Finanza: Gli errori senza perdono

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di Giorgio Jacobini e Karol Soprano

J.K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter, ha regalato ai ragazzi di tutto il mondo un universo in cui maghi e streghe si affrontano a colpi di incantesimi e malefici.

Gli incantesimi più temuti di questo mondo magico sono le “maledizioni senza perdono”, così dette perché la vittima di tali malefici non può in alcun modo sottrarsi o contrastare i loro effetti devastanti.

In finanza non esistono magie, ma anche in questo mondo non magico esistono “errori senza perdono”.

“Di fronte al crollo dei mercati verificatosi a marzo ho chiesto al mio consulente di liquidare tutti i miei investimenti e lui mi ha risposto che stavo commettendo un grave errore. Ho subito perdite importanti, ma ora ho i soldi sul conto. Tuttavia mi è rimasto un dubbio: aveva ragione lui o stava solo curando i suoi interessi?”

Nel momento in cui si decide di prendersi cura del proprio risparmio, la fase 1 è costituita dalla comprensione degli obiettivi che si desidera raggiungere.

Non parliamo di percentuali, ma di progetti concreti.

Ad esempio, la retta universitaria per un figlio, un viaggio importante o un’integrazione della pensione.

I soldi sono un mezzo, non un fine.

Una volta fissati gli obiettivi seguirà una fase 2 in cui si costruirà un progetto che ci consentirà di raggiungerli ed una fase 3 in cui si monitorerà questo progetto nel tempo.

Tuttavia, così come a livello personale un momento di crisi o di entusiasmo può essere la causa di decisioni sbagliate, anche in ambito finanziario di fronte a crisi o entusiasmi dei mercati ci si può trovare a prendere decisioni irrazionali e del tutto incoerenti con la nostra pianificazione iniziale.

Gli “errori finanziari senza perdono” sono quelli in cui facciamo scelte di lungo periodo per affrontare contesti di breve periodo o, in altre parole, prendiamo decisioni per appagare le nostre emozioni più che le nostre necessità.

Pensiamo ad un momento di forte crescita del mercato:

In televisione si parlerà di ottime performance, i nostri amici ci racconteranno di quanto stanno guadagnando con i loro investimenti e questo entusiasmo fisiologicamente ci contagerà.

In balia dell’ottimismo, saremo pronti ad assumerci più rischi finanziari di quelli che normalmente vorremmo affrontare.

Ma quando il momento di entusiasmo si sarà esaurito, sapremo gestire nel lungo periodo quello che un maggior rischio comporta?

Prendiamo la situazione opposta: una crisi dei mercati.

I mezzi di comunicazione parleranno di “soldi bruciati” e le persone intorno a noi ci presenteranno scenari apocalittici, questo genererà in noi paura o panico.

Per gestire questa emozione ci affretteremo a vendere tutto.

Il problema si manifesterà quando l’emergenza sarà finita ed i mercati torneranno alla normalità.

Liquidare il proprio risparmio in preda al panico significa trasformare un andamento negativo in una perdita economica concreta.

In entrambi i casi “non c’è perdono” per gli errori finanziari commessi.

Se siete usciti dal mercato in una fase di shock, avete già realizzato una significativa perdita.

Pensare di recuperarla rientrando successivamente vuol dire trasformare la prospettiva di guadagno iniziale in un’urgenza di recupero attuale.

Ed è altamente improbabile:

da un lato il capitale a disposizione sarà inferiore, dall’altro sarà difficile determinare un momento opportuno per effettuare il rientro in maniera fruttuosa.

Le stesse problematiche si presentano per la riduzione del rischio di un portafoglio.

Questa è tanto più difficile quanto maggiori sono i rischi che ho scelto di assumere in balia dell’entusiasmo, specie perché mi renderò conto dell’errore solo quando il valore del mio portafoglio comincerà a scendere.

Chi ha ragione nella domanda che ci è stata posta?

Il consulente, se ha rispettato le 3 fasi cui facevamo riferimento all’inizio, in caso contrario nessuno dei due.

Giorgio Jacobini
Karol Soprano

Tempo di lettura: 1’05”

Risparmio e Patrimonio : https://menslife.it/risparmio-patrimonio/

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