Rapina a Lanciano : L’Italia è un paese pericoloso?

57229

La criminalità dilaga oppure è solo una sensazione erroneamente diffusa, quella che molti cittadini provano riguardo la sicurezza nelle nostre città?

I giornali e le TV continuano a ripetere che, dalle statistiche, i crimini in Italia risultano diminuiti.

Eppure molti casi di cronaca non fanno che aumentare l’inquietudine e la preoccupazione.

L’ultimo caso, quelli degli anziani coniugi aggrediti a Lanciano da una banda di rapinatori.

Dopo essere stati presi in ostaggio nella loro villetta, alla donna i malviventi hanno addirittura tagliato un orecchio per farsi dare le chiavi di una cassaforte che nemmeno c’era.

I rapinatori, che avevano portato a termine altri sanguinosi colpi nella zona, alla fine sono stati  arrestati.

Quattro rumeni, tre dei quali residenti a Chieti oltre al palo e al basista arrestati nei giorni successivi.

Purtroppo casi del genere, così come molti furti in abitazione, vengono portati a termine da veri specialisti che spesso, bisogna dirlo, risultano essere stranieri immigrati.

Non sono casi isolati ma si verificano un po’ in  tutte le città italiane da Milano a Roma, da Bologna a Torino, da Napoli a Palermo. 

Nel caso di Lanciano le indagini sono state serrate e hanno portato alla cattura dei presunti responsabili, anche perché la vicenda ha suscitato grande scalpore ed indignazione, finendo sulle pagine di tutti i giornali e nelle aperture dei TG.

Purtroppo non è sempre così e capita che molte denunce, specie per i reati considerati minori come i furti in appartamento, finiscano negli archivi della polizia giudiziaria senza alcun seguito. 

Certo quest’ultimo caso ha avuto risvolti preoccupanti;

Il nostro codice considera tra le aggravanti “l’avere adoperato sevizie, o l’aver agito con crudeltà verso le persone”.

Quelli catturati dalla Polizia erano  rapinatori seriali, banditi feroci, capaci di colpire con inaudita violenza le loro vittime anche per cifre irrisorie. 

“Io posso pure perdonare, ma lo Stato non deve farlo”, ha detto ai giornalisti Mira Bazzani, la donna crudelmente mutilata dalla gang di rumeni. 

“Queste bestie devono marcire in galera!”, ha commentato su Twitter Matteo Salvini, ministro dell’Interno.

Ma sarà molto difficile che questo accada. 

Nel nostro sistema giuridico vige infatti il principio per cui la pena carceraria serve a rieducare il reo, per poi inserirlo nuovamente, come libero cittadino, nella società civile.

Capita quindi che le vittime si ritrovino davanti, liberi da ogni costrizione, quegli stessi malviventi che lì avevano duramente colpiti.

I colpevoli di reati di lieve entità (si fa per dire) come lo spaccio di droga, i piccoli furti e il taccheggio, raramente finiscono in prigione e sicuramente mai  per lunghi periodi tornando spesso a commettere gli stessi reati. 

Questa variabilità della pena è probabilmente l’elemento principale che allarma di più la collettività visto che spesso, la permanenza nelle patrie galere è talvolta troppo breve.

Se poi i criminali sono anche stranieri non si capisce perché il nostro Paese debba continuare ad ospitare simili soggetti. 

In televisione, nei talk show, c’è tutta una schiera di commentatori e opinionisti che vorrebbero convincere la pubblica opinione che l’apporto degli immigrati alla nostra economia è un importante investimento per il futuro.

“Saranno loro a pagare la pensione delle generazioni future”, aggiunge qualcuno. 

Sarà anche vero ma purtroppo a giudicare dalle imprese di certi soggetti sorge il sospetto che l’emigrazione massiccia e spesso incontrollata, verso l’Italia anche da paesi dell’Unione Europea, ci abbia portato, insieme a numerose famiglie sicuramente laboriose e civili, un buon numero di criminali che andrebbero o trattenuti in prigione come meritano o, ancora meglio, mandati a scontare la pena nel loro paese col divieto di fare ritorno.

In questo modo non solo i reati diminuirebbero ancora, ma gli italiani tornerebbero a sentire di vivere in un Paese veramente sicuro. 

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 1’45”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.