Il tempo della gratitudine

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Nell’articolo Essere padri oggi abbiamo visto come si sia modificato il ruolo del padre nel corso del tempo.

I cambiamenti culturali, sociali e tecnologici che ci accompagnano quotidianamente ci spingono ad adeguare continuamente il nostro modo di essere genitori alle tante trasformazioni che viviamo.

Quando poi ci capita di fermarci e riflettere ecco che notiamo qualcosa che ricorre in quella ciclicità che è l’alternarsi tra l’essere prima figli e poi padri o madri.

Figli inconsapevoli

Quando si è figli non si ha minimamente la percezione di quello che vuol dire essere padri, o genitori in generale.

Ed è normale e sano che sia così.

E’ quello che dovremmo pensare quando i nostri figli se ne stanno a zonzo e non si pongono il problema di avvertire noi genitori di dove siano e cosa stiano facendo.

Stesso discorso su come stiano vivendo le amicizie o gli amori. Sul futuro che immaginano e su come vorrebbero divertirsi.

E’ chiaro che come genitori ci farebbe piacere che pensassero con giudizio alle scelte future da operare.

Oppure che scegliessero con responsabilità amicizie, amori e svaghi pensando a noi e al fatto che un giorno saranno anche loro genitori.

Ahimè questi sono solo nostri pensieri, non i loro. Può essere utile, quindi, tornare indietro alla nostra gioventù per ricordarci che abbiamo fatto così anche noi.

Stesso discorso quando ci capita osservare il loro fastidio per le nostre paure ai loro occhi inspiegabili, o per la nostra smania di sapere da loro.

Non possono sapere cosa voglia dire temere che una parte di te possa sbagliare o soffrire. E che dire delle nostre fragilità e dei nostri limiti che ci fanno apparire inadeguati e lontani dai genitori che vorrebbero?

Beh, dobbiamo solo pensare che lo capiranno al momento giusto.

Genitori consapevoli

Sull’altro fronte ci siamo noi. Gli adulti consapevoli delle difficoltà della vita e della necessità di impegnarsi per realizzare i propri sogni.

Della differenza tra seguire i propri valori e farsi condizionare dalle mode. Dell’opportunità di riempire il tempo limitato a nostra disposizione con attività piene di significato piuttosto che lasciarlo scorrere via come se fosse infinito.

E tutto ciò l’abbiamo capito anche essendo genitori. E’ stato, infatti, anche grazie a questa meravigliosa tappa della nostra vita che ci siamo resi conto dei tanti significati che l’accompagnano.

Quei significati che ci erano una volta nascosti e che adesso sono parte di noi. E

’ con questa consapevolezza che possiamo guardare ai nostri figli, sicuri che la vita stessa sarà loro maestra, soprattutto se saranno genitori a loro volta.

Le orme dei genitori

Essere genitori da una parte ci permette di vivere la vita in profondità, dall’altra ci consente di rileggere il passato e conoscere veramente i nostri genitori.

Quando diventiamo genitori riusciamo a capire il significato delle emozioni, delle paure, dei comportamenti che i nostri genitori manifestavano.

Quando ci comportiamo come i nostri genitori ci rendiamo conto che li abbiamo interiorizzati.

Quando evitiamo di comportarci come facevano loro perché a suo tempo avremmo avuto bisogno di altro, stiamo rielaborando quanto appreso secondo una nuova ottica.

Ecco quindi che i nostri genitori, con i loro punti di forza e limiti, ci hanno permesso di diventare quello che siamo oggi.

Ci sono allora dei momenti della nostra vita in cui ci rendiamo conto che stiamo percorrendo una strada battuta anche da altri: si tratta delle orme dei nostri genitori.

Il tempo della gratitudine

Il cerchio si chiude proprio quando ci rendiamo conto che il passato è dentro di noi e disegna il nostro presente.

Che quei genitori una volta incomprensibili, sono adesso lo specchio di noi e solo ora sono comprensibili. Che quanto ci è stato donato, con le difficoltà e i limiti dei nostri genitori, sono quanto di più autentico e genuino ci potevano dare.

Sono quei doni che ci fanno essere a nostra volta autentici e fragili coi nostri figli, consapevoli che è il meglio che possiamo donare loro. Il dono che possiamo fare come genitori essendo grati come figli per tutto quello che abbiamo ricevuto e che portiamo dentro di noi.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’30”

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