Figli: Sono utili le punizioni?

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di Andrea Maggio

Una recente notizia di cronaca riporta di una ragazza che per sfuggire alla punizione inflittale dai genitori (divieto di uscire di casa e sequestro dello smartphone) ha tentato di scappare dalla sua stanza calandosi dalla finestra con le lenzuola.

Il tentativo maldestro della ragazza è finito male causandole diverse fratture per la caduta accidentale e un ricovero in prognosi riservata.

Un’occasione che fa riflettere sull’opportunità di usare le punizioni e capire se sono veramente necessarie e utili per educare i nostri figli.

Correggere i comportamenti sbagliati

I comportamenti inadeguati o sbagliati agiti dai nostri figli sono sempre finalizzati a realizzare un obiettivo o a soddisfare un bisogno.

Può essere la ricerca di attenzione, il bisogno di appartenenza, sentirsi competenti, decidere in autonomia, ecc.

Ecco allora la decisione di sperimentare il fumo per sentirsi più grandi o parte del gruppo, oppure quella di marinare la scuola.

Come genitori siamo consapevoli della necessità di correggere, limitare o impedire questi comportamenti, tuttavia non sempre utilizziamo i metodi corretti o più funzionali.

Le punizioni, ad esempio, rappresentano il mezzo più comune anche perché è quello con cui siamo cresciuti noi.

Hai compiuto una marachella? Vai in punizione nella tua stanza…

Hai risposto male a mamma? Niente cellulare per 2 giorni…Hai mentito su quanto accaduto? Questo week-end stai a casa…

Cosa caratterizza le punizioni

Se osserviamo bene quanto accade con le punizioni notiamo che:

  • Si focalizzano su un comportamento passato/accaduto
  • Sono finalizzate a far pagare il figlio per l’errore commesso
  • Si basano sulla paura
  • Sono espressione del paradigma dell’uso della forza

In aggiunta, le punizioni incoraggiano i ragazzi a mentire per evitare successive punizioni, creano risentimento e desiderio di vendetta, non stimolano la riflessione ed erodono la fiducia nella relazione genitore-figlio.

Insomma, sembrano proprio andare nel verso contrario per cui sarebbero utilizzate.

Cosa fare allora?

Scegliere le Conseguenze

Piuttosto che punire, quindi, è molto meglio ricorrere alle conseguenze.

Ogni nostra azione determina delle conseguenze, che è bene considerare per tenerne conto in futuro.

Se nostro figlio non fa i compiti, è inutile e contro-educativo impedirgli di giocare, la naturale conseguenza che dovrà affrontare sarà risultare impreparato e prendere un brutto voto.

Se nostra figlia si ostina a lasciare in giro per la sua stanza i panni sporchi, non ha senso levarle il cellulare per la serata.

Meglio farle capire e sperimentare la conseguenza naturale di questa dimenticanza che se i panni sporchi non vengono lavati non potrà indossarli quando le servono…

In altri casi, quando si ha a che fare con privilegi, le conseguenze sono logiche e definite dagli adulti: se non usi in maniera appropriata il cellulare (sexting, linguaggio volgare, ecc.), non potrai usarlo per xx giorni.

Le conseguenze, quindi, forniscono maggior potere al ragazzo/bambino e all’adulto, sono orientate verso il futuro, fanno in modo che la vita stessa sia la vera maestra, preparano i figli per il mondo reale.

Tutta un’altra storia rispetto alle punizioni.

 Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’ 10”

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