Il terrorista Carlos

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Da Bin Laden in poi si parla sempre più di terrorismo islamico.

Qualcuno forse ricorda un altro terrorista Ilich Samirez Sanchez, famoso come Carlos lo sciacallo.

Assurto alla cronaca anche per presunti coinvolgimenti nella strage della stazione di Bologna, anch’egli era ritenuto filo-islamico ed anch’egli aveva frequentato Khartoum durante gli anni ’90.

In quegli anni, l’unico luogo decente di incontro in Khartoum, al di fuori delle rispettive residenze, era il “Recreation Site”: assimilato all’Ambasciata USA era, per tale motivo, escluso dal controllo del Governo locale.

Si giocava in piscina e si poteva anche accedere a qualche drink.

Certamente non molto, ma si stava per lo meno tranquilli di non ricevere l’irruzione repentina della Security come invece poteva accadere nei quattro o cinque “club” di Khartoum; in questi club, per la presenza contemporanea di ragazzi e ragazze (definita promiscua) o con la scusa dell’alcol, i poliziotti della Security, irriconoscibili in quanto vestiti come quasi tutti i ragazzi “normali”, in pantaloni neri e camicia bianca, effettuavano aspre irruzioni e inflessibili retate.

Fu pertanto sorprendente, una delle rare volte in cui entrai nel club Armeno, vedere una persona di fronte a una bottiglia di Johnny Walker etichetta rossa, tranquilla come si trovasse a Testaccio e incurante delle conseguenze; rocambolesco quando mi resi conto addirittura che possedeva una pistola, del tutto visibile all’interno della maglietta.

L’assuefazione alla mancanza delle minime libertà rendeva più acuta quella sensazione di anormalità; la rendeva addirittura irreale quasi fossi sul set di un film.

Ci doveva pur essere una spiegazione a quella situazione apparentemente incomprensibile.

Mi dissero: “quel tizio agisce indisturbato perché gode di collusioni con la Security e sembra sia anche l’amante della signora sudanese che gestisce quella nuova rivendita vicino alla 15ma. Dovrebbe essere di nazionalità sud americana, lo chiamano  Carlos”.

 

Tempo dopo seppi che quelle collusioni cessarono e il governo Sudanese insieme all’intelligence francese e a quella americana, avevano posto fine alla libertà del terrorista e mercenario venezuelano.

Oltre che per vantaggi economici e politici, sembra che i Sudanesi non avessero mai accettato del tutto il comportamento libertino di Carlos.

Mudir

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