Influenza stagionale. Il ritorno della normalità.

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di Alberto Aiuto

L’influenza è un po’ come il temporale cantato da Renato Rascel negli anni ’50. Quando arriva, “chi sta bene e chi sta male e chi sta come gli par”.

Oggi c’è chi non la contrae per niente o solo in forma lieve (qualche linea di febbre, un po’ di riposo, al massimo un decongestionante delle prime vie aeree);

c’è chi accusa una forma di media gravità con febbre alta, ma senza sintomi particolarmente invalidanti da curare con il classico “tre giorni a letto e riposo e un po’ di paracetamolo);

c’è poi la forma complicata in modo grave, soprattutto nell’anziano e nei fragili, che dunque non devono sottovalutarla.

Come sempre l’influenza arriva dall’Australia, dove è inverno quando da noi è estate e i vaccini si preparano in base al tipo di virus che vengono isolati dall’altra parte del mondo.

In realtà sono due anni nei quali la malattia stagionale praticamente non c’è stata, grazie anche a distanziamento e mascherine obbligatori per il Covid.

Da ottobre sono più di 2,5 milioni gli italiani che hanno contratto il virus influenzale, con un picco che potrebbe arrivare in anticipo rispetto al canonico periodo di gennaio-febbraio.

A rendere la situazione complicata c’è la contemporanea circolazione del Covid, che dal punto di vista dell’incidenza vive una fase di plateau, con i casi stabili, ma che comunque è presente.

Teoricamente si potrebbero anche prendere i due virus contemporaneamente, anche se di solito uno solo prevale all’interno dell’organismo.

Tanto che in Inghilterra, dove circa l’8% dei pazienti col Covid si è beccato pure l’influenza, parlano già di “twindemia”, cioè di doppia-pandemia: due morbi al posto di uno.

Influenza stagionale. La buona notizia.

Abbiamo sempre detto che sarebbe stato un successo se il coronavirus fosse diventato “come un’influenza” Se circola l’influenza vuol dire che circoliamo anche noi: abbiamo alle spalle i lockdown e le quarantene di massa, le mascherine obbligatorie ed il distanziamento interpersonale. In secondo luogo, è un ritorno alla normalità.

Quella di quando se si diceva “influenza”, si pensava a qualche giorno di febbre, a un raffreddore, agli starnuti che si curavano con il Vicks.

Di fatto però in Italia l’influenza ogni anno provoca 5.000-15.000 morti, tra dirette e indirette (dovute alle complicanze), forse poche, ma evitabili, che si verificano nell’arco dei 3-4 mesi di circolazione del virus influenzale.

Soggetti con 65 anni o più, pazienti a rischio per motivi di salute (per esempio con malattie croniche come diabete, malattie immunitarie, cardiovascolari, respiratorie, …), operatori sanitari a contatto diretto con pazienti a più alto rischio, donne in gravidanza (a prescindere dal trimestre), dovrebbero cercare di prevenire l’infezione e ridurne i rischi connessi, tanto più che è disponibile il vaccino gratuito.

Influenza stagionale. Vaccino e prevenzione.

Per ridurre drasticamente la diffusione di virus e batteri e prevenire i disturbi respiratori virali in genere, il modo migliore è applicare costantemente le poche semplici regole d’igiene che abbiamo appreso negli ultimi due anni.

Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone aiuta a proteggersi dai germi o utilizzare a gel a base alcolica. Per evitare di contagiare gli altri, coprire naso e bocca, quando si tossisce o starnutisce; tenersi lontani dagli altri; evitare i contatti ravvicinati con i malati ed evitare di uscire almeno per un giorno dopo la scomparsa dei sintomi. Utilissimo infine l’uso di mascherine protettive, che ci hanno protetto dal covid negli ultimi due anni.

A tutto questo nei soggetti a più alto rischio va aggiunto il vaccino aggiornato, anche se siamo stanchi di parlare di vaccinazioni e di richiami. Tutti gli studi dimostrano che il vantaggio offerto dalla vaccinazione antinfluenzale aumenta con l’aumentare dell’età.

Una lezione che ci ha impartito il SARS CoV-2 è di non farsi trovare impreparati.

Per questo esiste il vaccino. A questo proposito, il prof. Andreoni ci ricorda che “non esistono vaccini per malattie banali.

Il solo fatto che esista il vaccino per una certa malattia, dovrebbe far riflettere sulla potenziale gravità della stessa.

Ci auguriamo che l’aumentata consapevolezza dei rischi comportati da entrambi i virus, quello influenzale e il SARS CoV-2, induca a lasciare da parte le esitazioni e a vaccinarsi contro entrambi. Anche insieme”.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’00”

Foto tratta da: https://farma7.it/2022/07/15/influenza-stagionale-2022-23-le-raccomandazioni-del-ministero/

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