Controllare la vita: Cavalcare l’onda

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Controllare la vita

Negli articoli “Il coraggio di scegliere” e “Che fatica cambiare!” abbiamo visto come sia difficile avviare un percorso di cambiamento nei diversi ambiti della propria vita. Abbandonare sicurezze e abitudini, rischiare di sbagliare, lasciarsi catturare dalle sirene delle facili illusioni, paura dell’impegno, ecc. sono cose che ci tengono lontani dal tentare nuove strade e quindi dalla ricerca del cambiamento.

Il luogo del controllo (locus of control)

Alle suddette difficoltà si aggiunge un altro elemento di notevole importanza ed impatto sulla nostra capacità decisionale.

Si tratta del modo di valutare la nostra fiducia nell’essere artefici della nostra vita o meno.  Da questo punto di vista è possibile identificare due categorie di persone:

  • la prima composta da individui che attribuiscono i propri conseguimenti non tanto all’esercizio delle capacità personali, quanto piuttosto ad elementi esterni e imprevedibili come il caso, la fortuna o il destino (locus of control esterno).
  • La seconda categoria è composta di individui che sono convinti di poter indirizzare in qualche modo gli eventi. Questi soggetti attribuiscono i loro successi o insuccessi a fattori direttamente collegati all’utilizzo delle proprie abilità, volontà e capacità (locus of control interno).

Sulla cresta dell’onda o nella lavatrice

La differenza tra le due modalità di approccio alla vita è sostanziale.

Chi possiede un locus of control interno è spinto a decidere, agire, assumersi rischi, cercare il cambiamento, perché è convinto che quello che può ottenere dipende in larga misura da se stesso.

Si sente cioè sulla cresta dell’onda, a prescindere da quello che succederà.

Chi invece ha un locus of control esterno, tende ad affidarsi al caso, sente il contesto come determinante e difficilmente mutabile.

Si tratta di individui molto cinici e spesso alla deriva esistenziale che li porta a sentirsi sballottolati da un’onda che li travolge e che rinunciano a cavalcare a priori perché impotenti.

E’ tipico di chi mostra un atteggiamento vittimistico o passivo:

  • “mi va sempre tutto storto”;
  • “è inutile provarci tanto solo i raccomandati ci riescono”;
  • “le persone di successo sono quelle che hanno avuto fortuna”, ecc.

Response-ability

Per convincersi della propria capacità di incidere nella vita di tutti i giorni e di sentirsi capitani di sé, è necessario sviluppare il senso di responsabilità. Inteso non come elemento del senso di colpa quanto proprio come abilità nel rispondere ad ogni situazione cercando di non farsi travolgere dalle paure o dal senso di vergogna. Si tratta di farsi condurre dal coraggio e dalla proattività, fiduciosi che i propri sforzi avranno comunque un effetto sulla nostra realtà esterna ed interna.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’30”

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