Inaugurata a Roma, presso la consolidata sede di Palazzo Bonaparte, l’attesissima mostra su Fernando Botero, scomparso recentemente alla veneranda età di novantuno anni.
Fernando Botero, artista iconico e trasversale, il colombiano di Medellin ha affrontato tutti i vari passaggi cruciali della storia da protagonista lasciando un’impronta indelebile sull’arte del Novecento.
Centoventi le opere in rassegna, grazie alla curatela di sua figlia Lina e dell’espertissima Cristina Carrillo De Albornoz, tra dipinti, acquerelli, sanguigne, carboncini e sculture, molte inedite ed esposte qui eccezionalmente.
Sessant’anni di carriera che rivivono organicamente in un percorso espositivo sapientemente gestito da Arthemisia che si conferma una realtà assoluta nell’organizzazione dei grandi eventi espositivi.
Un artista che col suo tocco riconoscibile e inconfondibile ha plasmato l’immaginario collettivo con le sue opere ricche di colori e volume, un maestro capace di creare un suo stile e di percorrerlo con coerenza, questo è Fernando Botero.
Un lascito infinito, frutto di una produzione sterminata, che questa mostra ripercorre in ogni suo passaggio cruciale restituendocelo in tutta la sua varietà senza tralasciare alcun aspetto della sua ostinata versatilità……….
FERNANDO BOTERO: OPERE GIOVANILI, LA SVOLTA, PRIMI SUCCESSI……………

Dopo i primi riconoscimenti grazie ai quali inizia a farsi conoscere l’artista, grazie ad una borsa di studio, si trasferisce in Messico dove rimarrà circa un anno e mezzo, ed è li che avverrà una scoperta che trasformerà indelebilmente il suo modo di fare arte.
Mentre lavorava al disegno di un mandolino, abbozzò una cassa di risonanza molto piccola, in contrasto con la voluminosità dello strumento.
Questo conferì all’opera una sproporzione monumentale al limite della deformazione, e consolidò in Botero la convinzione di aver trovato la chiave di volta della sua arte.
Un linguaggio unico e inconfondibile che, partendo dalle origini e dai temi della sua terra, si estrinsecò in una sperimentazione da subito riconoscibile che Fernando porterà aventi con forza e talento in tutto il suo percorso artistico.
Opere voluminose, dense e coerenti nello spazio, sia che si tratti di uomini, animali o nature morte, un universo pieno di vita e saturo di colore che disequilibria l’arte allontanandola dalla sua naturale percezione.
Successo, gloria e fama gli si schiudono, l’artista Botero è maturo per i grandi palcoscenici dell’arte e intraprenderà un decisivo viaggio in Europa………………
FERNANDO BOTERO: ITALIA…….RINASCIMENTO………………VERSIONI……………

Una relazione, quella con il Belpaese, che si esplicherà in una serie di omaggi, tra cui spicca quello alla Camera degli Sposi di Mantegna qui in mostra, e riproduzioni della Fornarina e del dittico Montefeltro di Piero della Francesca.
A questi capolavori va aggiunta anche la sua versione dell’infanta da Las Meninas di Velazquez, che Botero ebbe l’occasione di vedere al Prado durante il suo esteso tour europeo.
Questo suo girovagare ha arricchito profondamente le sue consapevolezze, per lui l’arte non poteva prescindere dal connubio tra classico e moderno, tra le influenze legate alla profonda conoscenza della tradizione che ti segnano sia nella vita che nel lavoro.
Le tele di Leonardo, Rubens, Van Eyck, Ingres vengono rielaborate, in questa prima sezione, dando vita ad opere diverse in pieno stile Botero, perché l’arte è la possibilità di ricreare la stessa opera in maniera differente…………
FERNANDO BOTERO: SCULTURA, DISEGNI, NATURA MORTA, …………

Le lezioni di Benard Berenson risulteranno decisive negli anni Settanta in cui il nostro comincerà a fondere e scolpire nel suo rifugio toscano di Pietrasanta, partendo da opere di piccolo formato fino ad arrivare alla monumentalità delle opere che oggi abbiamo la fortuna di ammirare in giro per Roma.
Il disegno è la base di ogni creazione pittorica, sosteneva Fernando, un artista non può definirsi tale se non ha la capacità di concepire una creazione senza partire dal disegno.
I bozzetti e gli schizzi qui presenti in mostra testimoniano il principio secondo il quale il disegno preparatorio di un dipinto è a tutti gli effetti, esso stesso, un’opera d’arte.
Il tema della Natura Morta è un altro dei temi centrali della sua produzione, un genere in voga nel XX secolo di chiara influenza fiamminga che anche in questo caso viene riadattato dalla sua esuberanza latino-americana.
Vasi monumentali, maestosi, ricchi di colore e di volume che satura lo spazio, una chiara e netta dimostrazione di stile che prescinde l’oggetto rappresentato perché quello che conta in queste sue creazioni è lo specifico individuale dell’artista, la sua ineccepibile visione.
FERNANDO BOTERO: RELIGIONE, CIRCO, CORRIDA………..VIOLENZA
Nato e cresciuto in un Paese dove la religione era spesso sinonimo di potere, i suoi ricordi giovanili sono legati a processioni ed a grandi eventi sfarzosi che lui è riuscito a descrivere e plasmare con il suo tocco originale.
A questo va aggiunto il suo rapporto viscerale con l’Arte Sacra del Quattrocento italiano che fungerà da stimolo perenne e da fonte di ispirazione per le sue libere reinterpretazioni. Altro tema universale e ricorrente della sua arte è il circo, tema plastico ed eccessivamente fantasioso, un vero invito a nozze per la sua vena latino-americana.
Anche qui Botero si esprime a modo suo, in bilico tra il dinamismo dell’azione circense e la statica ieraticità dei personaggi, opere dense di dettagli e di colori sulle quali aleggia sempre quella incantevole e poetica soffusa malinconia.
Stesso discorso per la tauromachia, argomento affascinante per Botero che gioca, da par suo, sulle forme e sulla luce inondando i suoi dipinti di un’incontenibile ondata di energia.
Tema a lui molto caro che ha espletato sia su tela che su disegno ed acquerello e al quale ha dedicato diverse Esposizioni in giro per il Mondo raccogliendo successi e consensi unanimi.
L’importanza dell’arte di perpetuare nel tempo la memoria è un valore fondamentale per Fernando: le opere qui in mostra, da Goya ad Abu Ghraib, testimoniano la sensibilità e la vicinanza che lui ha sempre manifestato su questi temi manifestando nelle sue opere radicalmente la sua posizione…………
FERNANDO BOTERO: LASCITO ENORME…….LA PAROLA AI CURATORI
Dopo aver assistito a questa straordinaria rassegna, ricca sia quantitativamente che qualitativamente, si esce più consapevoli del contributo prezioso che la sua arte ha donato al XX Secolo.
Un lascito straordinario frutto di studio, impegno e dedizione assoluta che Botero ha portato avanti con passione e talento senza mai voltarsi indietro.
“Questa è una mostra eccezionale, la prima dedicata a mio padre dopo la sua morte. In questa corposissima rassegna viene evidenziata tutta la sua prolifica produzione in tutte le diverse tecniche a disposizione, e averla svolta qui in Itali, Paese decisivo per la sua carriera e al quale era profondamente legato, è il modo migliore per celebrarlo e ricordarlo per quello che ha rappresentato nel mondo dell’arte”.
Così Lina Botero esprime la sua gratitudine per questa importantissima esposizione romana.
Aggiunge l’altra curatrice, Cristina Carrillo de Albornoz:
“In Italia a vent’anni si confrontò con i capolavori di artisti del Quattrocento, come Masaccio o Piero della Francesca, imparando la prospettiva e l’uso massiccio del colore, una vera e propria metamorfosi inconsapevole che lo ha spinto e influenzato nel definire il suo inconfondibile stile”.
C’è tempo fino al 19 gennaio per questo imperdibile evento, un altro piccolo capolavoro targato Arthemisia che continua ad allestire, dopo Van Gogh ed Escher, contenuti di altissima qualità.
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