Perseveranza: La forza che muove la storia

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di Claudio Razeto

Perseveranza:

Se poniamo a confronto il fiume e la roccia, il fiume vince sempre non grazie alla sua forza ma alla perseveranza.
(Buddha)

Son convinto che circa la metà di ciò che separa gli imprenditori di successo da quelli che non l’hanno è la pura perseveranza.
(Steve Jobs)

Nulla al mondo può prendere il posto della perseveranza.

Non il talento, nulla è più comune di uomini di talento falliti.

Non il genio; il genio incompreso è ormai un luogo comune.

Non l’istruzione; il mondo è pieno di derelitti istruiti.

Solo la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti.
(Calvin Coolidge)

Il Rover inviato verso Marte, con il riuscito lancio del 30 luglio scorso, si chiama PERSEVERANCE.

È un veicolo da esplorazione che sembra uscito da un cartoon della Pixar.

Ha una missione incredibilmente affascinante.

Scoprire tracce di vita su Marte.

Raccogliere dati che permettano agli scienziati sulla Terra di ricostruire la storia del Pianeta Rosso.

Perseveranza: Aprire la strada all’esplorazione umana.

Il nome gli è stato dato dopo un sondaggio, da un gruppo di giovanissimi studenti statunitensi che ha individuato nella perseveranza, il carattere di questo nuovo mezzo di esplorazione che va ad aggiungersi al suo predecessore CURIOSITY, ancora funzionante e operativo.

Dal 1972 ad oggi sono stati inviati su Marte, altri 12, tra lander e rover.

Per la maggior parte andati distrutti nell’atterraggio e comunque hanno smesso di funzionare.

Un deposito di rottami terrestri sparpagliato su Marte riprova della volontà  di arrivare a colonizzarlo, ma anche della difficoltà del progetto.

La perseveranza presuppone fatica, ostacoli da superare, tempo da investire ma anche la tenace costanza, la fede nel raggiungimento dell’obiettivo, la lotta proseguita nonostante insuccessi e fallimenti.

Immaginate il senso di frustrazione di staff di ingegneri, tecnici, geologi, scienziati impegnati per anni in un progetto che si conclude con uno schianto sulla superficie o peggio con la perdita di ogni contatto.

Persino l’affievolirisi del segnale per la batteria ormai scarica, simile al battito cardiaco di un essere umano, deve aver dato loro almeno un sottile dispiacere.

Se la Nasa, l’Esa e le altre agenzie spaziali, supportate dai rispettivi Governi, si fossero arrese,  dopo i fallimenti delle precedenti missioni, oggi Marte resterebbe un sogno impossibile.

Al contrario esiste una forza metodica e caparbia che nei secoli ha fatto avanzare l’uomo nelle sue conquiste più importanti. A volte coadiuvata dal fato. 

Che, a suo piacimento, può cambiare la Storia.
Anche a dispetto delle imprese più coraggiose.

Se le Caravelle di Cristoforo Colombo nel 1492, fossero scomparse all’orizzonte e mai più ritornate, ci sarebbe stato un altro navigatore temerario disposto a ritentare l’impresa?

E dei monarchi disposti a finanziare una nuova traversata dopo l’insuccesso?

Una tempesta o un attacco dei nativi avrebbero mutato il futuro del mondo?

Non è detto. Ma la mancata conquista delle Americhe avrebbe influito sicuramente sulle vicende successive del mondo occidentale.

La Spagna non avrebbe avuto i Conquistadores e nemmeno l’oro per tante guerre in Europa.

Con un paio di secoli, forse, le civiltà delle Americhe avrebbero sviluppato una civiltà in grado di opporsi alla colonizzazione portata con le armi da fuoco.

O forse no ?

Gli studiosi fissano alcuni eventi come basilari per il passaggio all’età cosiddetta moderna.

https://dizionaripiu.zanichelli.it/storiadigitale/p/percorso/64/leta-moderna
Oltre al viaggio di Colombo e al suo ritorno dalle Indie:
  • la scoperta della stampa
  • la Riforma Luterana
  • i viaggi verso l’Asia, aperti da altri viaggiatori temerari come messer Polo e suo figlio Marco.

Eventi che potevano anche non aver luogo.

Fu forse la perseveranza di Gutemberg nello sviluppare la tecnologia per stampare i primi libri e diffondere la conoscenza?

O il nuovo corso aperto dal Martin Lutero nel contrastare un mondo che la Chiesa di allora voleva più statico e meno aperto al cambiamento?

Di fatto le nuove Nazioni protestanti come l’Olanda e poi la Gran Bretagna, mentre si allontanavano all’egemonia religiosa romana, si aprivano alla scoperta di nuove terre e alla navigazione verso le colonie che ne avrebbero decretato la grandezza e la fortuna economica.

A costo di guerre sanguinose e sottomissioni crudeli delle nuove popolazioni.

La diffusione del pensiero nuovo avvenne grazie alla diffusione dei libri.

E alla traduzione della Bibbia dal latino alle lingue nazionali.

Ma l’effetto più importante di questa sequenza di eventi fu in realtà culturale e psicologica.

Una nuova fede nell’uomo, nelle sue capacità e la convinzione che il progresso facesse parte del futuro.

Grazie alla scienza, ispirati dalle arti, gli uomini moderni compresero di poter andare oltre le tradizioni e scoprire, esplorare, innovare.

Una convinzione che non avrebbe più abbandonato la cultura occidentale fino ai giorni nostri.

Grazie a personaggi dotati di ingegno, curiosità ma soprattutto di quella perseveranza capace di raggiungere grandi traguardi in ogni campo.

Forse è per questo che il nome scelto, oggi nel primo ventennio degli anni 2000, dai giovani americani per il rover spaziale, suona emblematico.

Perseveranza:

Dalle sonde e dai mezzi lanciati con intensità crescente, nello spazio, arrivano ogni giorno nuove notizie.

Erano decenni che l’esplorazione verso altri pianeti e sistemi, era se non ferma, stagnante.

Congelata, a parte l’enorme quantità di satelliti per telecomunicazioni e sorveglianza militare lanciati da industrie e superpotenze.

Gli occhi erano sempre rivolti alla Terra.

Dopo gli Sputnik, gli Apollo e poi con l’allunaggio dell’Apollo 11, nel 1969, sembrava si fosse chiusa un’era.

La generazione degli Orbiter, il Challenger, il  Discovery il Columbia, le Soyuz,  le Stazioni spaziali russe e cinesi, fino alla ISS, fatte per orbitare intorno alla Terra e non allontanarsene.

Alcuni tragici incidenti e missioni fallite, come l’esplosione dello Space Shuttle nel 2003, i costi esorbitanti e i tagli ai bilanci della NASA, avevano imposto un rallentamento alla corsa spaziale che era rimasta un grande tema da fiction e film da fantascienza.

La fine della competizione tra USA e URSS, la moratoria per bloccare la produzione di razzi intercontinentali per il lancio di testate nucleari e non, erano stati un altro elemento di stop.

All’improvviso però la corsa è ripresa.

Gli occhi degli scienziati sempre più puntati verso lo Spazio esterno.
Oltre la Luna.

Gli ultimi anni l’hanno fatta ripartire coinvolgendo non solo nuovi Paesi, come Cina, India, Giappone ma anche capitali e operatori privati come l’azienda di Elon Musk, la Space Exploration Technologies Corporation, SpaceX, che si è data l’ambizioso obiettivo di andare su Marte. Ed esplorarlo.

https://youtu.be/-aGISgOB6n0
La perseveranza, come già accaduto sta portando la razza umana verso il suo futuro.

Per la prima volta con effetti globali che avranno ripercussioni sulla maggior parte dei popoli.

Sulla positività o meno di questa nuova evoluzione si può discutere senz’altro.

Si parla di andare e tornare da Marte, di trarre risorse primarie da corpi celesti, di creare basi sulla Luna e ricercare una nuova Terra nello Spazio.

Eppure restano conflittualità antiche, egoismi nazionali, mancanza di rispetto verso il nostro spazio vitale, quell’habitat che ci ospita, ci nutre, ci fa respirare.

Anche in questo la razza umana, è capace di grande perseveranza.

PERSEVERANCE

Purtroppo l’avidità e l’egoismo di oggi, non sono così diversi da quelli degli uomini vissuti nelle epoche del passato.

Quasi la Storia non avesse insegnato nulla. Anzi.

Servirebbe una rivoluzione morale, culturale e psicologica.
Un vero cambiamento.

Di fatto la coscienza, verso nuovi valori condivisi, si sta facendo strada.

Futuro sostenibile, ambiente, ecologia, clima, salute.

Non più un globale assolutorio anonimo grande accusato,  come l’Antropocene, l’uomo genericamente capace di dominare il mondo e la Terra brutalizzandola.

Ma un Capitalocene fatto di ricchi smodati, società senza scrupoli a cui, a volte, si può dare un nome, un cognome, boicottando acquisti e profitti.

Fermandone gli accessi.

Convertendole al valore del bene comune.

Ma non basta.

Forse sarà lo Spazio e la sua conquista, a realizzare il cambiamento.

Basta una grande scoperta per rivoluzionare la Storia.

E uomini e donne tanto perseveranti da non rassegnarsi e andare avanti. Verso un futuro migliore.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’50”

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