Le malattie respiratorie prossime venture

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di Alberto Aiuto

“L’estate sta finendo”, cantavano i Righeira. Ma, a giudicare dall’asfalto ancora rovente, sembra che si siano sbagliati di paio di settimane.

Sì, l’equinozio è passato, ma il vero autunno? Quello è in vacanza. Oggi non arriva, domani idem. Dopodomani chissà.

Ottobre promette bene: ottobrate romane garantite (sole buonissimo, foglie che tentano un cambio d’abito), seguite dall’estate di San Martino, quella specie di bonus estivo per chi ha perso le speranze. In realtà le “mezze stagioni” sono una grande truffa, una realtà del passato.

In un baleno passeremo all’inverno, che ci porterà con sé non solo freddo (sempre un termine relativo, ma importante), ma anche un cocktail di malattie respiratorie di alta tradizione: influenza, covid & bronchiolite da virus sinciziale – la trilogia di cui faremmo volentieri a meno.

Con l’arrivo dell’inverno, gli sbalzi di temperatura e il ritorno in ambienti chiusi e affollati – come aule scolastiche, palestre, uffici, trasporti pubblici – favoriscono l’esposizione ai virus respiratori. E cominciano i primi malanni, come raffreddore, tosse, febbre.

Quel che accadrà dipenderà anche dall’andamento meteorologico: se l’inverno sarà rigido con temperature basse l’influenza sarà pesante, se invece ci saranno sbalzi termici si faranno sentire gli altri virus respiratori (parainfluenzali, adenovirus, ecc.), meno pesanti dal punto di vista clinico.

I virus influenzali sono in grado di sopravvivere temporaneamente al di fuori del corpo, quindi la trasmissione può avvenire anche indirettamente da mani, oggetti e superfici – come fazzoletti, maniglie, interruttori della luce e rubinetti – appena contaminati dalle secrezioni respiratorie.

Per questo motivo, l’influenza si diffonde più facilmente tra familiari, compagni di scuola o colleghi e nei luoghi chiusi e/o affollati come i mezzi pubblici e le relative fermate, i bar, i cinema, le discoteche, e gli stadi.

Ci dobbiamo preoccupare? O meglio chi deve temere di più? L’influenza stagionale è già arrivata o si tratta di un comune raffreddore o di Covid-19? Le malattie respiratorie si possono prevenire e come? Esistono vaccini o farmaci specifici? Chi si dovrebbe vaccinare? Eventualmente quando vaccinarsi?

Sappiamo che il virus “circola” seguendo il freddo, per cui parte nell’inverno dell’emisfero australe, leggi Australia, per trasferirsi alle nostre latitudini.

È un esempio pratico di globalizzazione che non tiene conto dei confini nazionali, anche se in genere ci preoccupiamo più per le migrazioni Sud-Nord, che per quella invisibile Est-Ovest. L’impatto dipenderà dall’andamento meteorologico.

Se le temperature saranno molto rigide, ci avvicineremo alle stime al rialzo. Se invece prevarranno gli sbalzi termici, emergeranno altri virus respiratori.

La sintomatologia dell’influenza stagionale

Influenza SintomiNonostante ogni anno i virus dell’influenza cambino le proprie caratteristiche antigeniche, i sintomi restano più o meno sempre gli stessi. L’influenza può causare quadri sintomatologici da lievi a gravi, caratterizzati da:
Sintomi a carico delle vie respiratorie, che sono sempre interessate (tosse, starnuti, mal di gola, lacrimazione);

Manifestazioni generali, cioè a carico dell’intero organismo (brividi, febbre, cefalea, dolori muscolari diffusi, senso di spossatezza e di malessere generale).

Se si tratta di influenza, è possibile però tenere sotto controllo i sintomi somministrando farmaci antipiretici e antinfiammatori come paracetamolo o ibuprofene (che non vanno mai assunti insieme). Questi medicinali riescono a controllare la febbre elevata, il dolore muscolare e articolare e il mal di testa.

Poiché la febbre rappresenta una prima, naturale reazione dell’organismo contro i virus, è consigliabile prendere farmaci quando la temperatura arriva almeno a 38 gradi.

È responsabilità di ciascuno cercare di ridurre la diffusione dell’influenza, è bene indossare la mascherina qualora si debba per forza uscire di casa.

La vaccinazione antinfluenzale è il modo più efficace per proteggersi: l’immunizzazione attiva (effettuata cioè grazie alla somministrazione di un vaccino), riduce il rischio di infezione e rappresenta un mezzo per prevenire le complicanze della malattia.

In presenza di sintomi che possono far pensare all’influenza, è consigliabile effettuare un tampone per capire se si tratta di influenza o di Covid-19. Se infatti si tratta di infezione da Sars-CoV-2, gli anziani sotto stretto controllo medico possono iniziare una cura con farmaci antivirali.

L’influenza è pericolosa?

L’influenza è una malattia respiratoria acuta che può manifestarsi in forme di diversa gravità. Nel nostro Paese l’influenza e la polmonite ad essa associata sono tra le prime dieci principali cause di morte.

Per prevedere se e quanto l’influenza sarà “aggressiva”, ogni anno gli esperti fanno riferimento ai dati che provengono dall’Australia dove l’inverno sta finendo. Sembra che nell’emisfero australe la stagione influenzale sia stata intensa, con un aumento dei casi e dei ricoveri in ospedale. Un segnale non positivo per il nostro Paese.

La scorsa stagione è stata la più intensa mai registrata in Italia, con circa 16 mln di casi.

La stagione influenzale ha colpito duramente soprattutto gli adulti più fragili: la fascia più colpita è stata quella tra 60 e 79 anni, con più casi tra gli uomini. In Italia 601 persone sono state ricoverate in terapia intensiva e 134 sono decedute per influenza confermata. Da sottolineare che questi dati sono soltanto la “punta dell’iceberg”, perché non sempre l’infezione viene riscontrata e quindi riconosciuta come elemento determinante o meno del ricovero ospedaliero. La maggior parte dei pazienti presentava una o due comorbidità, principalmente malattie cardiovascolari, e 77,4% dei casi gravi ha riguardato persone non vaccinate, confermando l’importanza della vaccinazione antinfluenzale. Dunque l’influenza può essere seria e la vaccinazione è una priorità specialmente nei soggetti “fragili”.

Pertanto, come ogni anno, mentre noi stavamo in vacanza sono stati isolati i virus australiani responsabili e, sulla base dei risultati osservati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha selezionato i virus A/Victoria/4897/2022 (H1N1) pdm09-like virus, A/Croazia/10136RV/2023 (H3N2)-like virus e  B/Austria/1359417/2021-like virus (lignaggio B/Victoria). A cascata, l’Agenzia Italiana del Farmaco e l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) hanno autorizzato 11 vaccini aggiornati contro l’influenza stagionale 2025-2026. Poiché i virus influenzali cambiano di frequente, è consigliabile vaccinarsi ogni anno. La protezione si sviluppa circa dopo due settimane dalla somministrazione del vaccino. In Italia, il momento migliore per farsi vaccinare va dalla metà di ottobre alla fine di dicembre.

Ma oltre alla vaccinazione antinfluenzale, c’è un forte richiamo anche alla vaccinazione anti-Covid. I medici di famiglia sono in prima linea per informare, vaccinare e semplificare l’accesso.

L’influenza: prevenire è meglio che curare

Il futuro è una grande incognita, specie in un momento in cui l’unica certezza è l’incertezza. Nel caso dell’influenza però sono disponibili conoscenze scientifiche che si sono accumulate nel corso di almeno 60-70 anni.

Influenza ContagioA livello nazionale esiste un sistema di sorveglianza, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità: esiste una rete di “medici sentinella” (medici e pediatri di famiglia reclutati dalle Regioni) che indica quando il virus influenzale inizia a circolare e l’evoluzione della malattia.

 

 

L’influenza è una malattia molto contagiosa perchè si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, diffuse attraverso tosse e starnuti, ma anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona, o per via indiretta, attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.

A livello individuale, per ridurre il rischio di infettarsi sono sempre valide le solite ma essenziali regole igieniche e buone abitudini che ci sono state ricordate (qualche volta imposte) durante la pandemia da coronavirus:

– lavarsi regolarmente le mani con acqua e sapone (o con soluzioni detergenti a base di alcol);

– osservare una buona igiene respiratoria, quindi coprire bocca e naso non solo quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente;

– evitare di toccare occhi, naso o bocca con le mani non lavate: i virus possono diffondersi quando una persona tocca una superficie contaminata e poi si tocca occhi, naso o bocca;

– indossare le mascherine quando si frequentano mezzi di trasporto o ambienti pubblici, o comunque ci sono assembramenti;

– areare regolarmente le stanze dove si soggiorna;

– evitare contatti o utilizzare la vaccinazione, specie in presenza di persone a rischio.

Sono tutte misure semplici ed efficaci: quando le abbiamo usate assiduamente i picchi influenzali sono stati molto modesti se non del tutto assenti.

Influenza: a chi è consigliato vaccinarsi?

Come riporta la Circolare del Ministero della Salute: «La vaccinazione è la forma più efficace di prevenzione dell’influenza e delle sue complicanze, che non sono solo respiratorie ma possono coinvolgere diversi organi e/o apparati (per esempio: miocardite, encefalite)». Non tutti i vaccini autorizzati sono necessariamente disponibili sul mercato: sono le Regioni che decidono annualmente, tramite gare per la fornitura, tra i prodotti disponibili in commercio, e quali utilizzare durante le campagne vaccinali.

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente a:

– persone dai 60 anni in poi;

– bambini dai sei mesi ai sei anni;

– donne in gravidanza e nel post-partum;

– persone con malattie croniche che espongono a un maggior rischio di complicanze in caso di influenza, come tumori, diabete, malattie dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio o problemi al sistema immunitario;

– ricoverati presso strutture di lungodegenza,

– familiari di soggetti ad alto rischio di complicanze;

– addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, come medici e personale sanitario e socio-assistenziale, forze di polizia e vigili del fuoco, donatori di sangue.

Il medico può consigliare di vaccinarsi anche ad altri pazienti o perché l’influenza rischia di aggravare malattie di base di cui soffrono questi pazienti, o perché potrebbero rischiare gravi malattie derivanti dall’influenza stessa.

Influenza stagionale. Cosa prendere?

I sintomi (lievi) si possono curare senza farmaci seguendo semplici consigli: molto riposo; molti liquidi (acqua, brodo, bevande con integratori salini, meglio se povere di zuccheri) per prevenire la disidratazione; un asciugamano freddo e umido su fronte, braccia e gambe, per abbassare la temperatura; un umidificatore in camera per respirare meglio; gargarismi con acqua salata (una parte di acqua tiepida e una di sale) per alleviare il mal di gola; coprirsi con una coperta calda.

In presenza di sintomi generici, non è indispensabile andare al pronto soccorso. È infatti possibile controllare la febbre elevata, il dolore muscolare e articolare e il mal di testa con farmaci come ibuprofene o paracetamolo (che non vanno mai assunti insieme).

Poiché la febbre rappresenta una prima, naturale reazione dell’organismo contro i virus, è consigliabile prendere il farmaco quando la temperatura arriva almeno a 38 gradi.

Gli antibiotici agiscono contro i batteri, quindi non vanno usati nelle malattie da virus, se non prescritti dal medico curante.

Il CDC americano consiglia di rimanere a casa per almeno 24 ore dopo la scomparsa della febbre e durante la malattia di uscire solo per andare dal medico o in caso di stretta necessità. La febbre deve essere scomparsa da sola, senza l’uso di farmaci antipiretici come Tachipirina.

Conclusioni

Dobbiamo ricordare alcuni concetti fondamentali:

  1. I vaccini sono una specie di “paracadute sanitario” non ottenibile in alcuna altra maniera. Esistono proprio per non farsi trovare impreparati, specie se siamo “fragili”, o “anziani” o con la salute che fa i capricci.
  2. Non esistono vaccini per le malattie banali: se c’è il vaccino, è un segnale che non è roba da poco.
  3. Meglio prevenire che curare

Il prof. Massimo Andreoni, presidente della Società degli Infettivologi, sostiene “Ci auguriamo che l’aumentata consapevolezza dei rischi comportati dal virus influenzale (e dal Covid) induca a vaccinarsi per tempo”.

Alberto Aiuto

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