Impariamo ad andare a vela: rotte e venti.

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In questa terza puntata dedicata alla vela parleremo di rotte e venti.

Prima di affrontare l’argomento di oggi concludiamo sulla regolazione delle vele.

Abbiamo detto che le vele si regolano in base al vento apparente (cioè la combinazione di vento reale e vento di velocità)

Quindi, man mano che la velocità della barca aumenta le vele vanno portate sempre più verso l’asse longitudinale della barca.

Ad esempio,  se avete osservato i catamarani di Coppa America, avevano sempre le vele cazzate in quanto molto veloci.

Altro elemento da considerare è la intensità del vento,

In generale  tanto minore è il vento tanto meno devono essere tesate (cazzate) le vele e viceversa con venti forti.

Sul tema delle regolazioni delle vele  mi fermo qui perché le regolazioni che si possono fare sulle vele sono molte, si può agire infatti  sulle scotte e/o sui carrelli ecc.

La rotta

Per definizione rotta è la traiettoria che descrive una nave rispetto al fondo marino (dal Manuale di navigazione dell’allievo ufficiale).

Più semplicemente quella pianificata è la linea sulla carta nautica che congiunge il punto di partenza a quello di arrivo e  si misura tramite l’angolo che questa linea forma con la direzione Nord

Quindi,  ad esempio, una rotta di 90° vuol dire che ci vogliamo dirigere esattamente verso Est, se invece la rotta è 180° la direzione è Sud.

In realtà la rotta effettiva, cioè quella che segue effettivamente la barca, è condizionata dal vento (scarroccio) e dalle correnti marine (deriva) di cui bisogna tener conto nella pianificazione della rotta.

Sulla carta nautica la rotta pianificata è una linea retta mentre, in realtà, essendo la terra sferica è un arco di circonferenza.

La rotta basata sugli angoli è la più semplice da seguire anche se  il percorso più breve sulla superfice terrestre è una curva ( geodetica), per cui su rotte molto lunghe (oceaniche) si approssima la rotta geodetica (detta ortodromica) con una spezzata di rotte lineari.

Comunque per fortuna la cartografia elettronica ha semplificato molto la vita del navigante, anche se è sempre meglio avere le nozioni di cartografia prima di avventurarsi per mare.

I venti

I venti sono classificati in base alla provenienza rispetto ai punti cardinali ( Rosa dei Venti), per cercare di associare i nomi alle direzioni è utile pensare di essere posti nel mediterraneo nell’ isola di Zante.

Abbiamo quindi nell’ordine:

  • Tramontana (tra i monti) da Nord,
  • da Nord Est proviene Grecale (Grecia),
  • mentre a Est il Levante ( dove leva il sole)
  • e  a Sud-est lo Scirocco ( da Siria).
  • Il vento proveniente da Sud è indicato come Mezzogiorno o Ostro ( cioè di provenienza australe).
  • Proseguendo il giro verso Nord abbiamo: il Libeccio (Sud-Ovest) che deriva il nome dalla Libia.
  • Da Ovest proviene il Ponente
  • e, per finire, a Nord-Ovest abbiamo il Maestrale, che per alcuni deriverebbe il nome da Magister (Roma).

I venti localmente assumono delle denominazioni locali come Bora a Trieste, Meltemi in Grecia o Mistral nel sud della Francia, ecc.

Pierfrancesco Pierangelini

Tempo di lettura: 1’20”

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