Palazzo Bonaparte la retrospettiva monografica su Escher

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di Fabio Bandiera

Nel mese di Novembre 2023 si è svolta a Roma, presso l’ormai consolidata sede espositiva di Palazzo Bonaparte, la mostra monografica e più completa in assoluto su Maurits Cornelius Escher (1898-1972) che coincide col centenario della sua prima visita a Roma, targata 1923.

L’esposizione promossa e organizzata dall’inossidabile Arthemisia Group indaga a trecentosessanta gradi la carriera del genio olandese, protagonista indiscusso del novecento europeo.

Incisore e litografo sublime Escher ha saputo trascinare la sua arte in un modo fantasioso ed immaginifico mescolando sapientemente matematica, scienze, fisica e design con uno stile unico ed inequivocabile che profuma di talento e modernità.

Questa mostra ce lo restituisce in tutta la sua complessità con un repertorio di circa 300 opere, tra ever green ed inediti mai esposti prima in Italia focalizzando il suo sguardo sul rapporto che l’artista ebbe con la Città Eterna nella quale soggiornò e visse per circa dodici anni (1923-1935).

Un’influenza inequivocabile che traspare dalle vedute e dagli scorci architettonici delle sue incisioni romane, tra il Barocco e la modernità e sempre colte nella sua intimità notturna alla luce di una torcia.

Ricordi indelebili che il genio fiammingo annovera tra i più dolci del suo percorso terreno e che segneranno successivamente il suo stile più compiuto e maturo.

ESCHER………GLI INIZI……L’ITALIA

Nato nel 1898 a Leeuwarden in Frisia, nel nord dei Paesi Bassi, da subito si rivela per quello che è: un genio sregolato che eccelleva nel disegno e in quella caparbia ostinazione che sarà un tratto distintivo della sua personalità.

L’incontro decisivo avviene alla Scuola di Architettura di Haarlem in cui, grazie al suo insegnante Samuel Jessrun de Mesquita, entra in contatto con spirito affine all’Art Nouveau dalla quale viene attratto dall’eleganza sinuosa delle forme.

A questo aspetto va aggiunto l’amore sviscerato per la natura, vero oggetto e fonte d’ispirazione dei primi lavori giovanili, che Escher ritrae in tutta la sua straordinaria complessità grazie anche ai numerosi viaggi nel Belpaese.

E’ in questa fase che prendono forma e sostanze le sue visioni prospettiche unite alle paradossali illusioni ottiche che confluiscono in Emblemi, raccolta di xilografie in versi che lo consacrano come autore ed illustratore.

L’amore incondizionato per lo Stivale lo spingerà ad intraprendere il viaggio artistico per eccellenza, Escher si trasferisce a soli 25 anni a Roma in cui soggiornerà stabilmente per dare un senso compiuto alla sua parabola artistica.

Ad attenderlo troverà una città pronto ad accoglierlo con la sua grande ed eterna bellezza………

ESCHER NELLE MERAVIGLE DI ROMA……….

EscherIl suo soggiorno romano fu fagocitato e favorito dal suo amico Godefridus Hoogewerff che, dirigendo l’Istituto Storico Olandese, lo instradò verso le lezioni di storia dell’arte di Adolfo Venturi, professore presso La Sapienza che lo educò alla conoscenza dell’arte antica.

Da qui in poi il nostro, in un continuo divenire, entrerà in contatto con gli incisori del Gruppo Romano unendosi ad altri artisti contemporanei di svariate parti del mondo uniti sotto la bandiera della rivista L’Eroica.

Le dodici xilografie, qui esposte per intero, dal titolo Roma Notturna sono uno dei punti più alti del suo genio visionario in grado di fondere le diverse architetture della Città Eterna, fonte di ispirazione costante per la sua creatività.

Questi anni saranno delineati anche per i periodici viaggi intrapresi, spesso insieme al suo coevo artista svizzero Triverio, verso i paesaggi del sud dell’Italia dal quale Escher sarà perdutamente rapito.

Numerose le testimonianze qui esposte di questi soggiorni nelle quali scorci e vedute di Calabria, Campania, Abruzzo e Sicilia saranno oggetto di opere emotivamente coinvolgenti nelle quali Escher darà libero sfogo al suo amore indefinito per i paesaggi naturali del nostro Meridione.

In mostra si avrà la possibilità anche di passeggiare all’interno del suo studio di Via Carlo Poerio, ricostruito qui per l’occasione, luogo quasi metafisico dove sono state partorite alcune delle sue opere più celeberrime come Mano con sfera riflettente, testamento artistico per eccellenza della sua poliedrica trasversalità.

A malincuore l’avanzata del regime fascista lo costringerà nel 1935 ad abbandonare la nostra Terra, ma la mostra dedicatagli come commiato dall’Istituto Olandese e recensita splendidamente dalla stampa locale ci dà il termometro dell’enorme lascito che questo fantasticatore fiammingo ha donato ai posteri in eredità……….

ESCHER TASSELLATORE…….LE METAMORFOSI………..

L’autoesilio forzato dall’Italia lo porterà nel 1936 a soggiornare a Granada, città che rapisce Escher per il suo monumento simbolo, l’Alhambra.

Le decorazioni elaborate e geometricamente complesse in stile morenico di questo complesso fortificato lo spingono verso la tassellatura, che diventerà un vero e proprio tratto distintivo della sua arte.

 

Poligoni regolari o irregolari e linee curve simmetricamente disposte sul piano saranno oggetto di studio e di lavoro, i suoi tasselli saranno una combinazione perfetta di fantasia, geometria e soggettività figurativa.

La sua smania creativa lo porterà a costituire un catalogo ricco di 137 acquerelli da utilizzare come motivi per l’esecuzione di tasselli e metamorfosi, altra forma espressiva che lo affascinerà negli anni a venire.

Escher, partendo dalle tassellature, comincerà a trasformare esseri o oggetti in qualcosa di natura diversa, la risultante di un vortice metamorfico tra forme astratte e animate.

Alcune xilografie qui esposte raffigurano questo universo circolare dove gli oggetti mutanti, complementari o antitetici assumono sembianze diverse intrecciando spesso gli opposti nella complessa e stratificata rappresentazione.

Una padronanza assoluta, formale e sostanziale, che va oltre i limiti dello spazio fisico grazie alla suddivisione infinita del piano dell’opera, un mix concreto di uso razionale dei suoi studi geometrici e delle enormi potenzialità della sua fantasia creativa.

STRUTTURA SPAZIALE E PARADOSSI GEOMETRICI….ESCHERMANIA…….

La cura maniacale per l’organizzazione dello spazio lo porterà progressivamente ad un abbandono, costante e crescente, delle forme rappresentative classiche attraverso lo studio della matematica e della geometria.

Sfere lucenti, superfici riflettenti e solidi geometrici saranno oggetto di contaminazioni spaziali nelle quali si esprimerà compiutamente tutto il suo patrimonio creativo e conoscitivo, tra giochi di specchi e illusioni ottiche.

L’emblematica “Mano con sfera riflettente” ci pone davanti un Escher maturo e a proprio agio con la messa in scena delle forme, tra volute distorsioni e deformazioni prospettiche sulle quali vigila sempre l’uomo, quale centro assoluto dell’universo, governatore unico del caos e del paradosso.

Il suo ego autoreferenziale lo porterà a spingersi oltre ciò che è plausibile, una sfida continua tra scienza ed arte alle prese con un dialogo serrato e imprescindibile.

Siamo a metà anni cinquanta e la sua fama travalica i confini, il suo genio è apprezzato trasversalmente da fisici e matematici presso i quali l’artista è accreditato come punto di riferimento.

La complessità di questi suoi rapporti emerge nella sua ricerca di strutture impossibili che forzino il limite della coerenza rappresentabile, capolavori come Salire e Scendere che riflettono questa sua spasmodica ed ininterrotta ricerca grafica dell’infinito. Entriamo a pieno titolo nella Eschermania, le sue opere sono un vero e proprio brand che racchiude un universo riproducibile su poster, t-shirt o qualunque altro gadget in cui lo si voglia racchiudere.

Questa straordinaria esposizione ripercorre per intero i cicli vitali e artistici di questo irraggiungibile talento visionario, un artista che ha saputo essere moderno, attuale e oggetto di culto.

Le comunità artistica e scientifica gli hanno tributato doverosamente il riconoscimento che spetta ai Grandi del Novecento che lui ha contribuito a rendere, nonostante gli orrori della Storia, un secolo decisamente migliore. Non perdetevi per nessun motivo questa grande opportunità e recatevi in massa a Palazzo Bonaparte.

https://www.mostrepalazzobonaparte.it/mostra-escher.php

Fabio Bandiera

Tempo di lettura:3′ 50”

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