JOHN LENNON

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di Fabio Bandiera

Omaggio a John Lennon

Ciao John,

sono quarant’anni che riposi in pace, ma è come se fossi ancora qui tra noi perché la tua stella, piena di luci ed ombre, non ci ha mai abbandonato perpetrandosi nel tempo tra mito e leggenda.

Le note meravigliose delle tue immortali Songs non hanno mai smesso di accompagnare, scandendole, le tappe della nostra vita perché, volente o nolente, tutti almeno una volta ci siamo persi tra le strofe di Woman, o ci siamo emozionati sulle eterne melodie di Imagine o Jealous Guy, e chiunque provi a negarlo è in torto e in malafede.

LIVERPOOL 9 OTTOBRE 1940………..

Nasci in piena seconda guerra mondiale, il tuo Paese lotta contro i nazisti per liberare il mondo, tempi duri che segnano un’infanzia che innegabilmente non sarà come molte altre.

Mamma Julia ti assegna Winston come secondo nome in onore di Churchill, ma tra lei e tuo padre le cose non andranno da subito nel verso giusto.

Le beghe familiari si ripercuotono sul bambino John che passerà sotto la tutela di Zia Mimì, che da questo momento in poi rimarrà la figura chiave nella sua crescita condita da talento e stravaganza che di certo non passeranno inosservati.

Sarà proprio lei ad iscriverti al Liverpool College of Art dove il tuo percorso di avvicinamento alla musica comincerà inesorabilmente……….

JOHN LENNON: UN DESTINO CRUDELE……….ADDIO MAMMA………

Il tuo percorso di crescita si nutre di suoni e visioni

Ti innamori visceralmente delle sonorità fifties rimanendone folgorato, cominci a strimpellare il banjo grazie all’aiuto della rediviva mamma con la quale torni pian pianino a riavvicinarti dopo anni di buio totale.

Il diavolo però ci mette la coda è quell’attimo di presunta pace dura ben poco:

E’ il 15 luglio del 1958 è un poliziotto ubriaco ti porterà via per sempre mamma Julie, un dolore tremendo e una ferita mai rimarginata.

Lo ricorderai come il giorno più brutto della tua vita perché dopo il primo strappo e il successivo lento venirsi incontro, e come se l’avessi persa due volte.

L’animo ferito è quello di un bambino che non si è sentito mai desiderato al quale viene reciso l’ultimo brandello di normalità, ma per fortuna c’è il rock and roll che pulsa forte nelle tue vene che ti verrà incontro per portarti in salvo……..

JOHN LENNON: FORMAZIONE E GENESI DEGLI SCARAFAGGI………

La tua band giovanile, i Quarrymen, fondate nel 1956 cominciò ad esibirsi e a farsi conoscere, ma il fertile contesto di Liverpool ti porto ad una naturale evoluzione mettendoti in contatto con altri giovani talenti provenienti dall’adiacente Liverpool Institute.

Ti fu presentato Paul, di un anno più piccolo, e fu lui a proporti il suo compagno di studi George che dopo un provino lampo sull’autobus fu inserito nella nuova band al quale si aggiunse al basso il tuo compagno di college Stuart Sutcliffe.

Ingaggiato un batterista a gettone, Tommy Moore che fu presto sostituito dal giovane Pete Best, fu coniato il nome Beatles e in men che non si dica vi fu offerto, dal vostro manager Allan Williams, un lungo tour ad Amburgo che risultò decisivo nella vostra evoluzione creativa……….

JOHN LENNON: AMBURGO LIVERPOOL, LA SVOLTA……………….

Anni formativi quelli in Germania, vi consolidate come band tra imprevisti di ogni tipo che, mettendovi a dura prova, formano e delineano il percorso ormai tracciato alla ricerca di una stabilità. Sutcliffe si trasferisce a Berlino inseguendo il suo sogno artistico

Paul passa al basso e prende forma il vostro storico look con stivaletti, giubbotto di pelle e frangetta.

Una bella gavetta durata due anni in cui avete collezionato più di ottocento ore dal vivo, ma è giunto ormai il tempo di rientrare a Liverpool e mettersi a lavorare seriamente in studio.

Il vostro look non passa inosservato, cominciate ad esibirvi al Cavern Club attirando migliaia di fan che sbalordite con la vostra padronanza e disinvoltura, è giunta l’ora ora di trovarvi un vero manager per incidere il vostro marchio su disco.

Puntualmente arrivò l’incuriosito Brian Epstein che iniziò ad allargarvi il giro, agendo e rifinendo il vostro look da animali da palco, per poi procurarvi un provino con la Decca Records che, a causa di varie contingenze negative, non sortì l’effetto sperato.

Un incidente di percorso che venne rapidamente superato grazie alla caparbietà di Epstein che riuscì a raggiungere la Emi che vi indirizzò tra le braccia di George Martin.

Finalmente un contratto discografico e un album da incidere negli Abbey Road Studios.

Pete Best non soddisfaceva l’esigente Martin e il più dotato Ringo Starr, che avevate già incrociato ad Amburgo, fu cooptato definitivamente nella band.

I quattro scarafaggi erano pronti a sbancare gli equilibri preesistenti entrando come uno tsunami a cavallo dei Sixties……….

JOHN LENNON: SUCCESSO E APOTEOSI………………

La seconda metà del 1962 vi vedrà ininterrottamente al lavoro, verranno sfornati un paio di singoli e l’anno successivo avrà la luce Please Please Me, primo album in studio e immediatamente successo strepitoso.

Il tuo talento è quello di Paul vi condurranno per mano nella scrittura di pezzi che hanno riscritto la storia, i vostri tour e il delirio dei fans arriverà immediatamente dopo

I Beatles sono la band per eccellenza, costretta ad uscire di lato e in modo rocambolesco per evitare  le orde impazzite di teenagers a caccia di un vostro frammento.

I media vi osannano, le tv vi invitano in continuazione e altrettanto esaltante è la Beatlemania che i tabloid cavalcano sulla cresta dell’onda.

I quattro baronetti di Liverpool stanno al gioco, ma soprattutto continuano a scrivere melodie straordinarie e a vendere milioni di dischi in tutto il mondo, a cui faranno seguito Live sfavillanti atti a consacrarne il mito. ………

JOHN LENNON: PRIME FRIZIONI…….L’ARRIVO DI YOKO………………..

La vostra evoluzione artistica porterà a vette inesplorate nel corso inoltrato dei sixties, una maturità trasversale sulla quale verranno versati fiumi di inchiostro.

Il tuo percorso mai banale ti spinge ad alzare sempre l’asticella per stupire innovando, cercando sempre nuove fonti di ispirazioni compositiva.

Un disco d’oro dopo l’altro e le relative mega adunate deliranti vi spingono verso la ricerca meditativa trascendentale favorita da un viaggio in India caldeggiato da Maharishi Maesh Yogi in cui aderirete alla rigenerazione spirituale divenendone adepti.

Il tempo di tornare a New York e fondate la società di produzione Apple alla quale devolverete ingenti somme per la causa nobile di foraggiare menti creative a cui era negata la possibilità di esprimersi.

Siamo nel 1968, tra il White Album, il tuo divorzio da Cynthia e l’ascesa incontrollata di Yoko Ono, un’artista nipponica all’avanguardia, sicura di se e già alle prese con due divorzi e una figlia.

Una scintilla incontrollabile che stravolgerà la tua vita, segnando indelebilmente l’inizio della crisi della band che però avrà ancora alcune frecce al proprio arco…….

JOHN LENNON: LA FINE E UN NUOVO INIZIO……….

Siamo alle fine degli sfavillanti anni sessanta che salutate alla grande con le ultime due perle, Let it be e Abbey Road, ultima fatica in studio di una band ormai al capolinea, mentre la presenza di Yoko diventa parallelamente un punto fisso della tua nuova vita.

Siete stati uno dei punti di riferimento di una rivoluzione in atto che coinvolge le nuove generazioni schierate e compatte contro il suicidio statunitense in Vietnam, tra slogan pacifisti e una nuova consapevolezza evoluta basata su un imprescindibile cambiamento al quale il vostro apporto risulterà influente e significativo.

Emotivamente distanti con gli altri scarafaggi nel 1970 ti separi definitivamente per ricominciare da capo con la tua musa con la quale ti getterai in sperimentazioni elettroniche e marce pacifiste per un mondo migliore. Le vostre battaglie condite da slogan ed iniziative sensazionali faranno il giro del mondo, il tuo nuovo mondo………….

JOHN LENNON: PLASTIC ONO BAND………………

Il tuo sodalizio artistico-spirituale con Yoko si concretizza con l’uscita dei primi rispettivi album solisti che verranno alla luce alla fine del 1970, un vero e proprio colpo di spugna al passato fomentato dalle teorie dell’urlo primitivo di Arthur Janov.

Affrontando e rivivendo i traumi della tua infanzia, proverai ad abbattere le difese naturali erette durante questi anni mettendoti tutto alle spalle, Beatles compresi. Plastic Ono Band è un disco liberatorio che ti proietta altrove, verso altre mete e altri ideali ai quali seguiranno diversi lavori coronati da notevole successo, a cominciare dal disco successivo, Imagine, che in un lampo scalerà le classifiche di mezzo mondo.

Tra session memorabili e hit planetarie il tuo messaggio pacifista fa il giro del mondo, continui a collezionare vendite mentre riaffiorano alcune fisiologiche ruggini con gli ex scarafaggi.

Chiedi totale autonomia compositiva e ti lanci in contraddittori messaggi politici usando il tuo istinto provocatorio per stupire e sbalordire, e nel 1973 dopo un triennio estenuante decidi di staccare la spina e virare verso la California, separandoti temporaneamente dalla tua musa nipponica……………..

JOHN LENNON: LOST WEEKEND……RITORNO………E RITIRO…………..

Nel buen retiro losangelino non smetti di comporre e creare nuove perle, con i tuoi sodali Moon, Nilsson e Starr, che non ti ha mai abbandonato, porti alla luce Mind Games e Walls and Bridges, ospitando diverse star e un Elton John alle prese con Caribou col quale condividerai il palco nella tua ultima esibizione live al Madison Square Garden di New York.

Rientri nella grande mela e tra le braccia di Yoko, il canto del cigno sarà Rock ’n’ Roll, album dalla tribolata genesi distributiva e omaggio karmico ai brani fifties con i quali avevi cominciato la tua adolescenziale carriera.

Siamo in pieno 1975, il 9 ottobre verrà alla luce il tuo secondo genito Sean e contestualmente deciderai di ritirarti dalla musica pur continuando ininterrottamente a comporre.

Digiuno discografico che durerà fino al 1980 in cui tornerai in sella con Double Fantasy, pubblicato a novembre di quell’anno balordo in cui un destino crudele era li ad attenderti………….

JOHN LENNON: MORTE E CONSACRAZIONE DEL MITO………….

Quel maledetto 8 dicembre del 1980 il mondo si è fermato per un attimo, tutti abbiamo assistito increduli al delirio del tuo fan Mark David Chapman che pose fine alla tua breve e tumultuosa esistenza, quella di un uomo mai domo, che ha sofferto subendo in prima persona le cattiverie della vita.

Le tue prese di posizione, il tuo essere sempre sopra le righe hanno fatto parte del tutto, il successo incredibile e difficile da gestire unito ai profondi stravolgimenti politici e sociali hanno fatto il resto, un frullatore proiettato alla velocità della luce contro il quale hai lottato apertamente, a torto o a ragione, schierandoti sempre e comunque, non rinunciando mai a prendere una posizione.

E poi…..e poi ci hai lasciato le tue melodie, note e spartiti immortali che al centesimo anniversario della tua morte ancora tutti, insieme, canteremo a squarciagola tenendoci per mano. Grazie John, Grazie ancora……di tutto………….

Fabio Bandiera

Foto tratta da: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/12/08/john-lennon-40-anni-fa-pensieri-interviste-video/6029899/

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