L’arte di star lontani dagli altri salvo gli amici

0
20265

di Claudio Razeto

L’arte di star lontani:

È buffa la leggerezza con cui i malvagi pensano che gli andrà tutto bene”
-Víctor Hugo-

Il successo degli altri è il più grande evidenziatore del proprio fallimento.
E c’è chi lo sente appena vi incontra. E magari vi invidia.
Ecco, questi individui andrebbero tenuti a distanza.
Come se fosse per motivi sanitari.

Quante persone incontriamo nella nostra vita.
Non parlo di quelle con cui può capitare di relazionarci su internet.
Andremmo, in questo caso, veramente oltre col conto
Mettiamo in lista solo quelle che hanno avuto un rapporto personale

Che vada oltre un, “va all’inferno” via web.
Sono tante? Se ci mettete di tutto, dal compagno di banco delle elementari, al medico che ti diagnostica un malanno, è un sacco di gente.

A meno che non abbiamo vissuto in un eremo isolato.
Come nelle comunità medievali.
Nell’arco di una vita veniamo in contatto con una moltitudine di uomini e donne.
Buoni, cattivi o indifferenti.

Almeno negli effetti che hanno avuto su di noi e sulle nostre vite.
Ripensandoci, di qualcuno, avremmo volentieri fatto a meno.
Ci sono persone che nella nostra vita hanno portato solo cose brutte.
È inevitabile purtroppo.

A saperlo prima, ci saremmo risparmiati tanti guai.
Magari un divorzio, un tradimento, un grande dolore, persino una truffa o peggio.
Esistono individui che andrebbero evitati accuratamente.
Ma come fare a riconoscerli? Non ce l’hanno scritto in fronte che portano guai.

Lo scopriamo solo dopo. Quando è troppo tardi.
Questi personaggi che passano attraverso le vite degli altri, per rovinarle
Come i malvagi di Victor Hugo convinti che a loro, tanto, andrà sempre tutto bene.
Chissà quanti di noi in questo isolamento, hanno tirato un po’ le somme dei propri rapporti umani e sociali.

L’arte di star lontani

Soli o con la famiglia, a casa, siamo stati in connessione, esclusivamente virtuale con tante persone.
Ma abbiamo tolto loro la dimensione fisica.
Il contatto.
Il nostro mondo è diventato veramente virtuale.

Tanti sono diventati come degli avatar.
Figure mezzo busto, nelle chiamate video.
Anche persone che incontravamo fisicamente tutti i giorni.
In ufficio, in palestra, al bar. Con tanti di loro abbiamo perso ogni contatto.

Sono uscite dal nostro radar esistenziale.
E magari ci siamo sentiti meglio. Sollevati.
Probabilmente ci sono tanti ragazzi e ragazze che hanno vissuto con gioia l’insegnamento via web.
Perché ha eliminato i bulli, gli antipatici, le dive e i fighi in classe.

Quelli che erano costretti a incontrare tutti i giorni. Fisicamente.
Con sofferenza.
Ridotto a un monitor, l’insegnamento si è concentrato alla sua essenza.
Studiare e apprendere. La parte più importante.

Dedicando le relazioni sociali a quelle più essenziali.
I genitori e gli amici più stretti.
Lo stesso in ufficio.
Smartworking. E via dai colleghi che reggiamo meno.

I contatti ridotti a qualche conference call, alle mail o ai WhatsApp.
Concentrati sul lato essenziale.
Produrre, elaborare, gestire, vendere, acquistare.
Pausa caffè a casa o al bar sotto casa.
Non per forza con chi non ci va.

Gli obblighi sociali ci impongono anche di avere tanti contatti che non vorremmo.
Purtroppo. Però qualcosa a molti di noi è accaduto.
L’isolamento ha evidenziato per alcuni, tutti quei legami di cui faremmo volentieri a meno. Quelle persone che proprio non sopportiamo. A pelle.

Qualcuno insiste che bisogna recuperare, quanto prima, la dimensione relazionale.
A scuola e nel lavoro.
Io ci andrei piano. In fondo, nonostante tutto, ogni crisi offre opportunità.
Dicono che stiamo entrando in un’epoca di tagli.
Di selezione.
Di oggetti, di acquisti, di viaggi, di comportamenti sociali.

Il distanziamento ci imporrà di tenere, letteralmente, più lontane tante persone.
Le mascherine ci renderanno anche meno visibili.
Gli incontri sociali, per sicurezza, andranno selezionati con cura.
Per evitare pericolosi assembramenti bisognerà scegliere con attenzione.
Chi e come.

Conosceremo meno persone e con meno avremo a che fare.
E forse con alcune sarà un bene.
Opportunisti, falsi amici, vampiri emotivi.
Rompiscatole, piantagrane, ingrati e invidiosi.
Un po’ di zavorra da mollare.

Di persone negative ne troveremo anche sul web persino via mail on in un webinar o in chat di lavoro.
Ma non trovarseli davanti e poter chiudere con un click è già un bel passo avanti.
Sarebbe bella una app che funzionasse indicando solo quegli esseri umani che vale veramente la pena conoscere.

Che oltre per la salute, risultano compatibili, con noi, anche dal punto di vista umano. Nella vita sociale, nel lavoro persino a scuola.
Che ci arricchiscono e ci sostengono.
Esiste in psicologia una teoria, detta legge della conformità, secondo la quale diventiamo le persone con cui trascorriamo più tempo.

Di tempo, per un bel po’, ne trascorreremo di meno con gli altri.
Anche i più sociali di noi.
Ma cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Potrebbe essere una buona occasione.
Magari anche solo per fare più attenzione e selezione.
Cambiare atteggiamento nelle relazioni con gli altri.

Parlare meno e ascoltare di più. Osservare le persone e cercare di capire chi abbiamo davanti. Con le mascherine non vedremo il viso per intero. Ma ci sono tanti segni che ci raccontano le persone. Dai gesti, agli accessori, il tono di voce.
E poi la cultura, i modi, l’educazione.

In questa vita pre distanziamento ammettiamolo, non siamo mai stati così selettivi. Almeno la maggior parte di noi. Abbiamo accettato spesso quello che capitava.
Con superficialità e per quieto vivere.
E quante fregature abbiamo preso.
Ora, finalmente, abbiamo la scusa per studiare  meglio i nostri simili e decidere con chi avere rapporti umani più stretti.

È una libertà che avevamo anche prima.
Ma l’abbiamo mai usata veramente?
Questa crisi tenderà a isolarci un po’. Magari, non per sempre.
Ma sicuramente avrà i suoi effetti.

Espansivi sul fronte virtuale, come

  • lo smartworking e i suoi effetti sulle relazioni di lavoro che cambieranno
  • la scuola per i più giovani con nuove forme di apprendimento e rapporti
  • cinema, teatri, discoteche che non scompariranno ma saranno diverse
  • i trasporti nei viaggi meno massificati e più selettivi
  • le vacanze più isolate o di prossimità come già si dice.

L’arte di star lontani:

Ognuno con i suoi spazi. Separati o a distanza.
Cambieranno molte cose.
Ci saranno anche effetti negativi?
Il distanziamento aumenterà le diseguaglianze?
Purtroppo c’è un’alta probabilità, che ciò accada.

Si tenderà a stare meno con persone “diverse” da noi.
Semplicemente perché non si potrà stare insieme in tanti.
O troppi.
Si verranno a creare nuclei più chiusi. Gruppi di “simili”.
Si parla addirittura del recupero del concetto di borgo.
Di comunità chiuse. Piccole “comuni” col patentino di sanità.
Forse.

L’arte di star lontani:

L’esperienza aperta dai social media, sta d’altra parte dimostrando che non si può diventare “amici” del primo che passa.
Dare l’amicizia con un click. Che stupidaggine.
Farsi infilare in un gruppo o in una chat di sconosciuti, con un tocco di smartphone.

Si può essere aperti quanto volete. Eppure a volte è insopportabile e disturbante.
Prima o poi le differenze vengono a galla.
Nel bene e nel male.
A tutti sarà capitato di dedicare una pausa, da Facebook o Twitter, per “fare pulizia”.

Togliere decine di “amicizie”. Come se non ci fosse un domani.
Cancellare liste di illustri “sconosciuti” che tutte le mattine ci mandano il buongiorno con i cuoricini. Le catene di sant’Antonio che se non le rispedisci non otterrai felicità e gioia.
Le foto di tutto quello che hanno mangiato e bevuto.
O delle favolose vacanze.

I post pesanti, violenti, volgari, ineducati.
Rabbiosi col mondo quando magari, noi, rabbiosi non lo siamo affatto.
Mostrandosi nella loro più piccola meschina dimensione di esseri invidiosi e incattiviti dai successi degli altri.

Perché il successo degli altri è il più grande evidenziatore del loro fallimento.
Dai laureati all’università della vita a pinco pallini mai visti né conosciuti.
Avere questi contatti “umani” può far piacere. Ma anche no.

L’arte di star lontani:

In questi anni di social media siamo andati persino oltre.
Arrivando a cancellare persone che conosciamo anche nella vita reale.
Amicizie o supposte tali, vere, reali.
Che in una relazione virtuale, ci piacciono meno.

Magari perché con ogni tanto, con un post, ti si mostrano per quello che sono veramente. E che non hai mai voluto vedere davvero. Brutte persone.
Il distanziamento avrà i suoi effetti.
Non saranno miracolosi, anzi.

L’arte di star lontani:

I guai sono già all’orizzonte. Saranno tempi duri quelli che vivremo.
Lavoro, economia, società.
Vivremo anni epocali. Difficili.
Che almeno siano affrontati insieme a chi ci sta più a cuore.
A chi teniamo e vogliamo bene.

Perché se lo è meritato e guadagnato.
O, semplicemente, perché ci piace davvero.
Non solo perché abbiamo avuto la ventura o la sventura di incontrarli.
Magari su Facebook o in una classe di scuola.
Gruppi affiatati e selezionati.

Possibilmente col certificato medico di buona salute in tasca.
E gli altri ? Tutti gli altri ? Auguro loro tutto il bene del mondo.
Per un pò, un bel pò, dovremo stare un po’ più lontani.
Un giorno ci rivedremo, come le star, canta Vasco.
Chissà.
Perderemo qualcosa o qualcuno? Probabilmente si.
Peccato.

Ma per motivi di salute, almeno fino a quando non avranno trovato il rimedio, che stiano lontani.
Nell’era del distanziamento sociale siamo obbligati a farlo.
Per la nostra salute fisica ma anche mentale.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’30”

Foto tratta da: https://ilfattoalimentare.it/distanza-fisica-coronavirus.html

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.