Le donne vittime della violenza di “genere”

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di Claudio Razeto

La violenza contro le donne è la violenza perpetrata contro le donne basata sul genere, ed è ritenuta una violazione dei diritti umani…” dalla voce Violenza contro le donne, Wikipedia

Ci sono notizie che non vorremmo mai leggere.

Tra queste quelle delle donne vittime di violenza.
È indegno. Crudele. Barbarico.
Eppure è un continuo. Un tragico tormentone.

Fino a quando nella civile Italia dovremo leggere e sapere di simili nefandezze consumate? Fino a quando?
Donne chiuse nel loro mondo di dolore.

E poi “punite” in base a codici bestiali e incivili.
Donne uccise. Stuprate. Violate.

Donne travolte da una rabbia assassina e animale.
Quella di uomini violenti e vigliacchi.

Le donne vittime della violenza: Perché?
C’è qualcosa di sbagliato nel nostro mondo ? 

C’è un virus che percorre il cervello di tanti, troppi uomini?
Cos’è questo delirio di onnipotenza che fa arrivare a tanto?

Non è una questione anagrafica, perché succede anche in coppie giovani.
Un lui macho, forte, potente quanto basta da mandare la fidanzata al pronto soccorso con un paio di ceffoni.

Una lei sottomessa che lo perdona sempre e giustifica davanti agli altri, i lividi, con una caduta accidentale o uno spigolo.

E con un…”ma lui è fatto cosi!”.

È fatto male. Bacato, malato, da evitare, ragazza mia.

Fino a quando questi miserabili potranno agire e muoversi indisturbati tra noi?

Alcuni di questi “animali”, postano liberamente sui social i loro deliri machisti. Sbavando su ogni foto di donna.

Come cani che possono diventare irrrispettosi e persino
rabbiosi.

Lupi in agguato. Da non incontrare. Mai!

Le donne vittime della violenza: Per noi uomini lo scivolone “culturale” è sempre in agguato.
Persino in pubblico, addirittura in tv.

https://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/grande-fratello-vip-2020/grande-fratello-vip-bufera-su-salvo-per-alcuni-commenti-sessisti-sulla-de-panicis_13397279-202002a.shtml

Ma è inaccettabile.

Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti.

C’è una legge, a volte arbitrariamente applicata, che porta via i figli a chi non è in grado di crescerli al meglio.

Eppure non si riesce a far applicare norme di protezione per donne che hanno denunciato violenze e minacce.

E sono state ugualmente colpite.

Cosa hanno di sbagliato la nostra società e il suo lato maschile? Qualcosa ci sfugge.

Chi ha insegnato, agli uomini, ad alcuni di loro che le donne vanno trattate con la violenza?

Che vanno possedute come oggetti? Collezionate come trofei?

In un mondo che afferma la parità di genere questi episodi, degni del più bieco passato retrogrado e maschilista, sembrano lo sprofondare in un incubo.

L’uomo che trascinava la donna nella tana è uno stereotipo da Neanderthal.

Forse, al contrario, l’uomo delle caverne, stringeva teneramente la mano alla sua compagna, mentre guardavano le meraviglie della natura. E si proteggevano a vicenda.

Le donne vittime della violenza: Le donne sono forti. Oggi ancora di più. 

Sono preparate. Sono competenti.

Una donna, Francesca Colavita e una squadra di ricercatrici, ha isolato il virus del Covid allo Spallanzani.

Una donna una virologa come Ilaria Capua, ha combattuto il Coronavirus come e più di tanti scienziati uomini.

E moltissime altre.

Tante infermiere combattono ogni giorno negli ospedali, vicino a chi soffre.

Tante donne medico fanno altrettanto anche se, quasi sempre, i Primari sono uomini.

Cambierà?  Speriamo presto.

Le donne vittime della violenza: Donna è bello, si diceva negli anni 70. 

Sono pienamente d’accordo.

Oggi guidano aerei, portano i gradi da ufficiale, ingegneri, astrofisiche, le troviamo in ogni mestiere e professione.

Si laureano all’università, spesso meglio e in maggior numero dei colleghi maschi.

Molte di loro, nello stesso tempo, crescono figli, tengono unite famiglie con una doppia vita faticosa e a volte ingrata.

Fanno sacrifici e non si arrendono.

Le donne non sono solo le modelline su Instagram

E magari, tra quelle pin up, ci sono dirigenti, esperte di marketing, informatiche. Succede.

Bello non vuol dire:

  • stupido.
  • sessualmente disponibile.
  • mancami di rispetto.

E no, non vuol dire sì. Significa, NO!

Sembra così difficile da capire in un’epoca in cui il livello estetico è cresciuto tanto.
Per maschi e femmine.

Ho avuto superiori donne, nel mio lavoro.

Tutte bravissime.

Combattive, tenaci, forti a volte più dei colleghi maschi, non me ne vogliano.

Mi sono sempre trovato bene.

Oggi il mondo è cambiato. Aperto. Pronto allo scatto successivo. Alla parità effettiva. Che arriverà.

Avremo sempre più donne capi di Stato, leader politici, Ceo di aziende.

Ed è un bene.

Uomini e donne sono diversi ma complementari.

Marte e Venere, dicevano gli antichi.

Due facce diverse della stessa medaglia. Ying e Yang.

Allora perché esistono uomini che ci fanno retrocedere alla barbarie più cupa?

Perché ci sono mostri come Jeffrey Epstein?

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2019/08/10/il-finanziere-epstein-suicida-in-carcere_c0cc26e8-9c9f-4a79-8f74-4e7bd3092abc.html

Perché i ricatti sessuali di Harvey Weinsteins?

https://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2017/10/23/caso-weinstein-hollywood-mai-piu-come-prima_ad4836ba-94af-4896-9f0e-bd30febddfc6.html

Le donne vittime della violenza: Perché i femminicidi?

È il sesso? La bellezza? Il senso di proprietà che certi maschi, o presunti tali, ritengono di detenere sulle “femmine” del loro clan?

Certe cose, purtroppo, sono trasmesse con l’ignoranza e la cattiva educazione.
Le madri, spesso disposte a “coprire” gli errori e gli atteggiamenti dei “maschi di casa”.

L’essere uomo, vissuto come privilegio anziché dovere e responsabilità.
Avevo più o meno, 10 anni.

Mio padre, pilota di aerei di linea, partiva spesso.

Io, con una madre bella e giovane, e due sorelle più piccole, ero l’uomo di casa.

Ma che ansia!? Questo senso di protezione per le donne che mi venivano affidate.

A 10 anni ! Ci sono state situazioni in cui, con mia madre, ce la siamo vista brutta.

Un’iniezione da fare a mia sorella più piccola, solo due anni, in emergenza, di domenica.

Con la paura di farle male. Ancora tremo al ricordo.

Era un dovere, non un privilegio. Proteggere ed essere utile alla mia famiglia.

Non dominare e prevalere. Ma era giusto così.

In compenso non ho mai rifatto il letto.

A parte il cubo a militare.

Unico retaggio maschilista che ho avuto.

Le donne della mia vita mi hanno dato tanto.
Devo anche a loro, quello che sono.

Mi hanno insegnato che “le donne non si toccano neanche con un fiore”.
Neanche quando ti fanno veramente arrabbiare.

Meglio un pugno al muro, se proprio non ce la fai a trattenerti.

Ma picchiare, umiliare arrivare a uccidere?

Che razza di bestia vigliacca può arrivare a tanto?

Le notizie che non vorremmo più leggere, sono quelle di queste povere donne.

Seviziate nel corpo e nell’anima prima di essere menomate o peggio uccise.

Forse ci vorrebbero dei corsi a scuola. Far riflettere i giovani.

Far capire alle ragazze che esistono dei pericoli. Che macho e violento non vuol dire amore.

Che un fidanzatino manesco va isolato e se il caso denunciato.

Insegnare ad essere coppia. E anche a essere uomini e donne.

Educare al dialogo, al compromesso.

Si è tanto parlato di educazione sessuale.

Mai di quella sentimentale. La più importante.

Per le situazioni di disagio ci sono strutture specializzate come il Telefono Rosa.

Che ha più volte segnalato l’emergenza.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/07/17/femminiciditelefono-rosa-scrive-a-conte_57a41af8-7cef-4e61-844a-287d887fd62b.html

Ma forse non bastano. Nemmeno per chi sta male “dentro”.

Ci vorrebbe una rete sociale di protezione fatta da amici, parenti e conoscenti, prima che da Assistenti sociali e polizia.

Magari un balletto in meno sulla RAI e un programma in più.

Per spiegare, educare, informare.

Anche per le donne con disagi e in difficoltà.

E i loro compagni.

Prevenzione prima che coercizione. Applicare veramente le norme che esistono.

Con organi di polizia giudiziaria in grado di intervenire e soprattutto prevenire queste situazioni.

Non burocraticamente ma umanamente.

Per proteggere e servire. Non solo arrestare quando ormai il fatto è consumato.

In ogni caso c’è sempre un campanello di allarme.

Troppo spesso inascoltato.

https://www.ansa.it/trentino/notizie/2020/04/19/femminicidio-nel-milanese-gia-denunciato-dalla-ex-moglie_26268f94-b9ee-4850-8b3f-cbf0876886b8.html

Per gli orchi, gli irrecuperabili, la galera in isolamento, i Trattamenti Sanitari obbligatori, le cure mediche.

Ma lontani dalla società, dalle famiglie, dalle compagne, dai figli.

Non c’è posto per loro nella nostra società.

Almeno finché non troveremo un vaccino.

Come per il Covid, così per la violenza sulle donne, prima ce ne libereremo, meglio sarà per tutti.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’50”

1 commento

  1. Ancora non è chiaro che la virilità, la forza di un uomo, si manifesta anche e soprattutto con il controllo, di sé, delle proprie pulsioni sessuali e della propria rabbia. Fino a quando questo concetto non sarà chiarito e assimilato per la nostra società non c’è speranza.

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