efficacia contraccettiva del 98%.

Tuttavia, il massiccio ricorso a questa metodica va letto come un semaforo rosso sulla strada dell’educazione contraccettiva.

È indispensabile un maggiore impegno nei confronti di giovani e adolescenti, maschi e femmine, per aumentare il ricorso ad una più efficace contraccezione ormonale (pillola, cerotto o anello vaginale) e al parallelo uso del profilattico.

Così da ottimizzare l’autoprotezione anticoncezionale, e aumentare la consapevolezza etica sui propri comportamenti e le relative conseguenze.

Parole chiave: contraccezione d’emergenza, ulipristal acetato, levonorgestrel, interruzioni di gravidanza (IVG), ovulazione, spermatozoo, pillola anticoncezionale, contraccettivo di barriera,

Alberto Aiuto

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