Investire in Intelligenza

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Francesco StronatiParlando di intelligenza cito spesso due frasi:

  • Il Genio è Intuizione e Rapidità di Esecuzione
  • La Fortuna è dove la Preparazione incontra l’Occasione“.

La prima non so quale genio, appunto, l’abbia inventata.

La seconda è attribuita a Seneca ed i golfisti, e sportivi in genere, ne hanno una loro versione “Più mi alleno e più sono fortunato”.

Sostanzialmente la prima ci ricorda che senza due elementi combinati, la velocità e l’esecuzione, per quanto un’idea, un intento sia geniale, sarà di poco impatto.

La seconda ricorda un concetto simile, con-corrente, cioè cominciamo a costruirci le premesse per cogliere l’attimo quando si dovesse presentare.

Questo mi fa pensare anche a quel passaggio di W. Goete “C’è un’unica Verità Elementare“, quando dice “L’audacia ha in sé genio, potere e magia.

Comincia da subito!” 

Ritorno quindi sulla questione dell’Intelligenza in senso lato e della necessità di applicarla in fretta.

Più lungo è un processo e prima si dovrebbe partire , invece di fasciarci la testa e rimandare la questione, post ponendola ad altre, pensando che sia lungo, difficile (e magari il risultato cade “oltre” la finestra della nostra vita o fuori dal nostro raccolto!).

Intelligenza, innovazione, cambiamento for good. E pertanto riporto di seguito l’articolo uscito su Formiche a Giugno 2018 .

Investire in Intelligenza (da Formiche, Giugno 2018)

A fine aprile la Commissione Europea ha annunciato nuovi fondi per un totale di 2 miliardi di euro per sollecitare gli investimenti in un mercato che promette grandi cambiamenti in molti settori.

Parliamo di tecnologia ed in particolare di Intelligenza Artificiale. A fine marzo Macron si candidava già leader europeo nel settore annunciando un investimento di 1.5 miliardi di euro in IA.

Dietro questo titolo si cela però un vero e proprio piano, conseguenza di uno studio e di alcune scelte deliberate: il parlamentare e matematico Cédric Villani nello studio commissionatogli dal governo delinea una strategia su quattro direttrici: sostegno dell’ecosistema dell’IA, politica di apertura ai dati, introduzione di un quadro regolatorio sia francese che europeo e, dulcis in fundo, lo stimolo di un dibattitto politico ed etico.

Villani ha capito che la partita non si gioca esclusivamente sui soldi,

bensì sulla disponibilità di risorse in senso più ampio ed alcune di queste non si creano o si ri-dirigono da un giorno all’altro:

l’IA, come tutte le tecnologie più innovative, si gioca sui talenti e quindi vanno potenziate le reti di ricerca e di formazione, che deve essere sempre più interdisciplinare, come sempre più mista pubblico-privato deve essere la contribuzione.

Creare talenti, ma anche riportare a casa quelli che già ci sono: facilitarne o addirittura incentivarne il ritorno, rimuovere gli inibitori e quindi per esempio semplificare gli iter per la creazione di nuove imprese e l’accesso ai finanziamenti.

I settori prioritari per le sperimentazioni saranno la sanità per l’impatto sulla salute e sul benessere, e sulla spesa, ipotizzando addirittura un hub nazionale dei dati sanitari anonimizzati:

Tra le tante considerazioni di carattere etico si cita inoltre l’obiettivo che l’ IA non sia la nuova macchina della discriminazione, così come è stato finora per la tecnologica dominata da uomini.

Di qui la richiesta di modificare i programmi scolastici e di ricerca per favorire l’inclusione quadruplicando le quote di donne STEM.

Tutti temi che ci sono a cuore anche qui in Italia, sia nel pubblico che nel privato, basti guardare l’importante lavoro del libro bianco sull’IA presentato da AgID dopo una consultaziona aperta all’opinione pubblica ed agli addetti ai lavori. Nonché l’attenzione ai principi di etica e trasparenza di alcune aziende private che considero “good tech’s”.

Temi che però facciamo fatica a mettere in cima alle nostre agende così “too busy being busy” come siamo. Ma sono ormai un imprescindibile punto di partenza sul quale costruire un futuro migliore e attento alle esigenze di cittadini e imprese.

Francesco Stronati

Tempo di lettura: 2’50’’

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