L’associazione culturale. E’ più o meno un passo obbligato per quanti, come me, hanno deciso di trasformare la propria passione per il teatro in qualcosa di più serio, di più strutturato.

Ricordo bene quel pomeriggio di gennaio quando, davanti ad un caffè in un bar in quel di Trastevere, decidemmo di fare il grande passo.

Eravamo tre amici con formazione teatrale diversa, ognuno di noi era cresciuto con diversi insegnanti e diversi metodi.

Ma poi ci incontrammo quasi per caso nella stessa scuola di recitazione, dove finimmo col seguire lo stesso corso e collaborare allo stesso progetto.

E fu amore a prima vista.

Nessuno di noi lo faceva per mestiere. Eravamo solo semplici attori amatoriali ma con una passione che si poteva leggere distintamente nei nostri occhi.

E così decidemmo di costituirci come entità autonoma.

Creammo uno statuto ed un atto costitutivo, in cui definimmo i nostri obiettivi: soddisfare la nostra voglia di teatro, alimentandola con tutta la nostra creatività.

Cercammo subito un commercialista che ci guidasse all’interno di quel complesso dedalo di regole e leggi che ancora conoscevamo poco.

In una mattinata frenetica trascorsa tra agenzia delle entrate e banche riuscimmo ad ottenere il nostro codice fiscale. Ed un nome.

Ci voleva un nome per la nostra associazione, un nome bello, d’effetto, con cui identificarci.

Sipario su Roma

Sipario su RomaEd un logo d’impatto.

Definimmo all’interno di quel direttivo appena nato un presidente, un segretario ed un tesoriere.

Ed eravamo già pronti a partire con le nostre prime esperienze sul palco, a muoverci con le nostre sole gambe.

Da quel giorno di due anni fa tante cose sono cambiate.

Decine sono i soci che hanno voluto aderire al nostro progetto, partecipando attivamente alle assemblee e abbracciando lo spirito e gli ideali che ci animano con tanta energia.

Quasi spontaneamente è avvenuta una naturale distinzione di ruoli: chi si è occupato di regia, chi di scrittura, chi ha approfondito gli aspetti tecnici illumino-tecnici e scenografici, chi si è occupato di costumi, chi di musiche.

E poi ancora la comunicazione!

Abbiamo creato la nostra pagina su facebook, su instagram e su twitter, con follower in continua crescita, spettacolo dopo spettacolo.

E ancora abbiamo chi si occupa dei rapporti SIAE, con i teatri e con le sale prove, chi si adopera l’auto-formazione all’interno dell’associazione.

Nonostante la distinzione di ruoli, è però accaduto spontaneamente che chiunque di noi abbia maturato un’esperienza in un campo l’abbia poi trasmessa a tutti gli altri soci.

Ed ecco l’aspetto decisamente più accattivante di questa esperienza: la condivisione.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’20”

Link utili:
https://www.associazioni.avvocatoferrante.it/associazioni/56-come-costituire-una-associazione-culturale.html

https://www.ecnews.it/le-associazioni-culturali-fine/

https://www.teamartist.com/blog/come-costituire-una-associazione-culturale/

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